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“Vanessa, torna presto” Bergamasca rapita in Siria in ansia parenti e amici fotogallery

Numerosi i messaggi pubblicati sulla bacheca Facebook dell'attivista 21enne di Brembate che sarebbe stata sequestrata in Siria: "Dai Vane ammettilo... Stai solo giocando a nascondino. Però ora esci che iniziamo a preoccuparci"

"Vanessa, torna presto a casa". Sono numerosi i messaggi di questo tipo pubblicati da mercoledì pomeriggio sulla bacheca Facebook di Vanessa Marzullo, l’attivista bergamasca di 21 anni che sarebbe stata rapita in Siria.

La notizia del rapimento è stata diffusa dalla Farnesina, che ha confermato che due italiane che si trovavano in Siria, precisamente ad Aleppo, per progetti umanitari sono irreperibili. Si tratterebbe proprio di Vanessa Marzullo di Brembate e Greta Ramelli di Besozzo (Varese), che sarebbero state rapite da uomini armati, probabilmente criminali comuni, nei dintorni di Aleppo.

Le ragazze, fondatrici del Progetto Horryaty – iniziativa di solidarietà per la Siria, erano entrate il 28 luglio da Atma, a pochi chilometri di distanza dall’omonimo campo profughi, uno dei più grandi del Paese. Con loro sarebbe stata sequestrata una terza persona, sulla cui identità non trapelano al momento informazioni.

Il rapimento sarebbe avvenuto ad Aleppo intorno alle quattro di notte tra il 31 luglio e il primo di agosto, quando decine di miliziani avrebbero circondato la casa in cui si trovavano e le avrebbero prelevate.

La notizia è arrivata anche a Brembate e ha gettato nello sconforto parenti e amici di Vanessa, che studia mediazione linguistica e culturale all’Università degli Studi di Milano.

Numerosi i post pubblicati sulla sua pagina Facebook. "Dai Vane ammettilo… Stai solo giocando a nascondino. Però ora esci che iniziamo a preoccuparci, tanto hai vinto tu! Forza Vane, so che ti rivedremo", ha scritto Silvia. "Vanessa, torna presto. Un abbraccio grosso quanto tutto l’amore che provi per la tua amata Siria!", ha pubblicato Luisa. "Sei nelle nostre preghiere", le parole di Eliana.

"Non sentivo Vanessa e Greta da qualche giorno", ha raccontato all’Ansa Roberto Andervill, terzo responsabile del progetto Horryaty, che a marzo era andato con loro per un sopralluogo nelle zone rurali di Idlib.

Con Vanessa e Greta sale a tre il numero degli italiani rapiti in Siria: dal luglio 2013 non si hanno più notizie anche di padre Paolo Dall’Oglio, 59 anni, gesuita romano che ha lavorato nel Paese per trent’anni.

Commenti

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  1. Scritto da Nick

    ..mettetecela tutta x riportarle a casa!! Subito. E a qualsiasi costo!! Che nn accada un “marò 2”! -tenete duro ragazze, siete sempre nei miei pensieri. Un nobile esempio x tutti gli italiani.