Tagliuno, rapina in posta Dopo quattro mesi arrestati i responsabili - BergamoNews
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Tagliuno, rapina in posta Dopo quattro mesi arrestati i responsabili

Ad Albano, Castelli Calepio e Reggio Calabria sono state eseguite dai carabinieri di Grumello e di Reggio tre misure cautelari di cui un’ordinanza di custodia in carcere, una degli arresti domiciliari e una dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria nei confronti di tre soggetti

Si è conclusa giovedì mattina dopo quattro mesi l’indagine sulla rapina alle poste di Tagliuno. Ad Albano Sant’Alessandro, Castelli Calepio e Reggio Calabria sono state eseguite dai militari della Stazione Carabinieri di Grumello del Monte e di Reggio Calabria Gallina tre misure cautelari di cui un’ordinanza di custodia in carcere, una degli arresti domiciliari e una dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria nei confronti di tre soggetti resisi responsabili in concorso tra loro dei reati di rapina, ricettazione e porto abusivo di armi (C.F., italiano del ’53 con precedenti per reati specifici; V.G., italiano dell’’83 con precedenti per violazioni sulla normativa concernete le armi; L.F., italiano del ’58 incensurato, tutti nullafacenti.).

Le indagini, della durata di circa quattro mesi, sono nate a seguito della rapina all’ufficio postale di Tagliuno, frazione di Castelli Calepio, nel mese di ottobre 2013, durante la quale due soggetti avevano fatto irruzione, travisati con passamontagna e cappellini da baseball, armati di pistola e coltello, e si erano fatti consegnare dalle persone presenti la somma di denaro ammontante a poco più di 700 euro. 

Nella fase successiva delle indagini, svolte anche con l’impiego di strumentazione tecnica, è stato possibile individuare tre sospettati, i due uomini che avevano materialmente portato a segno il colpo ed un terzo soggetto con funzione di “palo”che, a breve distanza dall’ufficio postale, aveva avuto il compito di osservare ed eventualmente segnalare ai complici l’arrivo delle forze dell’ordine.

Al fine di acquisire ulteriori elementi di prova a riscontro dell’ipotesi investigativa formulata, venivano eseguite nei confronti dei tre soggetti delle perquisizioni domiciliari; venivano rinvenuti così una pistola “scacciacani” priva del tappo rosso, una confezione di cartucce “a salve”, una parrucca, diverse fascette in plastica e due cappellini da baseball, tutti oggetti adibiti nella commissione di reati contro il patrimonio.

Il gip del Tribunale di Bergamo, concordando con le risultanze investigative e su richiesta del P.M. titolare delle indagini, emetteva le citate misure cautelari, eseguite tutte con esito positivo.

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