BergamoNews.it - Bergamonews notizie in tempo reale da tutta Bergamo e provincia: cronaca, politica, eventi, sport ...

Dalmine, Alessio risponde: Le vittime di Vallanzasca ricordiamole tutti insieme

Il primo cittadino esce allo scoperto dopo le accuse piovute dalle minoranze: "Noi non vogliamo dimenticare nessuno, abbiamo respinto la mozione di Iodice perché nel ricordo vogliamo coinvolgere anche tutte le altre associazioni". Venerdì il sindaco incontrerà la vedova D'Andrea.

L’Amministrazione comunale di Dalmine non ha alcuna intenzione di dimenticare Luigi D’Andrea e Renato Barborini, le due Guardie di Polizia barbaramente assassinate per mano della banda Vallanzasca il 6 febbraio 1977 presso il casello autostradale di Dalmine. Il sindaco Lorella Alessio, prendendo la parola in Consiglio dopo l’esposizione della mozione da parte del consigliere Gianluca Iodice, aveva condiviso l’assoluta necessità di mantenere vivo il ricordo delle vittime, auspicando però l’apertura di un tavolo a cui sedessero pure tutti gli altri attori coinvolti (l’Associazione "M.llo di P.S. Luigi d’Andrea – Caduto nell’adempimento del dovere – M.O.V.C.",, la Polizia di Stato, la Polizia Locale e gli istituti scolastici di scuola secondaria di primo e secondo grado): "Riteniamo che una condivisione quanto più ampia possibile del percorso di riscoperta della memoria di questo tragico evento sia doverosa. In questo modo, infatti, si eviteranno iniziative ‘calate dall’alto’ che vengono spesso sentite come imposte e il ricordo non sarà frutto di un obbligo ma di un reale desiderio".

Dopo un’iniziale apertura da parte dei firmatari della mozione circa la possibilità di emendare il testo della stessa per renderlo condivisibile anche dalla maggioranza, in seguito al dibattito consiliare – nel quale alcune espressioni estrapolate dal loro contesto hanno dato vita a fraintendimenti – Forza Italia e Lega Nord hanno deciso di mantenere la mozione nella forma originale. "Voglio tuttavia rassicurare – prosegue il sindaco – che è intenzione dell’amministrazione comunale seguire con forza e in tempi brevi la strada che ho indicato ieri in Consiglio. A tal proposito posso affermare che già domani (venerdì) incontrerò la vedova D’Andrea per discutere insieme a lei le iniziative più opportune da intraprendere affinché la memoria di quanto avvenuto quel lontano 6 febbraio del 1977 venga perpetuata nelle giovani generazioni. A fronte di questo, respingo al mittente le accuse rivolteci di ‘non rispettare i morti’, che stanno fioccando un po’ ovunque in queste ore. La nostra posizione è esattamente opposta, e lo dimostrano l’incontro di venerdì e il fatto che in Consiglio abbiamo cercato la massima condivisione, che invece per alcune incomprensioni ci è stata rifiutata".

 

Anche il Pd di Dalmine ha voluto rispondere alle polemiche: ecco il comunicato.

"Con riferimento alla notizia relativa alla bocciatura della mozione presentata presso il Consiglio Comunale di Dalmine da Forza Italia e Lega Nord finalizzata a tener viva la memoria di Luigi D’Andrea e Renato Barborini, le due Guardie Polizia di Stato assassinate il 6 febbraio 1977 al casello dell’A4, si comunica che tale mozione non è stata assolutamente respinta perché ‘il fatto è avvenuto casualmente a Dalmine’ come qualcuno vorrebbe far credere e come si evince da alcuni organi di stampa. Tale frase va contestualizzata nell’intervento del capogruppo del Partito Democratico secondo il quale tale episodio non può essere inquadrato come il principale evento del ‘periodo drammatico della storia italiana e dalminese’ citato nella mozione in quanto altri gravi episodi, anche di terrorismo politico, turbarono profondamente Dalmine in quegli anni e meriterebbero anch’essi di essere ricordati. Ci si chiede per quale motivo la precedente Amministrazione Lega- PDL non abbia provveduto direttamente, negli scorsi cinque anni, ad intitolare alla memoria dei due agenti un luogo significativo della città e ad individuare un percorso di riscoperta della memoria come da loro richiesto nella mozione. Inoltre è stata rilevata l’insostenibilità del paragone con l’altro giorno della memoria del 6 luglio 1944 che, invece, incise indelebilmente nella storia di Dalmine. Fermo restando che l’Amministrazione non ha alcuna intenzione di dimenticare gli agenti caduti nell’adempimento del loro dovere, la mozione è stata respinta con la seguente motivazione, come affermato dal sindaco durante il suo intervento in Consiglio Comunale: ‘Riteniamo che una condivisione quanto più possibile della riscoperta della memoria non debba calare dall’alto, bensì partire da un tavolo che coinvolga oltre all’Associazione D’Andrea, anche i rappresentanti della Polizia di Stato, della Polizia Municipale e degli istituti scolastici’. Posizione questa, successivamente ribadita dal capogruppo PD nella dichiarazione di voto finale".

