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Innovazione, l’Europa finanzia un progetto RadiciGroup e Maccaferri

L'Unione Europea finanza un progetto di innovazione sostenibile - Life-Inno.Pro.Wire - che vede la partnership tra RadiciGroup e il gruppo Maccaferri. Il progetto punta all’elaborazione di un processo innovativo e di minore impatto ambientale per la produzione di fili di acciaio estrusi impiegati nella realizzazione di strutture protettive e di contenimento in rete metallica.

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Life-Inno.Pro.Wire: progetto pilota nato dalla partnership tra il Gruppo industriale Maccaferri (con Officine Maccaferri Spa e Samp Spa) e RadiciGroup (con Radici Novacips Spa) è tra i progetti approvati nell’ambito del programma Life+, il fondo per l’ambiente dell’Unione europea.

Obiettivo di LIFE-Inno.Pro.Wire: l’elaborazione di un processo innovativo e di minore impatto ambientale per la produzione di fili di acciaio estrusi impiegati nella realizzazione di strutture protettive e di contenimento in rete metallica.

È una sfida all’insegna dell’innovazione sostenibile quella di Life-Inno.Pro.Wire. Un progetto pilota interamente Made in Italy – nato dalla partnership tra due realtà industriali italiane attive a livello globale, il gruppo Maccaferri e RadiciGroup – che ha ottenuto il finanziamento della Commissione europea nell’ambito del programma Life+, lo strumento finanziario europeo dedicato all’ambiente.

Life-Inno.Pro.Wire si propone di elaborare un processo innovativo e di minore impatto sull’ambiente, per la produzione di fili di acciaio estrusi utilizzati per la realizzazione di strutture protettive e di contenimento in rete metallica. L’aspetto di innovazione sostenibile di questo progetto è legato all’utilizzo di poliammide 6 (tecnopolimeri di PA6 a marchio Radilon®) come valida alternativa al PVC per il rivestimento di tali fili di acciaio. Il tradizionale processo produttivo di fili di acciaio estrusi, che prevede che il filo di acciaio venga protetto da una copertura zincata e successivamente rivestito in PVC, è infatti estremamente energivoro, ma non solo.

Tale processo ha anche un impatto ambientale significativo legato sia al trattamento di soluzioni di acido cloridrico e di sali, sia allo smaltimento delle scorie dei bagni di zinco fuso.

Da qui l’idea di Officine Maccaferri – leader mondiale nella ricerca, progettazione e realizzazione di soluzioni avanzate legate al mercato dell’ingegneria ambientale civile – di un nuovo processo produttivo che permetta di realizzare fili di acciaio eliminando la fase di zincatura. La poliammide 6 gioca un ruolo centrale in questo progetto. Rispetto al PVC, la PA6 garantisce infatti migliori prestazioni sia tecniche che ecologiche.

RadiciGroup e Officine Maccaferri partner del progetto Life-Inno.Pro.Wire

«Il bando LIFE dell’Unione Europea» – afferma Claudio Colibri, R&D Corporate Manager di Officine Maccaferri – «rappresenta un’interessante opportunità per le aziende al fine di sviluppare proposte industriali dedicate a settori strategici quali natura e biodiversità, politica e governance ambientali, informazione e comunicazione. RadiciGroup, Samp Spa e Officine Maccaferri Spa, nel corso degli anni hanno fatto della sostenibilità ambientale il proprio criterio progettuale. Questa collaborazione, grazie alla forte sinergia tra i dipartimenti R&D, ci consentirà di raggiungere l’ambizioso obiettivo di realizzare una soluzione a minor impatto ambientale rispetto agli articoli attualmente sul mercato».

Estrema soddisfazione per la collaborazione con Maccaferri è stata espressa da Cesare Clausi, Business Manager Europe dell’area materie plastiche di RadiciGroup: «Siamo fieri di essere partner di Life-Inno.Pro.Wire. Il contributo che possiamo e vogliamo dare a questo progetto, è strettamente legato all’approccio e alle competenze che contraddistinguono il nostro impegno concreto sul fronte della sostenibilità. Il sistema di emissione e gestione delle dichiarazioni di impatto ambientale di prodotto di cui siamo dotati, per il quale abbiamo ottenuto l’EPD Process Certification, e la recente sperimentazione della metodologia PEF ci permettono di misurare in maniera rigorosa l’impatto ambientale della nostra poliammide, fornendo anche nell’ambito di Life-Inno.Pro.Wire informazioni basate su dati scientifici, verificabili e confrontabili. Una variabile quella dell’impatto ambientale, che unitamente all’aspetto performance teniamo in considerazione a partire dalla fase di sviluppo delle nostre poliammidi».

«In termini di vantaggi ambientali» – conclude Clausi – «il contributo che con i nostri Radilon® diamo a LIFE-Inno.Pro.Wire copre diversi aspetti: qualità del prodotto, risparmio energetico sul processo, risparmio di materia prima, certificazione ambientale. Questo progetto porterà inoltre con sé un’ulteriore applicazione della metodologia sperimentale PEF per poter misurare, come chiesto da Maccaferri, l’impatto ambientale del prodotto finito, il gabbione metallico.»

Rispetto al Pvc, la Pa6 garantisce superiori proprietà meccaniche che consentono di sperimentare l’eliminazione della fase di zincatura dell’acciaio, lavorazione altamente energivora e dall’impatto ambientale significativo; ridurre lo spessore delle guaine, quindi di utilizzare meno plastica a parità di prestazioni; rendere più duraturo nel tempo il prodotto finito. Diversamente da quanto accade con il PVC, l’utilizzo della PA6 non implica la formazione di vapori di acido cloridrico durante la fusione. Ciò fa sì che le condizioni ambientali degli operatori siano più sicure sia in fase di lavorazione, sia in fase di smaltimento a fine vita dei gabbioni.

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