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Grossi: “Caro Gori, tocca a te guidare la nuova Provincia”

Valter Grossi, già assessore nella giunta guidata da Roberto Bruni, con l'incarico - tra l'altro - di occuparsi della Grande Bergamo, sollecita Giorgio Gori a guidare la nuova Provincia in un'ottica di vero cambio di passo, per il capoluogo, ma soprattutto per una visione omogenea e lungimirante della realtà orobica.

Valter Grossi, già assessore nella giunta guidata da Roberto Bruni, con l’incarico – tra l’altro – di occuparsi della Grande Bergamo, sollecita Giorgio Gori a guidare la nuova Provincia in un’ottica di vero cambio di passo, per il capoluogo, ma soprattutto per una visione omogenea e lungimirante della realtà orobica. 

 

Egregio Direttore,

in queste settimane si sta procedendo alla trasformazione delle Province in organismi di secondo grado, non più costituiti su base elettiva : si tratta di una riforma su cui non mi dilungherò, pur non attribuendole particolari pregi.

Se si fosse realmente voluto ridurre la spesa e semplificare lo Stato, sarebbe stato meglio aggredire la Regioni, il vero epicentro del problema: troppe, costosissime, causa di confusione legislativa.

Detto ciò, questo processo potrà rivelarsi un vantaggio, soprattutto per Bergamo, se si rivelerà in grado, paradossalmente, di rilanciare quella coesione territoriale, la cui mancanza in passato ha rappresentato un pesante fattore strategico di debolezza.

E’ noto che l’incapacità di fare sistema della società bergamasca ha scontato tradizionalmente una contrapposizione tra le amministrazioni del capoluogo e della provincia, con una non troppo nascosta competizione per la leadership territoriale, che ha attraversato tutto il dopoguerra.

Inoltre, nonostante il suo ruolo storico e culturale, le anguste dimensioni del capoluogo hanno impedito di impostare in modo unitario il governo dell’area urbana (la città più l’hinterland), che conta ormai il 50% degli abitanti dell’intera provincia e dove sono concentrati la maggior parte dei servizi di scala sovracomunale.

La dimensione e l’interdipendenza delle problematiche, l’affinamento della competitività territoriale e l’esigenza di una visione complessiva, nonché di una vocazione e delle sinergie per attuarla richiedono oggi un superamento di antiche contrapposizioni, una leadership forte ed autorevole, una raccordo più stretto tra città e provincia, tra città e montagna, dal momento che buona parte della pianura finirà ineluttabilmente per trovare nuove forme aggregative con realtà ad essa più omogenee.

Per questo ragioni, dettate anche dalle peculiari situazioni del nostro territorio, che deve ritrovare coerenza di governo, sono convinto che in questa prima fase del processo trasformativo il Presidente del Nuovo Consiglio Provinciale e dell’Assemblea dei Sindaci non possa che essere il Sindaco del capoluogo e che ogni altra proposta risponda più a logiche spartitorie dei partitiche all’interesse generale del territorio.

Dai temi infrastrutturali e di pianificazione territoriale, alla politiche di quella che dovrà diventare “industria” turistica dotata di un’offerta di scala adeguata, alla gestione attiva dei beni culturali, alle interlocuzioni istituzionali, occorre davvero un “cambio di passo” (come confermerà il prossimo rapporto OCSE). E ciò non può che derivare che da una maggior integrazione tra città e provincia, da una capacità del capoluogo di guardare oltre il Sentierone, all’interno del quale non si risolve nessun problema.

E’ un periodo di grandi cambiamenti in cui alcuni leader politici ostentano il desiderio di interpretarli, non sempre a questa presunta volontà corrisponde adeguata lungimiranza e la scelta di limitare l’occupazione di ogni spazio della vita pubblica, speriamo che in questo caso ciò si realizzi, al di sopra degli equilibri di fazione.

Sarebbe significativo, sotto questi auspici, rivedere i rappresentanti delle municipalità riunirsi nel cuore del capoluogo, in Piazza Vecchia, nel Palazzo della Ragione, luogo emblematico di una ritrovata coesione di una comunità assai più grande e connessa dalla storia come dal futuro, di quanto le amministrazioni abbiano potuto cogliere.

Valter Grossi

Commenti

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  1. Scritto da Stefano Magnone

    Il ragionamento è condivisibile. La mancanza di sinergia è stata provata dallo studio ASCOM durante la chiusura dell’aeroporto. In assenza di forte visione sinergica in tema di turismo e infrastrutture, oltre che di pianificazione territoriale e mobilità, siamo destinati al declino, dal momento che la sola manifattura non è in grado di reggere le sorti dell’economia. Prendiamo lezioni dall’Alto Adige. E ricordiamo l’esperienza del sindaco Simoncini con il consorzio urbanistico.

