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Non si apre il paracadute: muore a 45 anni schiantandosi al suolo

E' successo intorno alle 15.30 di venerdì nella zona dell'aeroporto di Fano, nelle Marche, dove Dario Mandragola si trovava da alcuni giorni. Secondo una prima ricostruzione dei fatti l'incidente sarebbe stato causato da un problema tecnico alla vela.

Era un paracadutista esperto, con più di 500 lanci all’attivo, ma non ha potuto fare nulla. Dario Mandragola, idraulico 45enne di Bonmate Sopra ha perso la vita nel giorno di Ferragosto schiantandosi al suolo durante un lancio con il paracadute.

E’ successo intorno alle 15.30 nella zona dell’aeroporto di Fano, nelle Marche, dove l’uomo si trovava da alcuni giorni con alcuni amici proprio per condividere la passione per i lanci. Secondo una prima ricostruzione dei fatti la tragedia sarebbe stata causata da un problema tecnico alla vela. Già dalla mattinata il paracadutista aveva effettuato alcuni lanci senza nessun problema. Nel primo pomeriggio ci ha riprovato insieme ad altri due appassionati.

Il meccanismo era collaudato. L’aereo si è portato a 4.000 metri di quota quindi i tre si sono buttati. Prima dovevano compiere delle evoluzioni poi a circa 1.200 metri si dovevavano aprire i paracaduti. Ma qualcosa non ha funzionato nell’attrezzatura del bergamasco e il dispositivo non si è aperto.

A quel punto Dario Mandragola ha provato ad aprire il secondo paracadute, quello di emergenza, ma nemmeno quest’ultimo si è aperto e gli si è attorcigliato addosso.

Il 45enne così precipitato davanti alla recinzione della scuola di paracadutismo, sotto gli occhi attoniti degli amici e di decine di appassionati che, con le loro famiglie, stavano osservando le evoluzioni. Inutile ogni tentativo di soccorso, l’idraulico bergamasco è morto sul colpo. 

Lunedì la salma di Dario mandragola rientra a Bonate Sopra, i funerali si svolgeranno probabilmente mercoledì.

Solo due giorni prima nella stessa zona, a Sassonia, si era sfiorata un’altra tragedia simile. Un 59enne aveva perso il controllo del proprio paracadute a causa di un malore e, invece di atterrare nell’area del “campo dell’aviazione”, era finito a largo di Bagni Peppe, a 500 metri dalla costa, rischiando di annegare. L’uomo deve la vita a un gruppo di surfisti del Circolo Windsurfing di Sassonia, che lo hanno liberato dall’imbracatura e portato a riva da gommone del Circolo e poi trasportato al Pronto Soccorso di Fano.

Commenti

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  1. Scritto da giorgia

    Condogliamze alla famiglia