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Ubi, secondo trimestre raddoppia l’utile E la Borsa premia il titolo

Ubi Banca chiude il semestre con un utile netto consolidato di 106,2 milioni di euro, più che raddoppiato rispetto ai 52,9 milioni del 2013. I proventi operativi, si legge in una nota sono stati pari a 1.735,9 milioni (+5,1%). Cresce ulteriormente la patrimonializzazione con il Common Equity Tier1 al 12,73 per cento.

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Ubi Banca ha chiuso il secondo trimestre con un risultati migliori delle attese grazie ai buoni risultati operativi, confermando la solida patrimonializzazione e un andamento stabile della qualità del credito.

Il mercato ha accolto positivamente i conti spingendo il titolo in netto rialzo: alle 13,35 segna un guadagno di oltre 6% a 5,84 euro a fronte di un rialzo dell’1,2% dell’indice FTSE Mib e del 2,2% del paniere dei bancari italiani . Vivaci i volumi con 7,2 milioni di pezzi scambiati contro una media giornaliera di 8,3 milioni. "I conti sono nell’insieme positivi, sopra le aspettative", commenta un’analista. In particolare, spiegano altri analisti, colpiscono favorevolmente il contributo positivo dell’area finanza nei ricavi e il calo dei costi operativi.

"Il margine di interesse è stabile trimeste su trimestre, così come la qualità del credito, che non riscontra niente di negativo. In questa fase di mercato entrambe le cose sono da considerarsi comunque delle buone notizie", sottolinea un analista.

L’utile netto nel secondo trimestre è pari a 48,1 milioni che si confronta con 26,5 milioni dello stesso periodo 2013 e con il consensus di 33 milioni pubblicato sul sito dell’istituto. Al netto delle poste non ricorrenti l’utile cresce del 21,6% a 71,8 milioni. Sull’intero semestre l’utile netto consolidato è di 106,2 milioni, più che raddoppiato rispetto a 52,9 milioni registrati nello stesso periodo 2013.

I ricavi trimestrali mostrano complessivamente un progresso del 3,5% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso (+3,4% sul primo trimestre 2014)a 882,5 milioni. Il margine di interesse è in linea alle attese a 454 milioni, piatto sul primo trimestre e in rialzo del 6% su anno, nonostante la flessione degli impieghi. Le commissioni nette hanno contribuito con 309,6 milioni e il trading per 74 milioni. I costi sono scesi del 2% rispetto all’anno scorso. In particolare, sottolinea la banca, la gestione attenta degli oneri operativi "ha consentito, anche dopo 5 anni consecutivi di riduzione delle poste di costo, di contenere ulteriormente nella prima parte di quest’anno le spese strutturali di funzionamento rispetto all’analogo periodo del 2013".

Nei primi tre mesi dell’anno le rettifiche di valore nette per deterioramento crediti si sono a 230,5 milioni, in linea con il secondo trimestre del 2013, e in rialzo da 198,6 milioni del primo trimestre 2014, riflettendo fattori di stagionalità. Relativamente alla qualità del credito, lo stock di crediti deteriorati lordi a fine semestre conferma la tendenza alla stabilizzazione, attestandosi a 12,8 miliardi circa (+0,9% rispetto a dicembre 2013) e dopo i trend di crescita dei semestri precedenti. In particolare le sofferenze nette sono pari a 3,8 miliardi dai 3,4 miliardi di dicembre. Il Commmon equity tier 1 ratio "phased in" al 30 giugno è al 12,73% da 12,2 a fine marzo. Il Total capital ratio "phased in" è pari al 18,03% (17,7% a marzo 2014).

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Commenti

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  1. Scritto da Enrico

    ma quando scrive “guadagno di oltre il 6%”, il giornalista non ha verificato a quanto era quotata solo qualche giorno prima? credo dovrebbe fare meglio i compiti a casa.

  2. Scritto da La natura

    Le banche ingrassano, le fabbriche chiudono, i lavoratori si arrangino.
    Quando finirá questo schifoso parassitismo che prospera sulle disgrazie di chi lavora?
    Morta la pianta (fabbriche e lavoratori) morirá anche il parassita (le banche). É la natura, bellezza.