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Dragon Trainer 2: spettacolare, ma privo di trama avvincente

Tecnicamente il film di Dean DeBlois è perfetto, commenta Francesco Parisini. Eppure manca proprio una storia che risulti simpatica, epica e rivoluzionaria allo stesso tempo.

Titolo: Dragon Trainer 2

Regia: Dean DeBlois

Genere: Commedia

Durata: 102 minuti

Attori: Jay Baruchel, Cate Blanchett, Gerard Butler, Craig Ferguson, America Ferrera, Jonah Hill, Kit Harington

Voto: 7

Attualmente in visione: Multisala San Marco

A Berk, un piccolo villaggio su un’isola ai confini di un mondo immaginario, vichinghi e draghi, in passato acerrimi nemici, vivono in totale armonia aiutandosi e divertendosi insieme.

Hiccup, il figlio del capo villaggio, non si accontenta di aver portato la pace nel villaggio facendo avvicinare draghi e umani (come raccontato nel primo Dragon Trainer) e sente il bisogno di esplorare il mondo a cavallo del suo migliore amico, il drago Sdentato.

Durante le sue esplorazioni, però, il giovane eroe incontra dei cacciatori di draghi. Questi, invece di addestrare e fare amicizia con queste creature fantastiche, le sottomettono usando la forza per creare un esercito invincibile.

Hiccup e Sdentato decidono di convincere questi malvagi e spietati cacciatori a rinunciare ad un esercito di draghi e a considerare questi ultimi come possibili amici, non solo come schiavi.

Dragon Trainer 2 è forse ancora più spettacolare del primo capitolo della saga.

Tecnicamente, infatti, il film di Dean DeBlois è perfetto.

Le scene in cui Hiccup e i suoi amici volano sul dorso dei loro draghi sono costruite con una precisione incredibile e ricche di dettagli che rendono il tutto quasi vero nonostante lo stile grafico da cartone animato. Grazie a questi stupefacenti effetti visivi sarà più facile per gli spettatori restare catturati da questo mondo fantasy e dalle avventure che può regalare.

Ma sappiamo bene che un film non può vivere di sola precisione tecnica, vive anche (e soprattutto) grazie a una trama ben strutturata e a personaggi caratterizzati a dovere.

Nel secondo capitolo di Dragon Trainer, a differenza del primo, manca proprio una storia che risulti simpatica, epica e rivoluzionaria allo stesso tempo.

Nel primo film, infatti, ci aveva colpito l’originalità di una trama nella quale non esisteva un vero e proprio eroe, bensì due creature di diverse specie (un umano e un drago) che lottavano contro i pregiudizi di un’intera comunità.

In questo sequel Hiccup, diventato ormai l’eroe di tutta Berk, non ha però nessun antagonista, nessun antieroe degno di questo nome con il quale confrontarsi.

Il “malvagio” Drago Bludvist, il capo dei cacciatori di draghi, è forse il personaggio peggio caratterizzato della saga, poiché sembra un antagonista fin troppo buono, vittima di un passato malamente accennato.

Come senza il buio non potremo mai capire quanto un oggetto è luminoso, così senza un antieroe non potremo mai sapere quanto vale un vero eroe. Hiccup, che in questo film avrebbe dovuto finalmente crescere e diventare altro rispetto al gracile ragazzino che era nel primo Dragon Trainer, si ritrova solo a metà del suo viaggio di maturazione, facendo perdere al film un po’ dell’epicità aspettata.

Ma a recuperare quest’ultima è forse la colonna sonora, molto azzeccata anche se non troppo originale, composta da pezzi degni die migliori film fantasy in circolazione.

Dragon Trainer 2 è sicuramente un film consigliato ai più piccoli, perché divertente e grazioso grazie soprattutto al comportamento (simile a quello di cuccioli di cane o di gatto) che i draghi assumono sullo sfondo della scena mentre gli umani parlano, ma anche agli adulti, che possono trovare in esso un film interessante e abbastanza serio, che tratta tematiche importanti, come il rapporto conflittuale tra padre e figlio.

Francesco Parisini

Commenti

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  1. Scritto da Paola Suardi

    Sempre chiarissime e interessanti le tue recensioni. Grazie!