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Pillole di Grande Guerra 19 Il baricentro si sposta: battaglia dei laghi Masuri

Dopo la netta vittoria di Tannenberg, la prima battaglia dei laghi Masuri spostò verso estil baricentro della guerra, permettendo al comando germanico di tirare un sospiro di sollievo per la situazione sul fronte orientale e di concentrarsi sulla grande battaglia ad ovest.

di Marco Cimmino

Dopo avere distrutto l’armata di Samsonov, Hindenburg si trovava nelle condizioni ideali per dedicarsi alle truppe di Rennenkampf, che ancora incombevano, dalla linea della Vistola, sulla Prussia orientale: la vittoria di Tannenberg rappresentò il trampolino ideale da cui attaccare la 1a armata zarista e, fin dalla fine di agosto, il comando germanico si mise all’opera.

Hindenburg poteva contare sulla sua poderosa 8a armata, recentemente rinforzata da truppe affluite da occidente: 18 divisioni di fanteria e 2 di cavalleria, dotate di ottima artiglieria e di una logistica a tutta prova. In pratica, eliminata una branca della tenaglia russa, adesso si sarebbe trattato di spezzare rapidamente anche la seconda.

Dopo essere rimasto praticamente inattivo, mentre l’armata del rivale veniva annientata, ora Rennenkampf stava muovendo verso Insterburg, tra Königsberg ed i laghi Masuri: quando gli giunse la notizia della definitiva scomparsa della 2a armata dalla scena del conflitto, egli decise di assumere una posizione difensiva, su di una linea che andava dal Baltico ad Angerburg.

L’attacco, scatenato dai tedeschi il 7 settembre, su entrambi i lati dei laghi Masuri, e che mirava a respingere i russi, inferiori di 1 a 3 per numero, verso la costa, cominciò a dare i suoi frutti il 9, quando, in pratica, l’armata germanica riuscì a sfondare, diretta al centro dello schieramento avversario.

Rennenkampf ordinò subito sia un ripiegamento, per evitare di essere accerchiato, sia un contrattacco dilatorio, operato da due divisioni, per avere il tempo di effettuare la manovra di sganciamento. La ritirata ebbe successo, ma la 1a armata perse 125.000 uomini, contro i nemmeno 40.000 tedeschi, e i russi, entro il 13 settembre, dovettero abbandonare la Prussia orientale.

A causa del doppio insuccesso di Tannenberg e dei laghi Masuri, il generale Žilinskij venne rimosso dall’incarico di comandante di settore. Hindenburg, invece, assurse al ruolo di eroe nazionale, e si conquistò quell’enorme popolarità che gli avrebbe permesso di sostituire Falkenhayn nel ruolo di capo di stato maggiore dell’esercito, alla fine dell’estate 1916.

Ludendorff, cui andava, in realtà, gran parte del merito per queste due vittorie nonché delle successive, l’avrebbe seguito come suo sottocapo. Pochi giorni dopo, tuttavia, un contrattacco russo, avvenuto tra il 25 ed il 28 settembre e noto come battaglia dello Niemen, respinse di nuovo i tedeschi, che stavano avanzando, dietro i primitivi confini nazionali: in pratica, si tornò alla situazione di partenza, allo scoppio delle ostilità.

Come vedremo, questo tornare al punto iniziale avrebbe rappresentato una sorta di leit motiv della prima guerra mondiale, su tutti i fronti. In conclusione, possiamo dire che, certamente, Tanneberg fu una vittoria più netta di quella dei laghi Masuri, ma che, considerandole, come sarebbe corretto, un tutt’uno strategico, esse spostarono verso est il baricentro della guerra, permettendo al comando germanico di tirare un sospiro di sollievo per la situazione sul fronte orientale e di concentrarsi sulla grande battaglia ad ovest.

Per adesso, si trattava ancora di una guerra di movimento, ma ben presto le cose sarebbero cambiate drasticamente.

