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Torna la mitica Lambretta: è il derby con la Vespa Tu quale preferisci?

L’appassionato collezionista Vittorio Tessera, titolare di “Casa Lambretta” e curatore del museo “Scooters & Lambretta” a Rodano, nel milanese, ha ridato vita alla storica motocicletta. Tornano in auge, così un mito del mondo delle moto e l’antico derby con la Vespa. E tu, quale delle due preferisci? Sei Lambrettista o vespista? Scrivilo a Bergamonews.

La vecchia Lambretta torna in vita. A renderlo possibile la passione di alcuni collezionisti come Vittorio Tessera, titolare di “Casa Lambretta” e curatore del museo “Scooters & Lambretta” a Rodano, nel milanese, che non si è mai arreso all’idea che la storia di questa motocicletta fosse conclusa.

Nella sua azienda, infatti, le Lambretta vengono restaurate e riparate, utilizzando pezzi di ricambio “Innocenti” raccolti negli anni, ma possono essere pure ricostruite completamente e vendute, così come venivano prodotte un tempo, a partire da un vecchio telaio.

Torna in auge, così, un mito delle due ruote che, per i numerosi appassionati non si era mai completamente sopito: la Lambretta è uno dei simboli dell’Italia del secondo dopoguerra e ne danno testimonianza film e canzoni. Per farsene un’idea, nel cinema, basta pensare a don Michele Mezzocchi, il sacerdote in Lambretta interpretato da Walter Chiari nella pellicola "Un giorno in pretura", datato 1953 e firmato Stefano Vanzina, in arte Steno. Mentre, nel mondo della musica, il pensiero corre a “La ballata del Cerutti” di Giorgio Gaber e all’irresistibile “Lambret twist” del “Quartetto Cetra.

Insieme alla Lambretta, naturalmente, ritorna l’antico derby con la Vespa dando vita a una rivalità d’altri tempi, una rinnovata sfida dal fascino vintage e dal gusto retrò. Non va dimenticato, infatti, che anche la Vespa è un simbolo del Belpaese negli anni Cinquanta e Sessanta, fra la ricostruzione e il boom economico, lasciando una traccia indelebile anche a livello artistico. Da citare a questo proposito che, proprio in sella a una Vespa, vennero scambiati i furtivi abbracci d’amore nella periferia milanese descritti da Luchino Visconti in "Rocco e i suoi fratelli" del 1960 e fu possibile per Gregory Peck e Audrey Hepburn districarsi nel caotico traffico dell’incantevole capitale in “Vacanze romane” (1953).

Insomma, Vespa e Lambretta erano entrambe due veicoli che diedero mobilità agli italiani, permettendo loro di muoversi con maggior rapidità e agilità nelle strade sempre più trafficate, ma rappresentavano due stili, scuole di pensiero e modi di vivere diversi, radunando attorno a loro club e numerosi appassionati da una parte e dividendo i neomotorizzati dall’altra. Era una contrapposizione quasi filosofica: la prima era considerata più cittadina, “borghese”, ben adattabile a giacca e cravatta, mentre la seconda fu subito un mezzo di locomozione autenticamente proletario, con una costruzione spartana, funzionale ed essenziale. Richiamandosi a Lambrate, e quindi alla Lombardia, al triangolo industriale e al Nordovest, la Lambretta era sempre identificata con Milano. E quindi con una classe operaia che poteva accedere ai nuovi consumi: ci si trovava di fronte alla cosiddetta "democrazia del motore”. La Vespa, invece, puntò sulla linea e sull’estetica, dotandosi di un alone di bellezza e riuscendo a imporsi nell’immaginario collettivo. Così, nel 1971 Innocenti cessò la produzione di Lambretta.

A oltre 40 anni di distanza, però, la partita potrebbe riaprirsi cominciando a scrivere nuove affascinanti pagine di storia. Tu, quale delle due preferisci? Sei Lambrettista o vespista? Scrivilo a Bergamonews.

Paolo Ghisleni

Commenti

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  1. Scritto da Moto

    Da trent`anni posseggo una vespa da 10 restaurata , ho avuto da sempre il desiderio di possedere anche una lambretta per il suo inconfondibile rumore .

  2. Scritto da vincenzo

    ciao, LAMBRETTISTA!! è stata la mia prima vera moto nel 1965(comperata usata ha 10.000 lire…..) era grigio chiaro è una specie di azzurrro, sella lunga, ne ha avute ancora,l’ultima la 200 gialla, con freno ha disco……., le ricomprerei ancora! ci ho fatto migliaia e migliaia di km, e le sfide con i vespisti….,era velocissima, neanche il vespa 180 rally la superava……., ciao