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Via le circoscrizioni, Bergamo punta sulle reti sociali di quartiere

Il sindaco Giorgio Gori e l’assessore alla coesione sociale Maria Carolina Marchesi presentano il nuovo sistema territoriale di decentramento e partecipazione su cui potrà contare la città. A costituirlo sarà la sinergia tra gruppi e realtà sociali locali, promossa dal lavoro di 7 delegati di quartiere. Il primo cittadino: “La giunta sceglie di scommettere sui cittadini, in modo particolare sulla cittadinanza attiva, puntando sulle reti sociali di quartiere”.

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“L’amministrazione comunale scommette sui cittadini e, in particolar modo sulla cittadinanza attiva, puntando sulle reti sociali di quartiere come strumento di partecipazione, di ascolto e di risposta ai bisogni del territorio”. A spiegarlo è il sindaco di Bergamo Giorgio Gori che, insieme all’assessore alla coesione sociale Maria Carolina Marchesi, illustra il nuovo sistema territoriale di decentramento e partecipazione di cui verrà dotata la città.

Il primo cittadino afferma: “La riforma, frutto di una decisione della giunta, che verrà sottoposta all’approvazione del consiglio comunale il prossimo 8 settembre, fa seguito alla soppressione delle circoscrizioni per i Comuni con popolazione inferiore a 250 mila abitanti. Circoscrizioni che, al di là della spending review, avevano assunto una piega eccessivamente burocratica. L’amministrazione precedente decise di sostituirle con un’articolazione della partecipazione basata su 3 consulte territoriali, composte da membri nominati dal consiglio comunale sulla base del risultato elettorale. Di fatto erano tre parlamentini: il centrosinistra si oppose vivacemente a questa "occupazione" dei partiti, ma il provvedimento passò. Mantenendo fede a quanto abbiamo detto in campagna elettorale, sottolineando la necessità di ascoltare il territorio, andiamo a dotare concretamente la città di nuovi meccanismi di partecipazione. Un sistema basato sulle reti sociali dei quartieri e sulla co-progettazione tra le scuole, i gruppi spontanei e le associazioni, le parrocchie, gli oratori e le società sportive locali. Ogni quartiere, poi, si relazionerà con gli altri per condividere la responsabilità di costruire una città meglio vivibile: è un obiettivo che riteniamo particolarmente importante e, per questo, abbiamo istituito un assessorato ad-hoc, alla coesione sociale”.

La scelta di ripartire dai quartieri non è casuale. Gori sottolinea: “Abbiamo deciso di cominciare dai quartieri perché sono realtà concrete di relazione tra le persone, comunità vere, non astratte o burocratiche, e perché sono familiari, luoghi dove si trovano le scuole, gli spazi di aggregazione e i beni comuni, come i parchi”.

Dello stesso avviso l’assessore alla coesione sociale Maria Carolina Marchesi, che dichiara: “Il nostro obiettivo è dotare tutti i quartieri di una rete sociale locale che possa catalizzare le energie della città e dialogare con l’amministrazione comunale, leggendo i bisogni della cittadinanza e collaborando per trovare le soluzioni migliori e le necessarie risorse, umane ed economiche, per intervenire. Molto significativa, quindi, è la sinergia tra i settori profit e no-profit, per raggiungere un obiettivo comune”.

La rete sociale dei quartieri, che si interfaccerà con l’assessore alla coesione sociale, potrà contare su una struttura semplice ma ben definita. Marchesi evidenzia: “Verranno incaricati 7 delegati di quartiere, che saranno il motore della rete e il legame con l’ente locale. Si tratta di operatori professionali che, in prevalenza, saranno reperiti all’interno dell’organico comunale e, in parte, dalla cooperazione sociale. Non mancheranno un coordinamento dei delegati, per un confronto sulle esigenze dei diversi quartieri, e un coordinamento interassessorile tra servizi sociali e servizi alla persona. In modo particolare, il sistema si concentrerà sui servizi per: infanzia, disabilità, minori, giovani e anziani. A completare il quadro, un referente organizzativo-amministrativo per accogliere le istanze provenienti dal territorio e relazionarsi con l’ambito politico, e un referente per l’area del terzo settore, per il mondo del volontariato".