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di BergamoNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.

  1. Scritto da parliamo di cose da fare

    Archiviata la questione visto che il percorso il sindaco lo fa, parliamo di cose da fare , non fatte, o fatte male ,magari partendo dai buchi lasciati nel bilancio e in Geseco dal centro destra di cui anche Terzi e Iodice sono artefici anche se “migranti di lusso” in Regione

  2. Scritto da renato

    Se davvero i consiglieri di minoranza hanno rifiutato di condividere la mozione, allora è stata usata in maniera strumentale per creare polemiche.E’ vero anche che questi tragici fatti Hanno segnato la vita dalminese,ero piccolo ma ricordo bene la paura di quei momenti il rumore dei colpi di pistola e i poliziotti sotto casa che cercavano Vallanzasca.

  3. Scritto da Matteo

    La minoranza si ricorda solo ora? Chiaramente è un infantile tentativo di ricerca di visibilità! Questo doveva dire il PD e votare a favore.
    Troppo facile?

  4. Scritto da dalmine1990

    ecco smontata la tesi di lega e pdl dalminese, se non avete avuto il coraggio o la forza politico amministrativa di farle voi, non pretendete che gli altri continuino il vostro programma vuoto e sterile. siete all’ooposizione,quindi fate opposizione seria e non commedia all’italiana

  5. Scritto da il polemico

    c’è almeno da augurarsi che non intervenga rifondazione comunista e inviti nientemeno che vallanzasca in persona alla cerimonia a parlare dall’importantanza di queste cerimonie,perchè dopo il caso curcio,ci potrebbero essere persone che approverebbero la scelta,ritenendo che dopo 40 anni di galera,il povero renè abbia pagato il suo conto con la giustizia

  6. Scritto da osservante

    proprio per questo tre consiglieri del PD, in dissenso con il capogruppo ma non osando opporsi, si sono astenuti. vi state arrampicando sugli specchi, le dichiarazioni di carrara sono agli atti.

  7. Scritto da emma

    doverosa premessa: non appartengo all’area PD, ma questo modo di fare politica davvero mi ha schifato. Il sig. Iodice è stato assessore illustre della precedente amministrazione. L’idea dell’intitolazione di un luogo pubblico ai due poliziotti gli è venuta solo dopo il 9 giugno? Suvvia… capisco la ricerca di visibilità perchè il politico vive di questo, però un poco di decoro non guasterebbe. O no?

  8. Scritto da luca

    Senza la scuola una mozione non cambia nulla. Dobbiamo partire da li, e solo da li, per migliorare il mondo, compreso il dibattito politico. Quello attuale ha davvero nauseato!

    1. Scritto da infatti

      infatti >Lorella è dalla scuola che ha proposto di partire

  9. Scritto da elisa

    Le notizie giornalistiche sono sempre incomplete e la polemica politica è sempre strumentale. Ritengo doveroso per tutti ricordare i poliziotti uccisi: ogni politico lo faccia quando è MAGGIORANZA e non se ne ricordi solo quando è minoranza. I cittadini seri sono stanchi di questa politica da teatrino. Le coscienze delle nuove generazioni non si costruiscono in questo modo.