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A San Pellgrino scultura, ceramica Raku e legatoria giapponese

Ancora pochi giorni per visitare una curiosa, eclettica mostra di tre artisti di ascendenza e origini divese, accomunati dal piacere per la manipolazione dei materiali e la fisicità della materia. A San Pellegrino, nella Sala Mostre Villa Funicolare (viale della Vittoria 49) è allestita fino al 17 agosto una rassegna di scultura, legatoria giapponese e ceramica raku che vede protagoniste tre diverse personalità, ognuna con una sua inconfondibile cifra

 Ancora pochi giorni per visitare una curiosa, eclettica mostra di tre artisti di ascendenza e origini divese, accomunati dal piacere per la manipolazione dei materiali e la fisicità della materia. A San Pellegrino, nella Sala Mostre Villa Funicolare (viale della Vittoria 49) è allestita fino al 17 agosto una rassegna di scultura, legatoria giapponese e ceramica raku che vede protagoniste tre diverse personalità, ognuna con una sua inconfondibile cifra.

La giovane bergamasca Maria Chiara Persico, non nuova a esposizioni in Bergamo e provincia, propone oltre a quadri, sculture in terracotta e altri semplici materiali dalle forme sbozzate, spesso volutamente imperfette e incompiute.

L’intento è suggerire la fragilità umana, la difficile armonia con il creato, l’anelito inappagato verso una dimensione sovra-naturale o, quasi al contrario, verso una fusione panica con l’universo animale e animato. Gli stessi titoli, come "Trascendere l’illusione della morte", "Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma", "Essere di luce", esprimono l’esigenza di una guardare dentro e oltre l’apparenza della realtà e di cercare una più armonica dimensione esistenziale, seguendo l’istintivo richiamo creativo della materia plastica così come la seduzione del colore.

Analogamente, Alessandra Rizzo indaga le possibilità e le vertigini della forma secondo l’antica tecnica del raku cui si dedica ormai completamente. Dopo avere praticato la lavorazione delle vetrate a piombo, la creazione di monili, l’approfondimento di materiali naturali quali il legno, le pietre e i minerali, Rizzo ha scelto la tecnica raku come sua attività d’elezione.

Affascinata dallo studio di simboli primordiali, declina il lavoro ceramico con grande personalità e temperamento, di cui la mostra di San Pellegrino dà interessante prova. Un tocco di poesia della memoria lo dà l’intervento artistico di Luca Cisternino, classe 1972.

Di formazione multiforme – disegno industriale, grafica, comunicazione visiva, pianoforte – Cisternino ha appreso la tecnica della legatoria artigiana presso la bottega di un vecchio legatore monzese, Franco Pirola e di questa pratica ha fatto il proprio leit-motiv espressivo nell’esposizione in corso.

In mostra, carte e volumi che ben esprimono la passione dell’autore per questo antico sapere nella convinzione che "solamente attraverso la memoria sarà possible riattingere tradizioni e patrimoni culturali oggi in pericolo di estinzione": La mostra è aperta fino al 17 agosto nei seguenti orari: 10-12, 16-22. 

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