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Carnevali cura i bambini orfani in Palestina: “Esperienza che ti segna”

La deputata bergamasca e il diario aggiornato dalla Palestina, dove sta lavorando in una casa famiglia che accoglie i bambini disabili e orfani: "Da un'esperienza così esci scossa, segnata. Ho toccato con mano le condizioni di vita dei palestinesi. Lascio a voi i pensieri su una guerra che deve solo finire".

Tra la paura e la disperazione in Palestina. Elena Carnevali, deputata bergamasca del Pd, in questi giorni è in Medioriente per vivere da vicino il dramma della guerra. Un dramma che la Carnevali ha deciso di condividere con gli amici di Facebook, aggiornando giorno per giorno un diario che possa rendere partecipi tutti della sua avventura: "Alla fine ho rotto gli indugi – ha scritto – e ho deciso che farò un breve diario: abbiamo iniziato a lavorare in questa casa famiglia che accoglie bimbi disabili palestinesi orfani, abbandonati o le cui famiglie non possono prendersi cura. Vedrete quanto sono meravigliosi. Nel tardo pomeriggio a Gerusalemme, breve visita al Muro del Pianto, prima di incontrare medici, volontari e sanitari dell’ospedale che anche stasera (domenica, ndr) ha accolto altri due bimbi gravemente feriti a Gaza. Da lì esci scossa con i racconti e le testimonianze di molti tra cui una mamma ferita, che perde un bimbo di 5 mesi e ringrazia Dio di aver almeno con lei ricoverata la bimba di 3 anni. Non vi faccio l’elenco di bimbi, ragazzi amputati, lesi irreparabilmente. Lascio a voi i pensieri su una guerra che deve solo finire".

Il viaggio della deputata bergamasca è continuato tra testimonianze, racconti ed esperienze vissute in prima persona, sempre al fianco della giovanissima figlia Chiara. L’ultimo aggiornamento del diario mercoledì sera, dopo la visita a Hebron: "Una città divisa in due, martoriata – ha scritto la Carnevali -. Qua ho toccato con mano le condizioni di vita dei palestinesi. Non è solo un’impressione, stiamo proprio vedendo e respirando condizioni di vita impossibili. E un’inquietudine dell’anima".

Commenti

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  1. Scritto da mauro

    Già che ci sei, perché non fai un salto in Siria? Ci sono infinite persone che fanno volontariato e non si fanno pubblicità, forse perché non sono politici? Goditi le vacanze Carnevali

  2. Scritto da virna facheris

    Non ho parole leggendo questi commenti acidi e veramente cattivi nei confronti di una persona, Elena, che tanto lavora per il nostro territorio. Elena è fisioterapista come me, quindi, sì, ha le competenze per seguire queste persone. Invece di andarsene al mare beata e pacifica, ha deciso di affrontare questa esperienza a fianco di sua figlia, proprio per vivere con lei un’esperienza di vita che segna e fa crescer.

    1. Scritto da max

      Ma ci faccia il piacere,lavora tanto per il nostro territorio,quale la Palestina,Don Orione,Hospice di borgo palazzo,ecc…sono a Bergamo non a Gerusalemme o a Gaza,ne avrebbe di volontariato da fare,la domenica oppure il sabato,quando torna da Roma,potrebbe portarsi anche la figlia,sa che esperienza di vita la aiuterebbe a crescere e vedrebbe quanti bergamaschi stanno veramente male.

    2. Scritto da Elena

      Nessuno contesta cosa fa …. tutti contestano la pubblicità della cosa !!! Probabilmente doveva leggere meglio … (del resto anche di lei sappiamo adesso che è fisioterapista e come si chiama … ,,,, )

  3. Scritto da mao

    Nella fotografia sembra veramente disperata.

  4. Scritto da Mao

    Signora Carnevali e figlia è un viaggio di piacere su,qua ormai siete tutte come madre Teresa di Calcutta,per piacere smettetela.Signora sa quanti anziani e disabili solo nella sua provincia di residenza avrebbero bisogno di aiuto ecco non c’era bisogno di andare in Palestina.

  5. Scritto da angelo

    ma sei andata perchè hai le competenze per renderti utile e sei parte di un progetto che segui da lungo tempo o è un viaggio spot ferragostano del politico che fa la sua passerella pubblicitaria ?

    1. Scritto da ru

      domanda malevola. Se lei ci andasse qualcun e le chiederebbe qualcosa di simile? E cosa penserebbe di chi glie la pone? Io non l’avrei “passata”. E non sono in fan della Carnevali.

      1. Scritto da angelo

        Se io ci andassi non mi preoccuperei di farlo sapere a tutti; ma soprattutto ci andrei solo se dentro un progetto specifico capace di dare senso alla mia presenza temporanea. Diversamente appare uno spot la cui utilità è solo per chi lo fa

  6. Scritto da Luigi

    Che brava! Certamente un esempio per la categoria dei rappresentanti del popolo. Tuttavia, faccio rispettosamente notare che ci sono centinaia di persone impegnate in tutto il mondo e anche a due passi da noi per aiutare il prossimo come ci insegna il vangelo, senza bisogno di giornalisti al seguito per dare risalto alla carità, che si fa senza pubblicità e senza vantarsene.

    1. Scritto da Elena

      Adesso che abbiamo visto le foto …… siamo proprio tutti felici. La carità e l’aiuto non hanno bisogno di pubblicità se fatti con il cuore e per aiutare le persone!!!!! A questo proposito … non serve andare lontano per aiutare le persone, poteva risparmiare i soldi del viaggio e con quelli aiutare gli orfani di Bergamo … Ops ! E’ vero le foto non avevano lo stesso risalto con lo sfondo di Bergamo :::

      1. Scritto da a nele

        Palestina e Gaza non sono un’attualità della politica, almeno Mediterranea? Che malevolenza…

        1. Scritto da Luigi

          Attualità? Ho quasi 60 anni ed ho sempre visto palestinesi, arabi e israeliani in guerra, con una piccola ma fondamentale differenza: in casa nostra gli israeliani non hanno mai messo bombe, i terroristi fondamentalisti arabi si, in nome di qualunque cosa, che sia la Palestina o la guerra santa, a me non va! Quindi, si facciano aiutare dai loro amici talebani…