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Gorlago conta i danni del Cherio esondato Sindaco: Grazie volontari fotogallery

Il sindaco di Gorlago, Gian Luigi Marcassoli, fa il punto della situazione e la conta dei danni dopo l'esondazione del Cherio. Annuncia gli interventi sugli argini del fiume e ringrazia i volontari che sono intervenuti in queste ore per ripulire gli edifici sommersi dal fango.

Il sindaco di Gorlago, Gian Luigi Marcassoli, fa il punto della situazione e la conta dei danni dopo l’esondazione del Cherio. Annuncia gli interventi sugli argini del fiume e ringrazia i volontari che sono intervenuti in queste ore per ripulire gli edifici sommersi dal fango.

"Venticinque metri di argine travolti dalle acque del Cherio la notte tra il 20 e il 21 agosto – afferma il sindaco Gianluigi Marcassoli -. Numerosi piani interrati e abitazioni al piano terra allagati. Tutto il complesso scuole sotto 80 cm d’acqua. La ex colonia elioterapica allagata, il nuovo complesso abitativo della ex Filanda con più di due metri d’acqua nelle numerose autorimesse. La zona dei Montecchi, allagata dall’esondazione del Tadone, con le strade trasformate in torrenti e le sue autorimesse e piani interrati con circa un metro d’acqua e di fango. E poi i prati, i campi di granoturco, le file di alveari, tutto travolto dall’acqua che li allaga tutt’ora. Purtroppo ritengo che Gorlago sia il paese più colpito dall’esondazione del Cherio. Peraltro non ho mai visto tante persone direttamente interessate dall’alluvione, volontari, uomini della protezione civile, tutti partecipi e solidali nella fatica della rimozione dell’acqua e del fango. Contro la forza della natura, la vicinanza ancora una volta ha vinto".

"Innanzitutto in questi giorni mi sono reso conto che prevenire le conseguenze di una quantità di pioggia così cospicua e, per di più, caduta in poche ore contemporaneamente in tutta la valle Cavallina sia quasi impossibile – continua Marcassoli -. D’altro canto s’impone una riflessione che porti alla progettazione di interventi razionali lungo tutta l’asta del Cherio. Qual è lo stato attuale del Cherio che corre nel nostro territorio? Proprio poche ore fa abbiamo fatto l’ennesimo sopralluogo lungo il fiume e abbiamo deciso, oltre a ciò che è stato fatto ieri sera, di rinforzare ulteriormente l’argine crollato per far fronte ad un eventuale aumento dell’acqua dovuto a temporali ancora previsti per i prossimi giorni. È un rafforzamento d’emergenza e provvisorio, perché l’argine crollato sarà ricostruito per una lunghezza di 40 metri. Poi sarà richiusa la falla presso la ex colonia, all’altezza del cancello d’entrata. Terzo punto, appena l’acqua del Cherio si ridurrà per consentire l’intervento delle ruspe, sarà asportato tutto il materiare portato dalla piena prima e dopo il ponte romano. Ultimo punto, importantissimo, è quello dell’uscita del fiume Tadone a nord del paese che ha allagato i piani bassi delle case dei Montecchi. Lì la situazione è nota e complessa perché il Tadone, che s’innesta nella corrente d’acqua del Cherio in piena, non riesce a defluire e ingrossandosi ulteriormente, tracima dagli argini e allaga".

Commenti

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  1. Scritto da roberta

    Sarebbe stato sufficiente non costruire a ridosso delle sponde dei fiumi ma rispettare le naturali aree di esondazione e di sfogo. I nostri antenati si comportavano così e non avevano problemi di questo tipo. Noi invece facciamo l’esatto opposto.