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Il ministro Giannini annuncia una rivoluzione basta supplenti: di’ la tua

Stefania Giannini, il ministro dell'Istruzioni, Università e Ricerca annuncia una rivoluzione nel mondo della scuola: ingresso dei capitali privati nella scuola pubblica e stop al precariato i punti cardine.

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Stefania Giannini, il ministro dell’Istruzioni, Università e Ricerca annuncia una rivoluzione nel mondo della scuola: ingresso dei capitali privati nella scuola pubblica e stop al precariato i punti cardine.

Il privato nella scuola, spiega il ministro è un’esigenza fin qui bloccata da "pregiudizi ideologici".

Serve anche per eliminare il ricorso alle supplenze, "agente patogeno del sistema scolastico, batterio da estirpare".

Ma ci sono altri punti importanti: rivedere il rapporto tra istruzione professionale e lavoro secondo il modello tedesco "che funziona bene da trent’anni".

Valutare gli insegnanti per il merito e non solo per l’anzianità: introdurre anche scatti di reddito ma sulla base di una progressione della loro attività professionale. Finanziare la formazione, dunque, poi valutarla e "premiare chi fa, penalizzare chi non fa il suo dovere".

Riunificare cultura e istruzione "per evitare che chi studia restauro finisca in un call centre", creare scuole di specializzazione collegate a enti culturali sul modello francese.

Modificare i programmi: potenziare lo studio di storia dell’arte, musica. Dare un’effettiva libertà di scelta educativa "che nel nostro paese non è mai stata davvero garantita": sul rapporto con le scuole paritarie evitare le trappole ideologiche, non fermarsi al tema dei soldi, guardare alla bontà dell’offerta formativa.

Concentrarsi sulle scuole medie inferiori "che hanno davvero bisogno di cura".

Insomma, non una riforma, una rivoluzione: ma c’è bisogno dell’ennesimo intervento? Di’ la tua.

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Commenti

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  1. Scritto da baby

    d’accordissimo in particolar modo per le scuole primarie che dovrebbero essere le scuole che dovrebbero dare le basi agli alunni.Sarebbe giusto dare la possibilità a tutti gli studenti anche se economicamente non possono, avere insegnanti con la ” i ” maiuscola cioè con la voglia di insegnare e non per dovere in quanto è una professione anche se difficile scelta considerando che viene praticata solo dopo anni di studio

    1. Scritto da Lorenzo

      Nella fascia più delicata dei bambini (anche alla scuola dell’infanzia) vengono messe le insegnanti fresche di diploma, per far pratica….. :-( è paradossale! E’ l’età più delicata dell’individuo e vanno messe le migliori, le più preparate, le più innamorate di questa missione, non ragazzine inesperte che pensano al moroso. E sulla selezione dei docenti e dei dirigenti scolastici, non ci conterei troppo su criteri diversi dagli attuali: sono sempre tra di loro e non si sbranano di certo!

  2. Scritto da nino cortesi

    Barzellette che non fanno ridere.
    Non servono supplenti ma maestri a tempo indeterminato, pagati adeguatamente.
    E soprattutto politici scelti dall’elettore, non quella roba lì.

    1. Scritto da Andrea

      Servirebbe anche formazione continua. Inoltre un insegnante dovrebbe disporre (al pari ogni funzionario dello stato o del privato) di un ufficio nella scuola in cui prepara il proprio lavoro, riceve studenti e genitori ecc. Invece c’è solo l’aula professori, buona a depositare il soprabito e le borse: così non va

    2. Scritto da Voto

      Ma se l’elettore non sa chi cavolo scegliere perché non gliene frega niente
      Chi vuoi che voti, il primo che si presenta all’uscio ed elemosina un voto? L’abbiamo giá vista questa sceneggiata durante la prima repubblica, ed abbiamo visto i risultati.
      Ma per piacere!

  3. Scritto da sascha

    Potenziare al massimo l’orientamento, anche pluriennale, per indirizzare le singole capacità verso settori di probabile assorbimento occupazionale. Anche per i futuri docenti. Molti dei disoccupati di oggi possono usufruire dei genitori, figli dei miracoli economici passati. Ma i disoccupati di domani, dove si attaccano?

  4. Scritto da Selene

    Meritocrazia,valutazione diretta da parte dei Dirigenti scolatici,prove dal vivo che permettano anche agli studenti di dare la propria valutazione ai docenti.Conversazione in lingua straniera al momento della presa incarico se si tratta di docenti di lingua straniera.Valutazione reale ed effettiva del percorso professionale compiuto.

    1. Scritto da Samuel

      Il problema sorge su come si arriva ad essere Dirigenti Scolastici: per amicizie politiche, per accozzi, o per selezioni “serie”?

      1. Scritto da Serene

        Anche nella selezione dei Dirigenti scolastici devono valere gli stessi criteri e se non si è’ giudicati idonei si deve avere l’umiltà’ di cambiare mestiere! La scuola intesa come Educazione e’ la spin dorsale di ogni paese che vuole definirsi Nazione!

        1. Scritto da Samuel

          Lei merita un bacio in fronte e un grosso in bocca al lupo: si farà tanti nemici a pensarla così! Ma tanti nemici, tanto onore!

          1. Scritto da Selene

            Insegno da trent’anni molti dei miei studenti sono adulti con prole e mi ritengo fortunata di aver potuto fare il lavoro che sognavo sempre di fare quello dell’insegnante Ogni inizio anno scolastico e’ come se fosse il primo ma ritengo che alla base di tutto sia che tu sia precario o di ruolo supplente o facente funzione ,dirigente o ,studente o personale a.t.a il rispetto e’ alla base di tutto

  5. Scritto da prof

    18 ore alla settimana sono poche, la formazione e la correzione dei compiti va fatta in sede scolastica. Aumentare le ore in servizio nel senso che almeno un paio di ore alla settimana possono essere benissimo dedicate alle supplenze dei colleghi che mancano. Perchè è assurdo impazzire ore al telefono per cercare supplenti per un’ora. Se la riforma va in tal senso appoggio totale, meno disagi per gli alunni e maggior risparmio.

  6. Scritto da bgtamtam

    Sottoscrivo qualsiasi proposta in questo senso.
    Mia figlia alle scuole elementari, scuri negli anni 90, ha avuto 18 maestre supplenti a quelle di ruolo e altrettante in attesa degli incarichi alle supplenti delle supplenti, che di solito si stabilizzano a novembre.
    Se si considera che ogni insegnante applica il suo metodo di lavoro. Vi lascio immaginare che risultato hanno avuto.
    Pensiero positivo: mia figlia ha uno spiccato senso dell’adattamento.
    Reli

  7. Scritto da Samuel

    E’ ovvio: mentre il resto del mondo arranca e perde posti di lavoro, loro consolidano ancor di più i posti fissi! Tanto qualche limone da spremere per alimentare gli ulteriori stipendi pubblici lo trovano ancora. Speriamo almeno nell’applicazione della reale meritocrazia e dello stipendio in base alla produttività

    1. Scritto da Mah !?

      Da cosa deduce che “consolidano ancor più i posti fissi” ? Mi sa indicare dove sta scritto nell’articolo ?