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Famiglie indebitate Bergamo 8ª in Italia 24.500 euro ogni nucleo

Le famiglie italiane sono indebitate per un importo medio pari a 19.251 euro, Bergamo è l'8ª a livello nazionale: per ogni nucleo famigliare un debito di 24.500 euro. Complessivamente, i “passivi” accumulati con le banche e gli istituti creditizi ammontano a 496,5 miliardi di euro. I dati sono riferiti al 2013.

Bergamo entra nella top ten, su 110 province, è ottava a livello nazionale per le famiglie più indebitate con 24.539 euro. E’ quanto emerge da uno studio della Cgia di Mestre (Associazione Artigiani e Piccole Imprese Mestre). In cima alla classifica c’è Monza Brianza con 27.544 euro di debiti per famiglia (+27,9 dal 2007).

Seguono Milano (27.505 euro; +42,4), Lodi (27.281 euro; +41,8); Varese (25.914 euro; +43,0); Prato (25.681 euro; +34,9); Roma (25.380; +40,5); Como (25.267; +38,2) e Bergamo con 24.539 euro e con un incremento del 40,3% dal 2007 al 2013.

Le famiglie italiane sono indebitate per un importo medio pari a 19.251 euro.

Complessivamente, i “passivi” accumulati con le banche e gli istituti creditizi ammontano a 496,5 miliardi di euro. I dati sono riferiti al 2013. A livello territoriale, denuncia l’Ufficio studi della CGIA, le province più “esposte” sono quelle lombarde. Al primo posto troviamo le famiglie residenti nella provincia di Monza-Brianza, con un debito di 27.544 euro; al secondo posto quelle di Milano, con 27.505 euro e al terzo posto le residenti a Lodi, con 27.281 euro.

In fondo alla classifica nazionale, invece, si piazzano le famiglie della provincia di Vibo Valentia, con un debito di 8.742 euro, quelle dell’Ogliastra, con 8.435 euro e, all’ultimo posto, quelle di Enna, con 8.371 euro. Per indebitamento medio delle famiglie consumatrici italiane, fa notare l’Ufficio studi della CGIA, si intende quello originato dall’accensione di mutui per l’acquisto di una abitazione, dai prestiti per l’acquisto di un auto/ moto e in generale di beni mobili, dal credito al consumo, dai finanziamenti per la ristrutturazione di beni immobili, etc.

Dall’inizio della crisi (anno 2007) l’incremento del debito medio nazionale delle famiglie consumatrici è stato del 35,1 per cento, anche se dopo il picco massimo toccato nel 2011 le esposizioni sono in calo. L’inflazione, invece, sempre tra il 2007 e il 2013 è aumentata del 13,4 per cento.

Con il riacuttizzarsi della crisi – segnala il segretario della CGIA – dal 2011 le famiglie italiane hanno preferito indebitarsi sempre di meno, privilegiando il risparmio. Infatti, tra la fine del 2011 e lo stesso periodo del 2013, i depositi delle famiglie consumatrici sono aumentati a livello nazionale del 12 per cento, con punte del 28 per cento in Trentino Alto Adige e di oltre il 18 per cento nelle Marche e in Emilia Romagna. In buona sostanza, l’esponenziale aumento delle tasse registrato in questi ultimi anni, gli effetti della crisi e la paura che la situazione generale peggiori ulteriormente hanno condizionato le scelte economiche delle famiglie. Meno acquisti, meno investimenti e più risparmi”.

Come vanno interpretati, invece, i risultati emersi a livello territoriale?

“Premesso che i territori più indebitati sono anche quelli dove i livelli di reddito sono i più elevati – prosegue Bortolussi – è evidente che tra queste realtà in difficoltà vi sono anche molti nuclei appartenenti alle fasce sociali più deboli. Tuttavia, le forti esposizioni bancarie di questi territori, soprattutto a fronte di significativi investimenti avvenuti negli anni scorsi nel settore immobiliare, ci devono preoccupare solo fino ad un certo punto”.

Per la CGIA, infine, si sta facendo strada un fenomeno molto pericoloso: “La maggiore incidenza del debito sul reddito – conclude Bortolussi – si riscontra nelle famiglie economicamente più deboli: è evidente che con l’ aumento della disoccupazione e la conseguente riduzione del reddito disponibile questa situazione rischia di peggiorare. Non dimentichiamo, inoltre, che in Italia esiste un ampio mercato del prestito informale che non transita per i canali ufficiali. Vista la forte contrazione degli impieghi bancari avvenuta in questi ultimi anni, non è da escludere che questo fenomeno sia in espansione, con il pericolo che la piaga dell’usura assuma dimensioni preoccupanti”.

