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Attivista bergamasca “irreperibile in Siria” Si teme il rapimento

La Farnesina conferma che due cittadine italiane che si trovavano in Siria, precisamente ad Aleppo, per progetti umanitari sono irreperibili. Si tratterebbe di Vanessa Marzullo di Brembate (Bergamo) e Greta Ramelli di Besozzo (Varese), che sarebbero state rapite da uomini armati, probabilmente criminali comuni, nei dintorni di Aleppo.

La Farnesina conferma che due cittadine italiane che si trovavano in Siria, precisamente ad Aleppo, per progetti umanitari sono irreperibili. Si tratterebbe di Vanessa Marzullo di Brembate (Bergamo) e Greta Ramelli di Besozzo (Varese), che sarebbero state rapite da uomini armati, probabilmente criminali comuni, nei dintorni di Aleppo. Le ragazze, fondatrici del Progetto Horryaty – iniziativa di solidarietà per la Siria, erano entrate il 28 luglio da Atma, a pochi chilometri di distanza dall’omonimo campo profughi, uno dei più grandi del Paese. Con loro sarebbe stata sequestrata una terza persona, sulla cui identità non trapelano al momento informazioni. Il rapimento sarebbe avvenuto ad Aleppo intorno alle quattro di notte tra il 31 luglio e il primo di agosto, quando decine di miliziani avrebbero circondato la casa in cui si trovavano e le avrebbero prelevate.

Il Progetto Horryaty si pone due obiettivi, in collaborazione con il personale medico presente sul posto: attivare un corso base di primo soccorso e rifornire alcune aree di kit di emergenza di Primo Soccorso corredati di tutto il materiale occorrente; garantire ai pazienti malati di patologie croniche di accedere alle giuste terapie rispettando i tempi, dosi e qualità dei farmaci. Non era la prima volta che Greta e Vanessa si recavano in Siria.

Nel marzo 2014 il loro primo viaggio, raccontato sul profilo Facebook del progetto. Un sopralluogo svolto da assieme a Roberto Andervill, socio IPSIA. "Atterrati in Turchia – si legge -, siamo stati accompagnati da una guida siriana nella sua terra, di preciso nelle zone rurali di Idleb, a sud ovest rispetto ad Aleppo. Durante questa prima visita si è cercato di instaurare un primo rapporto con la popolazione locale, al fine di capire le vere necessità e visitare i luoghi coinvolti nel progetto. In particolar modo sono stati visitati i due centri di Primo Soccorso di B. e H., dove c’è stata la possibilità di rilevare le principali problematiche nell’ambito dell’assistenza medica: carenza di personale adatto e di materiale essenziale per condurre assistenza sanitaria di base e di emergenza. Durante questa missione siamo stati sempre accompagnati e scortati da personale locale, con un alto grado di sicurezza".

Commenti

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  1. Scritto da Luca Lazzaretti

    A quelli che guardano del tutto indiferrenti le tragedie del mondo, io preferisco di gran lunga quelle che si mettono in gioco e le invidio pure perchè io la forza o il coraggio non ce l’ho…e se anche lo stato devesse pagare per liberarle penso siano soldi spesi bene, se penso ai rimborsi dei consiglieri regionali lombardi..mannaggia!

  2. Scritto da sascha

    Che coraggio hanno le ragazze ad attivarsi in quel martoriato paese! Risollevano il morale di noi spettatori delle disgrazie altrui, ahinoi troppo comodamente seduti.

    1. Scritto da Ermes

      E tu allora cosa aspetti ad alzare il sedere dalla sedia ed andare ad alleviare le disgrazie altrui?

  3. Scritto da dancar

    ma cosa vanno a fare !? sanno che è molto rischioso, che stiano a casa !

    1. Scritto da rischio e rischio

      è la stessa cosa che penso di chi fa l’autostrada per andare a Milano, e poi si schianta… sanno che è molto rischioso. E i morti sulle strade sono quasi 4000 all’anno, una vera guerra !!!

      1. Scritto da Ermes

        il paragone più demenziale che che abbia mai letto

      2. Scritto da dancar

        hai ragione, sono rischi differenti. la cosa in comune è che chi li corre è incosciente.

  4. Scritto da oscar

    e io pago

    1. Scritto da riscatto

      Penso che intendesse: per farle liberare dovremo pagare un bel riscatto.

    2. Scritto da Narno Pinotti

      Mi faccia capire: vent’anni a dire “aiutiamo i popoli a casa loro” e poi, se qualcuno va a casa loro ad aiutarli, non va bene?

    3. Scritto da umberto

      Ma che vuol dire e io pago? Da un po’ di tempo a questa parte, in qualsiasi discussione, quando non si hanno argomenti, si tira in ballo questa frase……..

    4. Scritto da mario59

      Prima di dire io pago informati almeno se l’organizzazione è finanziata o meno dal governo Italiano, dopo di che, spero che non tocchi mai a te o a un tuo famigliare o parente, perchè in tal caso diresti ancora e io pago e lo stato ha il dovere di intervenire per riportare a casa i miei congiunti.