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Il colpo di Vallanzasca chiede il diritto all’oblio Via i link su Google

Dopo una vita sulla ribalta, Renato Vallanzasca ha chiesto di potersi avvalere del diritto all'oblio. Grazie ad una sentenza dalla Corte Europea dello scorso maggio, è stato formalmente chiesto a Wikipedia di rimuovere i link su Google agli articoli che lo riguardano sui sui colpi della banda della Comasina.

Nessuno sparo, ma il colpo è andato a segno. Renato Vallanzasca, il noto gangaster milanese della banda della Comasina, chiede di essere dimenticato ed è intenzionato a far valere il diritto all’oblio. Ovvero che il Web cancelli gli articoli che lo riguardano quando era il “Bel Renè”, uno dei più feroci banditi degli Anni Settanta quando mise a segni numerose rapine, sequestri di persona e omicidi.

Vallanzasca si appella ad una sentenza della Corte Europea, che nel maggio scorso, ha obbligato i motori di ricerca a eliminare quei link a informazioni pubblicate su altri siti web in maniera del tutto legale, ma considerate dagli interessati lesive della propria immagine, specie se riferite a fatti accaduti molto indietro nel tempo o ritenuti di scarso interesse pubblico. Google si è già attivata rimuovendo gli articoli di una cinquantina di criminali, tra questi anche di Vallanzasca.

Nel corso di una conferenza stampa tenuta mercoledì 6 agosto, la Wikimedia Foundation ha reso noti i dati raccolti nel proprio Rapporto sulla trasparenza, da luglio 2012 a giugno 2014. L’organizzazione ha ricevuto in tutto 56 richieste da parte di governi, aziende e singoli individui riguardanti le informazioni pubblicate sul sito dell’enciclopedia, dando seguito solo al 14% di queste. Le domande di modifiche di contenuti sono state invece 304, e cinque gli avvisi da parte di Google, che ha provveduto a rimuovere i 50 link tra i quali anche quelli su Vallanzasca e Gerry Hutch, un bandito inglese. Finora però le richieste sono state molte di più: oltre 90 mila.

La curiosità è che la metà di queste richieste è stata già approvata, anche se i collegamenti non sono stati ancora cancellati. Google che per voce di David Drummond, capo legale dalla multinazionale del motore di ricerca, ha sollevato la necessità di un dibattito aperto sul tema e per questo ha nominato un comitato di esperti che sta raccogliendo pareri di tipo giuridico, procedurale, sulla privacy e sul relativo bilanciamento col diritto dei cittadini ad essere informati. Il comitato si riunirà il prossimo 10 settembre a Roma e porterà le “testimonianze e opinioni pubbliche sui problemi emersi dopo la sentenza”.

Commenti

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  1. Scritto da renato

    Adesso vuole nascondersi e quando sorrideva alle telecamere?

  2. Scritto da oscar

    ma seril su e batì vià la ciaf

  3. Scritto da BATTISTA

    rimettetelo in galera e poi dimenticatevi di lui!
    questo bisogna fare per rispetto alle sue vittime!!!

  4. Scritto da Ermes

    Come si fa ad impoirre l’oblio anche alle famiglie delle vittime?

    1. Scritto da tonante

      Concordo in pieno.Ci si dimentica sempre del resto….