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I procioni emigrano dalla Bassa e arrivano in città

Un anno fa il Parco Adda Nord, insieme alla Regione, aveva cominciato a mettere a punto un piano di cattura, che però non è mai partito. Con il risultato che gli animali, risalendo il corso del fiume, si stanno diffondendo in molte altre zone della provincia, con avvistamenti a Ciserano, Mapello e nella zona del parco di Colli di Bergamo e nei pressi del parco cittadino della Trucca

Allarme procioni anche in città. in provincia di Bergamo. La colonia di animali, cominciata con la liberazione di una coppia di orsetti lavatori lungo le rive dell’Adda e che ha ora conta un centinaio di esemplari che vivono fra Fara, Cassano, Canonica e Vaprio, causa spesso danni alle coltivazioni e agli allevamenti di galline.

Un anno fa il Parco Adda Nord, insieme alla Regione, aveva cominciato a mettere a punto un piano di cattura, che però non è mai partito.

Con il risultato che gli animali, risalendo il corso del fiume, si stanno diffondendo in molte altre zone della provincia, con avvistamenti a Ciserano, Mapello e nella zona del parco di Colli di Bergamo e nei pressi del parco cittadino della Trucca, che sorge a ridosso dell’ospedale.

Il piano di cattura potrebbe prendere il via a settembre.

Commenti

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  1. Scritto da Alfio

    Ma perché una specie nativa del Nord America è stata introdotta nel parco dell’adda?! Chi è quel genio che l’ha pensata?

  2. Scritto da Gaetano Bresci

    non credo che dei procioni possano fare più danno dei tanti imbecilli che hanno invaso le nostre amministrazioni…sgovernando e cementificando a destra e a manca.

    1. Scritto da + verande x tutti

      Qualcuno li avrà anche votati. Imbecilli pure loro. Tu per chi voti?

      1. Scritto da Gaetano Bresci

        se tu conoscessi un minimo di storia, l’avresti capito!

  3. Scritto da angelo

    Gamberi della luisiana nutrie tartarughe pesci siluro aspio gardon breme minilepre ibis ma spiegare alla gente che liberare animali alloctoni si fanno gravi danni alla fauna non sarebbe meglio

    1. Scritto da Marco

      Concordo pienamente. Cacciatori e pescatori sanno bene quello che intendi, spiace che l’informazione non riesca a sensibilizzare l’opinione pubblica su questo problema, che in modo silente prende sempre più forma. Bisognerebbe fare informazione su cosa potrebbe succedere se questi intrusi avessero la meglio sugli autoctoni. Propongo di isolare i clandestini alla ca’ Matta… Scherzi a parte sarà davvero un problema se non si interviene.

      1. Scritto da Michelangelo

        C’è poco da sperare perché cresce l’ignoranza ed assieme si ingigantisce la presunzione come dimostrano le considerazioni del primo commento.
        Che c’entrano le cementificazioni con il problema dei procioni?

        1. Scritto da Samuel

          C’entra che chi pianifica futuro per il Paese (sia con introduzione di specie animali non autoctone o con pgt assurdi), sono spesso persone inadeguate. Basta vedere come va l’Italia, per determinare ciò…. I cinghiali introdotti in Bergamasca hanno dato lavoro ad un bel po’ di forestali e cacciatori e tutto l’indotto che ci gira attorno… ma cosa c’entrano qui da noi? E’ palese che non sono operazioni fatte per la natura o per l’ambiente… “Ti creo il problema, te lo risolvo, e mi paghi!”

        2. Scritto da Mister Bean

          Ovviamente niente. Ma c’è qualcuno che, in palese crisi di identità, si mette a seguire il motto “bloggo ergo sum”.