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Tragedia di Cusio, Gessica temeva di perdere l’affidamento

La depressione che da tempo aveva colpito la 40enne di Ponteranica nelle ultime settimane era leggermente peggiorata, come spiega il sindaco Nevola: "Era stato avvisato anche il Tribunale dei minori. Ma nessuno pensava che il piccolo Patrick fosse in pericolo".

Il rapporto tormentato con l’ex compagno, la depressione che stava peggiorando, la paura di perdere l’affidamento del figlio. La situazione di Gessica Mambretti, 40enne di Ponteranica protagonista del giallo di Cusio, negli ultimi tempi era diventata più delicata che mai. Le parole del nonno del piccolo Patrick – il bimbo di nove anni trovato morto giovedì sera -, che parlava sin da subito di una condizione poco felice dell’ex compagna del figlio, hanno trovato conferma nelle dichiarazioni del sindaco del paese, Alberto Nevola: "La donna era seguita dai Servizi sociali del Comune e nelle ultime settimane la sua depressione era leggermente peggiorata. Nonostante il percorso di recupero procedesse piuttosto bene – ha spiegato il primo cittadino – si era comunque deciso di contattare il Tribunale dei minori che avrebbe presto fatto ulteriori accertamenti sullo stato di salute di Gessica. Ovviamente nessuno ha mai avvertito un pericolo per il bambino, altrimenti si sarebbe intervenuti subito".

La 40enne, dunque, era consapevole delle sue condizioni di salute e negli ultimi tempi era diventata sempre più grande in lei la paura di perdere l’affidamento del figlio Patrick. Sempre il nonno del piccolo, a BgNews aveva raccontato che "la possibile separazione dal bambino era una dei suoi terrori più grandi. I genitori dell’ex compagna di mio figlio erano divorziati e lei era cresciuta con la nonna. Non voleva che lo stesso destino toccasse anche a Patrick".

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