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Pillole di Grande Guerra 21 La battaglia di Mulhouse e la contesa dell’Alsazia fotogallery

Mulhouse rimase in mano ai francesi un solo giorno: la controffensiva tedesca fu poderosa e il generale Bonneau fu sollevato dall'incarico. Da quella sconfitta nacque “L'Armée d'Alsace” del generale Pau che, però, non portò agli effetti sperati. Nella curiosità la lunga contesa per l'Alsazia tra Germania e Francia.

di Marco Cimmino

Come si è detto, alle prime ore del 7 agosto 1914, i soldati del generale Bonneau che comprendevano un’aliquota della 1a armata francese, rinforzata da 2 divisioni di fanteria ed 1 di cavalleria, scattarono all’attacco, varcando la frontiera franco-tedesca. Contro di loro era schierata la settima armata germanica, comandata dal generale Von Heeringen. Rapidamente, le arrembanti fanterie francesi, attaccando alla baionetta, raggiunsero i sobborghi di Altkirch.

Poichè, fin qui, le difese tedesche erano parse poco più che un velo molto sottile, il comandante francese cominciò a sospettare che potesse esserci sotto una trappola, timore, come abbiamo già visto, molto diffuso in tutti gli eserciti, e, perciò, ordinò una pausa nell’attacco. Il giorno dopo, però, dopo aver ricevuto ordini inequivocabili dal comando supremo, egli si decise ad avanzare di nuovo verso il Reno, senza praticamente incontrare resistenza: le truppe nemiche, infatti, avevano già abbandonato Mulhouse, per riorganizzarsi più indietro.

La notizia della velocissima conquista del capoluogo alsaziano causò, nel Paese, un’autentica ondata di euforia patriottica. Nel frattempo, però, i tedeschi non erano rimasti con le mani in mano: da Strasburgo erano affluiti rinforzi nel settore, e si stava preparando per la mattina del 9 agosto un poderoso contrattacco nei pressi di Cernay.

Questa volta, toccò a Bonneau, sprovvisto di riserve ed incapace, quindi, di sostenere la pressione nemica, di ritirarsi, lasciando di nuovo Mulhouse nelle mani dei tedeschi. A nulla valse il precipitoso invio di una divisione di supporto, ordinato dal comandante supremo francese, Joseph Joffre: le truppe arrivarono troppo tardi per evitare la ritirata e la caduta della città. Il possesso francese era durato solo un giorno! Per evitare l’accerchiamento, Bonneau fece retrocedere le sue truppe fino a Belfort, dove, il 10 agosto, si attestò a difesa.

Com’era prassi invalsa in ogni esercito dell’epoca, il comandante francese venne immediatamente sollevato dall’incarico: Joffre aveva compreso che la situazione nel settore era grave, e provvide con ingenti invii di truppe, ben quattro ulteriori divisioni, che contribuirono a formare quella che passò alla storia come L’Armée d’Alsace, e che fu affidata al generale Pau. Le cose, tuttavia, nelle settimane successive, non parvero comunque migliorare.

LA CURIOSITA’

L’Alsazia, regione franco-tedesca, al confine tra i due stati, ebbe sempre una storia piuttosto travagliata, come tutte le terre contese tra due popoli rivali. Ancora oggi, infatti, è difficile stabilire se e in quale misura l’Alsazia debba essere considerata francese, piuttosto che tedesca.

Passata sotto il dominio germanico col trattato di Mersen (870 e.v.), essa fece parte del sacro romano impero fino al Seicento. Anche la religione ebbe un ruolo nel definire la bivalenza culturale della regione, che, durante le guerre di religione e quella dei trent’anni fu teatro di scontri feroci tra le due componenti: la protestante-tedesca e la cattolica-francese. Proprio durante la guerra dei trent’anni, le città alsaziane chiesero aiuto alla Francia, tanto che, alla firma della pace di Westphalia (1648), esse divennero, di fatto, una sorta di protettorato francese.

Fu Luigi XIV a stabilire il dominio francese sull’Alsazia, con l’occupazione di Strasburgo, nel 1681. Nel XVIII secolo, la regione, formalmente sottoposta alla corona francese, godette di ampie autonomie, che cessarono con la rivoluzione francese e la divisione del territorio in due province, alto e basso Reno, direttamente legate al governo centrale di Parigi.

La vita politica e pubblica dell’Alsazia, dal 1815 fino al 1871, fu uguale a quella delle altre regioni dello stato transalpino, anche se la popolazione, tranne le classi più elevate, continuava bellamente ad esprimersi in tedesco, anzi, in Alsaziano. Con la guerra franco-prussiana, come è noto, Alsazia e Lorena passarono all’Impero germanico: i francesi non accettarono mai questa acquisizione e coniarono un termine per indicare il loro spirito di rivalsa, Revanchisme.

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