LA CURIOSITA’

I nomi di Hindenburg e di Ludendorff sarebbero ritornati spesso nella storia tedesca, e non soltanto della prima guerra mondiale. Paul von Hindenburg, considerato un eroe di guerra ed alonato di una fama forse non del tutto meritata, divenne presidente del Reich tedesco, nel 1925, e mantenne questa carica fino al 1934, quando morì. Fu lui a propiziare la nomina di Hitler a cancelliere, nel 1933, anche se, almeno inizialmente, egli guardava con sospetto al futuro Fűhrer e alle sue SA, viste come una grottesca parodia del militarismo prussiano, da cui l’anziano generale proveniva.

Tuttavia, forse perché lievemente annebbiato dall’età o forse per i buon uffici del nazista Otto von Bismarck, ufficiale prussiano e nipote del cancelliere di ferro, alla fine Hindenburg diede il suo placet al cancellierato di Hitler, con quel che ne conseguì. Erich Ludendorff (non era affatto nobile), dopo la guerra si lanciò nella battaglia politica, da posizioni ultranazionaliste: fu lui a diffondere la leggenda della “pugnalata alle spalle”, su cui si basò gran parte della propaganda militarista tedesca tra le due guerre.

Ludendorff fu un personaggio controverso e bizzarro, fu ultramilitarista prima (teorizzò per primo la “guerra totale”) e pacifista poi, esoterista (fondò la società teista), pagano (odiava ebrei, cristiani e framassoni) e, infine antihitleriano (rifiutò la nomina a feldmaresciallo in cambio di una sua adesione al partito nazista, nel 1935), dopo essere stato uno degli ispiratori del nazismo, fin dai tempi del Putsch di von Kapp. Morì nel 1937, tre anni dopo il suo comandante, di cui aveva spesso criticato duramente le decisioni, per tutto il primo dopoguerra.

Commenti

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  1. Scritto da Marco Cimmino

    Le grandi manovre, egregio, si chiamano strategia e non tattica: strategicamente, la prima battaglia dei Masuri altro non è che il seguito operativo della vittoria di Tannenberg. Di qui la mia risposta, ahimè molto concisa, dati gli spazi, in cui le spiegavo che si trattò, in realtà, di un’unica battaglia. Io, di solito, le cose le spiego nei libri, non in 500 battute: spero che sia tanto cortese da comprendere che, nel modo di affrontare certe questioni, vi siano necessità differenti.

    1. Scritto da Mariano

      Ch.mo prof. Cimmino, la sua competenza è indiscutibile come pure la gratitudine per il quadro globale sulla WWI da Lei tracciato su Bgnews e per gli interventi in risposta ai singoli commenti. Converrà però che ogni battaglia di settore è altra, anche se seguito operativo della precedente. Converrà inoltre che chi La segue su Bgnews non può riferirsi che a ciò vi legge e che le 500 battute sono qui legge universale. Con cordialità e attesa per i prossimi articoli…..

      1. Scritto da Marco Cimmino

        Ne convengo. Ma spero davvero che comprenda che non sempre é facile farsi capire con strumenti così limitati. Conciliare scenari strategici, dettaglio operativo e chiarezza, talvolta risulta più complicato che scrivere un saggio su di un singolo episodio. Io cerco di farlo e può essere che non sempre ci riesca: almeno, però, ci provo. I miei colleghi, tranne forse Mieli, no…alla prossima.

        1. Scritto da Mariano

          Professore,non s’annoi ma Le voglio testimoniare quanto è utile, e di coinvolgente lettura l’informazione netta e globale che si è assunto di fare e dare riguardo a quella Guerra mondiale, tragicissima per il mondo e per ciascuna nostra famiglia. Sì, uno storico ama i suoi libri che legge e che scrive. Ma Bgnews ha d’oltre e d’altro: la potenzialità universalità, l’immediatezza, l’interazione. Ciò che è impossibile fare per/con gli storici passati alla Storia. Dove si va domani?

  2. Scritto da Mariano

    In Pillole di Grande Guerra 5, commentai:” La guerra fu di grandi manovre tattiche sui Masuri, a Tannenberg, nei Balcani, in Africa.” Lei rispose: ” I Masuri e Tannenberg sono due nomi per la stessa battaglia” Oggi invece scrive: “Dopo la netta vittoria di Tannenberg, la prima battaglia dei laghi Masuri spostò verso est il baricentro della guerra”- E nel febbraio del 1915 sarà combattuta la seconda battaglia dei laghi Masuri…. e non la seconda battaglia di Tannenberg. Quindi?