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A Piario rivivono i momenti più intensi de “I Promessi sposi”

Venerdì 8 agosto a Piario l’appuntamento è con Gabriele Laterza e Giuliano Todeschini che, nell’ambito del progetto “Parole note”, propongono uno spettacolo di letteratura e musica per riviviere i momenti più intensi de “I promessi sposi”.

Venerdì 8 agosto a Piario l’appuntamento è con Gabriele Laterza e Giuliano Todeschini che, nell’ambito del progetto “Parole note”, propongono uno spettacolo di letteratura e musica per riviviere i momenti più intensi de “I promessi sposi”.

L’esibizione avrà inizio alle 21 e si terrà nella locale chiesa parrocchiale. Nell’occasione vengono proposte alcune delle pagine più dense di significato del celebre romanzo di Alessandro Manzoni: l’addio ai monti da parte di Lucia, dopo il fallimento del tentativo di celebrare il matrimonio con Renzo; il sogno tormentato di don Rodrigo, alla fine del quale il potente signorotto scopre di essere malato di peste; lo struggente ultimo saluto della madre di Cecilia alla sua bambina appena morta; la notte drammatica dell’Innominato che, ad un passo dal suicidarsi, coglie la possibilità di un’altra vita. E se il cuore di don Rodrigo si mostra privo di sentimenti e sembra incapace di pianto, vediamo o cogliamo le lacrime di Lucia, della madre di Cecilia, dell’Innominato. Lacrime che vengono rivolte ad un Cielo che viene sentito come misteriosamente lontano dal pur cattolicissimo Alessandro Manzoni, che proprio per questo nel suo capolavoro propone i grandi interrogativi di sempre: che senso ha il dolore?, perché Dio sembra lontano non solo dai malvagi, ma anche dai giusti? Di fronte a questa angosciose domande, Manzoni offre, col personaggio di Lucia, coprotagonista dell’episodio dell’Innominato, centrale per l’intreccio, l’unica risposta possibile: occorre essere misericordiosi col prossimo: occorre saper amare, ocorre saper perdonare.

Solo così la vita acquista senso, anche se dolorosa, anche se il cielo è o sembra lontano. La voce recitante di Gabriele Laterza, ideatore del progetto “Parole note” e dello spettacolo, dialoga o si alterna o è sottolineata dalla musica scelta ed eseguita da Giuliano Todeschini. Saranno quindi proposti composizioni e commenti di J.S. Bach, che, coerentemente con le pagine manzoniane, esprimono il tema dello spettacolo. La scelta di musiche bachiane è dettata da una ragione stilistica: proporre uno stile musicale molto definito e di un unico autore in rapporto all’opera letteraria ed esplicitare il profondo legame tra musica e fede. Questi elementi, rappresentati dai quattro diversi preludi che introducono e caratterizzano gli episodi raccontati, così come i più brevi momenti musicali che interagiscono e commentano la recitazione di alcuni passi toccanti delle pagine manzoniane, vogliono essere una simbiosi artistica: “parole e musica” che, varcando i confini del tempo, si propongono come mezzo efficace e raffinato, per aspirare a quel “cielo” verso cui tende il nostro animo alla ricerca del “sublime”.

È possibile avere ulteriori informazioni consultando il link http://gabrielelaterza.altervista.org

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