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La felicità: nuova materia nelle scuole del mondo Va insegnata anche qui?

Il mondo già ci sta provando, almeno qualche Paese del mondo. Nelle scuole d'Italia ancora questa materia non è arrivata, invece: è la cosiddetta Educazione Positiva, un approccio formativo psicologico basato sulla felicità ed il benessere degli studenti.

Il mondo già ci sta provando, almeno qualche Paese del mondo. Nelle scuole d’Italia ancora questa materia non è arrivata, invece: è la cosiddetta Educazione Positiva, un approccio formativo psicologico basato sulla felicità ed il benessere degli studenti.

In Australia il liceo Geelong ha sviluppato un intero programma di insegnamento per promuovere il benessere degli studenti ed aiutarli a vincere la depressione.

Al liceo Lerchenfeld di Amburgo, così come in un centinaio di scuole tedesche, è entrata una nuova materia: la Felicità.

I professori insegnano esercizi pratici, come il “tuffo dal palco” o la “doccia tiepida”, per far sviluppare nei loro studenti senso di appartenenza alla comunità, autostima, e consapevolezza delle proprie capacità.

Sull’Himalaya, il Regno del Bhutan è stato il primo a sostuire l’acronicmo PIL (Prodotto Interno Lordo) con FIL (Felicità Interna Lorda). Così in classe accanto ai libri di testo sono entrati meditazione, preghiere e… Felicità.

Pensi che sia ora di insegnarla anche qui? Mandaci un tuo parere nei commenti o via mail a: bergamonews@gmail.com .

Commenti

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  1. Scritto da amò turna

    Anche l’ex Cavalcante era convinto di vedere i ristoranti pieni, ma non è servito a creare un mondo migliore e con persone felici…… La felicità non si insegna e non si impara… Dai, inventatevi ancora una materia aleatoria e surreale su cui costruire cattedre, posti e stipendi pubblici, che non ne abbiamo a sufficienza di funzioni futili e inutili da foraggiare

  2. Scritto da Fivelementi

    Credo che il problema non sia insegnare ad essere positivi o felici nella vita ( tra l’altro sancito come Diritto Umano dall ‘ONU) Ma trovare dirigenti scolastici che approvino insegnanti propensi al positivismo e al possibilismo ( non buonismo o giustifichismo )

    1. Scritto da ah ah ah

      positivismo? ….

  3. Scritto da Sergio

    In Italia andrebbero insegnate: lotta all’ipocrisia, onestà, etica, raziocinio, senso critico (una maestra dovrebbe rifiutarsi di portare la sua classe a celebrare la festa dell’unità d’Italia insieme ad un sindaco leghista, altrimenti i bambini non capiscono più da che parte stare…). Non sono i bambini da formare, il problema: sono gli adulti che forniscono pessimi e vergognosi esempi, da mandare a casa!!! Automaticamente, avremmo maggior felicità per tutti!

    1. Scritto da Narno Pinotti

      Onestà? Lotta all’ipocrisia? Detto da lei? Ci metta anche coraggio, coerenza, un pizzico di logica e correttezza, così sprofonda da solo.

      1. Scritto da Quo

        Niente allora avanti con la giungla!?!…

  4. Scritto da Felix the cat

    … ma chi la insegnerebbe? gli insegnanti agli allievi o gli allievi agli insegnanti? La seconda opzione sarebbe quella con maggiori possibilità di competenza stando che una giornata di bella vacanza dà più felicità d’una brutta settimana a scuola .

  5. Scritto da Quo

    Innanzitutto complimentoi al commento di Sergio che mi vede d’accordo. Aggiungerei che anche la ‘serietà’ dovrebbe essere insegnata in questo paese, sempre se si possa farlo, come del resto sempre la felicità, o l’amore, l’amicizia, ..si possa insegnare e non nasca invece come un requisito che vada educato, sviluppato. Se manca la materia prima come si può forgiare…??

  6. Scritto da lotty

    Sicuramente, al posto di religione!

    1. Scritto da oid

      e se poi uno resta infelice cosa fa? Boccia l’insegnante? Questa fregnaccia poteva proprio risparmiarsela. Religione e anticlericalismo sono due cose appena appena diverse.

      1. Scritto da lotty

        Le fregnacce le scrive lei, religione non è una materia da scuola pubblica, la insegnino nelle scuola cattoliche se vogliono. Etica è la materia universale che tutti devono apprendere e attraverso la quale si può vivere insieme in pace, senza le discriminazioni causate da credo diversi.

        1. Scritto da oid

          1. Lei non ha parlato di etica. 2. Religione non vuol dire Cristianesimo o Cattolicesimo. La Religione è cultura, come e non meno di filosofia e tante altre discipline, sociologia, psicologia…. Comprende LE religioni, che hanno fatto e fanno la CULTURA e sono fondanti della CIVILTA’ di molte popolazioni, occidentali e orientali. Forse ora è più chiaro perché la sua sparata provocatoria è, a esser buoni, una fregnaccia. Saluti.

          1. Scritto da Disma

            Quale etica? Quella fascista, nazista, kantiana, hegeliana, niciana, massonica, comunista, anarchica, proletaria, rivoluzionaria, calvinista, cattolica, protestante, borghese, vittoriana, colonialista, romana, schiavista, nicomachea, stoica, epicurea, machiavellica, borghese, azteca, mongola, unna, ottomana, ebraica, sunnita, sciita, jaidista, indu, nipponica, esistenzialista, relativista, consumista, panciafichista, di Wall Street, o mafiosa? Etichette per l’etica, svendesi!!!

  7. Scritto da Sergio

    Preferirei “etica”, come materia. E pretenderei un esame apposito per i docenti che la dovrebbero insegnare. Dovrebbero dimostrare che lavorano (adeguatamente retribuiti) per il bene delle nuove generazioni e non soltanto per aspettare il 27 del mese. Manca etica in questo paese…. Un esempio: i diplomi comprati non li hanno inventati e non li rilasciano i comuni cittadini… E nemmeno i concorsi al nord con riavvicinamento immediato a casa al sud…

    1. Scritto da Narno Pinotti

      E gli esaminatori chi saranno, gli anonimi che googlano il nome degli altri e usano le notizie trovate per insinuazioni senza fondamento né pertinenza? Alà cinema.

      1. Scritto da Sergio

        Sembra che le persone note e identificabili siano migliori delle altre… Non c’è da stupirsi se poi, scambiando la faccia, la vetrina col cervello e le idee, siamo scivolati nell’Italia attuale. I nostri figli, grazie ai notissimi e “palesatissimi” adulti attuali, avranno stipendi e pensioni inferiori a quelle dei loro padri. Un mondo di apparenze, circolari e burocrazia, da dimenticare.

        1. Scritto da Quo

          Parole lucidissime caro Sergio!!! Le generazioni anziane avevano tutto garantito. Oggi ai giovani si garantisce solo fumo negli occhi (c’è già chi per la pnesione è in forse!!!.. )… Ma si sa nel paese delle volpi il fumo vale la candela!!!

        2. Scritto da Narno Pinotti

          Vedo che scantona, caro Sergio Coniglio. Io parlavo di contraddizione flagrante fra il suo comportamento e la sua presunzione nel parlare di “etica”. Rimanga su questo punto, se riesce, visto che sul punto del nome e del cognome proprio non riesce a stare.