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Slot, fenomeno in crescita La Regione: “Psicologi nelle sale da gioco”

L’assessore al Territorio, Urbanistica e Difesa del suolo della Regione Lombardia Viviana Beccalossi commenta i dati in crescita delle imprese nel settore del gioco e illustra il nuovo regolamento deliberato dalla Giunta che prevede la possibilità per gli psicologi di accedere agli spazi in cui sono installate le slot e interloquire coi giocatori.

"La nostra risposta al continuo aumento delle macchinette mangiasoldi in Lombardia continua ad essere la stessa: chiediamo regole ferree per impedire l’accesso al gioco ai minorenni e vogliamo che gli psicologi delle Asl abbiano accesso nelle sale per supportare in modo professionale le tante persone che ogni giorno rovinano se stesse e le proprie famiglie". Lo ha detto l’assessore al Territorio, Urbanistica e Difesa del suolo della Regione Lombardia Viviana Beccalossi, commentando i dati diffusi dalla Camera di Commercio di Milano che registrano la crescita delle imprese nel settore gioco.

IN NOSTRA REGIONE FENOMENO CRESCE MENO – "Il fatto – ha sottolineato Viviana Beccalossi – che la crescita in Lombardia sia molto inferiore alla media nazionale e che a Milano il dato sia notevolmente più basso rispetto a grandi realtà come Roma e Napoli è certamente un primo segnale dell’efficacia della nostra legge che fissando una distanza di sicurezza di 500 metri dai luoghi sensibili impedisce e impedirà nuove aperture. Questo però non ci deve assolutamente fare abbassare la guardia".

IMPORTANTI NOVITÀ – Con la recente proposta di regolamento deliberata dalla Giunta sono previste importanti novità a partire dall’obbligo del gestore di chiedere la Carta d’identità che attesti la maggiore età da parte di chi vuole giocare.

PSICOLOGI ASL – È inoltre previsto che negli spazi in cui sono installate le slot, possano accedere psicologi della Asl e interloquire con i giocatori, chiedendo loro anche di compilare specifici questionari, per approfondire e studiare le dinamiche del fenomeno. "Questi dati – ha concluso l’assessore Beccalossi – non fanno che dimostrare la gravità del fenomeno, come avevo segnalato mesi fa scrivendo al Premier Renzi, purtroppo senza ricevere risposta. La Lombardia sta facendo la sua parte, tra l’altro rinunciando al proprio gettito Irap con gli incentivi a chi rinuncerà a nuove installazioni, ma è al Governo che tocca la spallata decisiva. Lo ribadirò ancora al Presidente del Consiglio, scrivendogli nuovamente per ricordare che un Paese civile non può continuare a speculare sulle disgrazie economiche e la disperazione della gente vendendo l’illusione di cambiare vita con il gioco d’azzardo. Non basta infatti farsi ingolosire dagli otto miliardi di gettito fiscale assicurato dal gioco se poi le conseguenze sociali ed economiche della ludopatia sono di fatto lasciate sulle spalle di Comuni e Regioni, a cui peraltro si continuano a tagliare le risorse".