Commenti

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  1. Scritto da Sergio

    Tutto pianificato tra banche e poteri massonici dei governi: più ti impoverisco e più sei in mio potere… Ti creo il problema e poi ti “offro” generosamente la soluzione (non gratuita).

    1. Scritto da Gino

      Guarda che bergamo è tra le prime provincie perchè è tra quelle che stanno meglio, diversamente le banche i soldi non te li danno ! Per fortuna, diversamente sarebbero a gambe all’aria pure loro.

  2. Scritto da MMT

    In fin dei conti dalle banche hanno ricevuto solo carta straccia che devono restituire con gli interessi.
    Pensate un po’ che se questa restituzione andasse allo stato sovrano che presta la moneta, gli interessi andrebbero allo stato e non alle banche private, sollevando così il debito pubblico.
    Che lo stato ricominci a stampare la sua moneta, non una banca privata come la bce

    1. Scritto da Luca

      Anche su Bergamo News la MMT? Ma dai, allora c’è anche da divertirsi. Non vedo l’ora di leggere qualcosa. Qualcosa a dire il vero l’hai già scritta che fa ridere. La BCE è una Banca privata. Quindi anche la Banca d’Italia. E scommetto credi alle scie chimiche. Comunque sugli Illuminati io ho qualche dubbio. Come con la cospirazione giudaica bolscevica.

    2. Scritto da Come No

      Immaginati se le banche in Italia funzionassero con la logica dello stato , magari quello berlusconian-leghista !!! Vade retro.

  3. Scritto da il polemico

    in base a cosa escono questi dati?se sono i debiti complessivi del sistema italia e poi diviso per le famiglie,sono molto irreali,solo tronchetti provera era indebitato per 40 miliardi,de benedetti per qualche miliardo,l’unita per qualche milione,pure il pd pare indebitato…io personalmente non ho debiti,anche se per colpa delle tasse sulla casa,non riesco più a risparmiare e far girare l’economia,tutto ciò grazie agli ultimi 3 governi farlocchi imposti e non eletti

    1. Scritto da Berechì

      Ma quante case hai ?

  4. Scritto da Andy baumwolle

    La generazione degli attuali 70/80/90enni ha rubato la vita alle generazioni che hanno seguito
    Pensionati a 50 anni oppure al potere fino a 80 anni e più e non mollano
    Si sono mangiati un paese intero

    1. Scritto da Calma&Gesso

      Il sottoscritto quasi 70enne ha lavorato 46 anni in un’azienda privata e ha pagato pensioni per superburocrati,statali che andavano in pensione col 100% dell’ultimo stipendio, agricoltori, artigiani e commercianti, pensionati baby ecc. ecc. Ha pagato tasse ai massimi livelli, massime aliquote per i figli all’università , per la sanità ecc ecc . quindi piano con le generalizzazioni, per il momento sono io il derubato , i soldi erano i miei !!!!!

      1. Scritto da Narno Pinotti

        Credo ci sia qualcosa da precisare: se lei è andato in pensione 3 anni fa, ossia prima della riforma Fornero, gran parte dei suoi anni lavorati (es. 1965-1998) sono stati conteggiati con il metodo retributivo, e solo 1/4 con quello contributivo. Ergo, in 7-10 anni la sua pensione supererà il monte dei contributi versati e comincerà a esser pagata dalle tasse di chi sta lavorando adesso. Domanda: la pensione di chi lavora adesso chi la pagherà? Anzi: che pensione avrà chi lavora adesso?

        1. Scritto da Calma&Gesso

          No so chi pagherà la pensione di chi lavora adesso , CERTAMENTE io ho pagato quella delle categorie che le ho detto (il segmento pensionistico dei dipendenti privati è l’unico che non ha voragini). Prima ho dimenticato alcune casse andate alla malora e salvate coi miei soldi (es i dirigenti d’azienda metalmeccanici) ed i soldi inpdap mai versati dallo stato. Senza balzi negli ultimi 10 anni e con uno stipendio mediamente costante sfido qualunque ricalcolo !!!