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Tavecchio ha deciso: la discriminazione territoriale finisce in soffitta

Dopo provvedimenti, proteste e discussioni, la tanto temuta norma che ha punito le curve di diverse della squadre di A (sopratutto le big) nell'ultima stagione, è stata modificata come primo volere del nuovo presidente Figc, Carlo Tavecchio. Il consiglio federale andato in scena lunedì ha deciso all'unanimità: la regola non c'è più.

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Addio alla discriminazione territoriale. Dopo provvedimenti, proteste e discussioni, la tanto temuta norma che ha punito le curve di diverse della squadre di A (sopratutto le big) nell’ultima stagione, è stata modificata come primo volere del nuovo presidente Figc, Carlo Tavecchio. Il consiglio federale andato in scena lunedì ha deciso all’unanimità: la regola non c’è più.

La modifica andrà immediatamente in vigore, intervenendo sui testi dell’art. 11 e 12 del Codice di giustizia sportiva: dunque non costituiscono più un comportamento discriminatorio, sanzionabile quale illecito disciplinare, gli episodi di discriminazione territoriale, sia direttamente che indirettamente. Nessuna chiusura delle curve in caso di nuovi attacchi discriminatori, le società avranno dunque più tranquillità da questo punto di vista. Le nuove sanzioni potrebbero essere solo monetarie: "La modifica intende evitare provvedimenti drastici favorendo interventi più ponderati". Parola dello stesso presidente Figc Tavecchio, eletto qualche giorno fa alla terza votazione: dietro il numero uno del calcio italiano Lotito e Galliani, tra i più grandi oppositori della discriminazione territoriale nella scorsa stagione.

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