  2. Scritto da Pluto

    Sarà meglio che Gori pensi alla città che l’ha eletto ed apprenda bene il mestiere, visto che nessuno nasce “sindaco imparato”. Una città che monta le cartine di high city col nord al sud (leggasi: Tentorio) , forse ha bisogno di tornare alle elementari a scuola di geografia. Poi si lamentano che il turismo crolla per colpa dell’asfaltatura dell’aeroporto mica del fatto che i turisti in Colle Aperto, osservando la cartina, per dirigersi in Piazza Vecchia si avviano verso San Vigilio.

  3. Scritto da Non col vento

    Di Valerione di cui persino Montanelli scrisse “vale Valerio” ne ho conosciuto solo uno, l’altro fu un povero Masaniello in veste orobica, un fanfaniano in versione proto leghista, buono a far debiti con inutili aziende

  4. Scritto da Aristide

    Come direbbe quel saggio di mio padre (in dialetto suona meglio in verità) Grossi può anche orinarsi addosso e dire che è solo sudato, il che non da credibilità alla cosa, naturalmente.
    Io credo infatti che sia una boutate che però indica come certi ambienti cittadini stiano facendo pressioni. Ed espongono il Grossi.

  5. Scritto da darioflautista

    il cementificatore Grossi torna alla carica, forse spera con Gori di allargare ad altre zone le sue colate di cemento

  6. Scritto da mao

    Caro Grossi con Gori siamo al Renzi due tante parole e pochi fatti.

  7. Scritto da Giuseppe

    adesso sara’ bello vedere una provincia senza
    presidente e va su l’ultimo arrivato, e dira’ comando io.
    ahahahahahahahah!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

  8. Scritto da Luciano Avogadri

    Penso francamente che sia una stupidaggine.
    Gia’ l’idea di trovarsi in Piazza Vecchia mi sembra buona al piu’ per un incontro goliardico, con finale da intasamento di macchine da sketch alla “amici miei”.
    Ritengo invece che se si vuole smantellare seriamente il burocratismo della ex Provincia occorre qualcuno a tempo pieno, con idee, capacita’ e buona volonta’. Altro che perdite di tempo per incarichi da prestigiosi nullafacenti.

  9. Scritto da e il voto

    Caro Grossi da assessore hai fatto ben poco e la grande bergamo non ha mai visto la luce. Ora se vogliamo dare la Provincia a Gori senza nemmeno elezioni si finisce come a Roma dove Renzi si è autoproclamato tale…ma nemmeno nel ventennio succedevano ste cose…se questa è la sinistra del popolo…

  10. Scritto da Boh ?!

    Non se ne capisce proprio il perchè . Maggior coesione territoriale e migliore visione ? Con tutto il rispetto che gli porto perchè mai dovrebbero essere caratteristiche in carico al sindaco di bergamo indipendentemente dal suo nome ? Boh ?!

    1. Scritto da del gros

      magari poi Grossi ottiene qualche delega….

  11. Scritto da Speranzoso

    Potrebbe essere un idea, anche se essendo un sindaco al primo mandato sarebbe auspicabile prenda dimestichezza con la macchina amministrativa! Credo che in questa fase transitoria sia bene avere un progetto con la piu ampia condivisione politica in quanto le impostazioni definiranno lo scenario per gli anni a venire! e se vogliamo eliminare le provincie è indispensabile ragionare sulle aree omogenee in modo serio non limitandosi ai vecchi confini provinciali! #grossistaisereno

  12. Scritto da Sére 3

    Con queste premesse mi viene la nostalgia del VALERIONE. Torna Betù!!!

    1. Scritto da Yvo

      Salvo per l’auspicio finale, sul Betù, per il resto mi trovi d’accordo!

  13. Scritto da Sére 2

    (2) Posta l’infausta supremazia della visione “cittadina”, che “essendo più avanti” per definizione, in base alle proprie spiegherà anche ai villici, quali sono le vere esigenze del territorio. Insomma torneremo indietro di 7 secoli, con al posto del “vescovo-conte” il “sindaco-presidente”, che comanda su un milione di persone ancorché eletto da solo un decimo del popolo!

  14. Scritto da Sére

    Purtroppo il ragionamento del Grossi prevarrà. Anche perché Gori può far valere il peso del capoluogo nei confronti della provincia, anzi di quella landa che tornerà ad essere il “contado”.