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Tre sub morti a Grosseto Oggi a Bergamo la perizia per scoprire la verità

E' il giorno dell'analisi sulle bombole usate per l'immersione che domenica 10 agosto è costata la vita a Fabio Giaimo, Enrico Cioli e Gian Luca Trevani al largo delle Formiche: l’ipotesi più accreditata dagli inquirenti è quella che a uccidere i tre sub sia stato un gas nocivo

Si svolgerà oggi a Bergamo la perizia sulle bombole utilizzate durante l’immersione che domenica 10 agosto è costata la vita a Fabio Giaimo, Enrico Cioli e Gian Luca Trevani nel mare delle Formiche di Grosseto.

Tre sub esperti, che nel giorno di San Lorenzo si erano dati appuntamento al largo di Porto Santo Stefano, all’Argentario: a 11 miglia dalla costa, per cause ancora di chiarire, hanno trovato la morte mentre erano a circa 30 metri di profondità. Erano tutti di Perugia, erano tutti esperti e appassionati di immersioni.

Per capire meglio cosa sia successo è stata aperta un’inchiesta e il pm Stefano Pizza ha disposto una perizia sulle bombole sequestrate al Diving Talamone e utilizzate dai tre quella maledetta domenica. Si svolgerà oggi, giovedì 21 agosto, nel laboratorio della società Siad (Società Italiana Acetilene e derivati) di Dalmine, scelta come luogo per l’analisi.

La perizia, secondo quanto comunicato dal perito nominato dalla procura, il comandante del nucleo sommozzatori dei vigili del fuoco di Grosseto Chimenti, avrebbe dovuto prendere il via mercoledì mattina, ma vista l’istanza della difesa dell’unico indagato di rinviare di un giorno per la loro impossibilità di recarsi a Bergamo senza un congruo preavviso, il tutto è stato spostato a giovedì.

L’analisi delle bombole è molto importante e potrebbe diventare fondamentale perché l’ipotesi al momento più accreditata dagli inquirenti è quella che a uccidere i tre sub sia stato un qualche gas nocivo finito nelle loro bombole.

Nel frattempo i medici legali che hanno eseguito le autopsie sui cadaveri dovrebbero procedere agli esami istologici: anche quelli saranno fondamentali per capire quale sia stata la causa della morte.

I due risultati poi, quello degli esami istologici e quello sulle bombole, verranno messi a confronto: solo allora si potrà avere un quadro più chiaro di quello che accaduto a Giaimo, Cioli e Trevani.

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