I tempi per attuare questo nuovo sistema di welfare cittadino sono abbastanza rapidi: il progetto, che verrà condiviso con i gruppi e le associazioni attraverso incontri dedicati, potrà cominciare subito, i delegati di quartiere saranno attivi in tutta la città entro dicembre 2014 e una prima verifica dei risultati ottenuti è in programma per marzo 2015.

Infine, il sindaco Gori conclude: “Il badget destinato a questo nuovo sistema è pari a quello che, negli scorsi anni, veniva assegnato alle circoscrizioni. Quindi, non si tratta di grandi risorse economiche, ma della volontà di scommettere sui cittadini e, soprattutto, sulla cittadinanza attiva. Da segnalare, in conclusione, la dimensione intergenerazionale dell’iniziativa, che mira a valorizzare e incentivare la collaborazione tra grandi e piccoli”.

Paolo Ghisleni

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Commenti

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  1. Scritto da innominato

    evviva! altri amici da nominare!
    che bello chiamarsi democratici, poi puoi fare tutto quello che vuoi!

  2. Scritto da mr.pecis

    La Kolonizzazione sinistroide prosegue… Quali altre poltrone rimarrano da okkupare ?!? A breve nuove risposte !!! E la democrazia rosika ….

  3. Scritto da Daniela

    Un buon esenpio il polo civico di Redona …l importante e far dialogare le associazioni ela varie realta del territorio ..un aspetto importanto oltre il sociale ..è quello legato alla Mobilita alla riduzione del traffico ad una rete per risolvere al più presto i tanti problemi del territorio

  4. Scritto da Tuditanus

    Come sistema cervellotico non c’è proprio male, Paperoga sta schiattando di invidia. Non sarebbe meglio fare tavoli partecipativi su tutte le decisioni importanti che devono essere prese, indipendentemente da se sono cittadine o di quartiere? Magari senza stare ad inventarsi improbabili -delegati- (arieccoli!) di chi vuole partecipare.

  5. Scritto da A.Z. BG

    Delegati di quartiere stipendiati dal comune e nominati dallo stesso?Bella democrazia!Quindi il sinistro comune di Bergamo nominerà i suoi piccoli Podestà che gli riferiranno ciò che vorranno,dopo essersi informati dalla”rete”dei quartieri,cioè dalle associazioni nullaltrofacenti,tutte rigorosamente di fede sinistra(altrimenti dovrebbero lavorare per vivere),dalle parrocchie cattocomuniste.Le opinioni degli altri non conteranno nulla e soprattutto nessuna rappresenza democratica.Bello il PD.

  6. Scritto da Stefano Magnone

    È un progetto nuovo, che potrà essere sicuramente affinato se necessario. Mi auguro che i cittadini colgano l’occasione per incidere nei processi decisionali dell’amministrazione.

    1. Scritto da usiamo il cervello

      “incidere nei processi decisionali dell’amministrazione”?? Basterebbe che l’amministrazione desse retta alle proposte che arrivano dai Comitati di Quartiere e dalle Associazioni…Purtroppo finora non è stato così. Non c’è bisogno di creare altre strutture dove collocare (pagandolo) qualche compagno di partito, ma fare le scelte che servano per il bene comune e non per gli interessi dei soliti noti…

      1. Scritto da Elena

        Bravo “usiamo il cervello” sono con te al 100%!!! Inutile inventare l’acqua calda …… usiamo quella che c’è già ……. Sig. Magnone Stefano non giustifichi tutte le novità di Gori & C. come INVENZIONI NUOVE esiste già tutto ……………….

  7. Scritto da andrea bello

    Erano costi abboliti…

  8. Scritto da Mauro Invernizzi

    Quindi nessuna spending review: stessa spesa. Ma con una differenza. Il centrodestra giustamente voleva che i delegati fossero lo specchio del volere degli elettori. Ora invece saranno scelte discrezionali, sapendo che i sinistrorsi fanno sorgere decine di associazioni di facciata, mentre i cittadini del centrodestra tendono a mobilitarsi solo su problemi contingenti. La sinistra non si smentisce mai

    1. Scritto da Paderno

      La destra sa solamente pontificare.

  9. Scritto da fabio

    A quando i capo scala d’antan, anni30 del secolo scorso, fascista.