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In Bergamasca salta il pensionamento per 50 insegnanti

Il Decreto pubblica amministrazione boccia la “quota 96”, il parametro che permetteva a 4 mila docenti di andare in pensione. In Bergamasca sono così rimasti beffati 50 insegnanti ormai prossimi all'abbandono della scuola.

Sono una cinquantina gli insegnanti in Bergamasca che alla soglia della pensione dovranno invece risalire in carica. È la conseguenza della bocciatura della quota 96 alla commissione Affari costituzionali che sbloccava 4 mila pensionamenti nella scuola.

“A meno di un mese dall’inizio delle scuole, chi si apprestava a lasciare il lavoro viene bruscamente costretto a modificare i suoi progetti di vita – afferma Vincenzo d’Acunzo, segretario generale di Cisl Scuola Bergamo –. Assistiamo ancora una volta ad un errore della conoscenza del termine di lavoro per il personale della scuola. Se l’allora Ministro Elsa Fornero avesse accettato di dialogare con la Cisl scuola sicuramente gli avremmo spiegato l’incongruenza della sua legge: è assurdo da ministro, non sapere che per il personale della scuola il termine dell’anno scolastico è ad agosto e non a dicembre. Ma quando la politica si muove con pretese di autosufficienza, i risultati purtroppo non possono essere che questi. La cinquantina di insegnanti che lavorano in Bergamasca e che sono interessati di questo cambiamento di rotta non sono in pensione, ma è pur vero che non si può comunicare a chi avrebbe maturato i tempi per accedere alla pensione, venga beffato all’ultimo mese comunicandogli che dovrà restare al lavoro ancora per altri anni. È paradossale ed ingiusto”.

Commenti

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  1. Scritto da Leila

    Comodo sputar sentenze…Provare per credere quanto è bello e pieno di soddisfazioni passare il tempo( poco o tanto che sia! Vi assicuro sempre troppo…) con i ragazzi di oggi…sempre più maleducati e per niente interessati! Questo perché vedono la scuola solo come un obbligo e non un’opportunità, sostenuti da famiglie ( se così si possono chiamare…) composte da genitori presi da tutto tranne che dai propri figli…La scuola è considerata un comodo parcheggio gratuito…

    1. Scritto da Damiano

      I genitori sono i primi responsabili, non c’è alcun dubbio. Poi ci sono scuole dove si comprendono meglio le esigenze individuali o collettive di bambini del 2000 nativi digitali, e altre scuole invece no! Ci sono scuole che (grazie alla maestra appassionata di informatica) fanno usare bene il computer: è mai possibile che sia questa la motivazione per una scuola più o meno all’avanguardia? La maestra appassionata di una materia? Vede, anche a noi tocca prendere quel che c’è dalla scuola!

  2. Scritto da Egisto

    Bene ha fatto il governo a ritirarlo ma non per problemi di copertura bensì per problemi di equità. Se proprio si vogliono creare nuovi posti di lavoro a spese della collettività , creando discriminazioni non tollerabili (sbagliatissimo) almeno prepensionate chi fa il minatore, il muratore o lavora in fonderia !!

    1. Scritto da Paolo

      Ineccepibile!

  3. Scritto da baz

    poveri. Dovranno ancora fare 9 mesi (gli ultimi 3 sono ferie in omaggio per buon condotta, come tutti gli anni) lavorando le loro belle 20 ore a settimana, senza rendere conto a nessuno di quello che fanno ogni giorno. veramente disperati.

    1. Scritto da Narno Pinotti

      Le cedo il mio posto per un anno, e prendo il suo. Così parlerà, almeno una volta, di cose che sa. Ci sta?

      1. Scritto da Damiano

        Prof. Pinotti, deve anche ammettere che non tutti gli insegnanti sono uguali… Ho già scritto da un’altra parte che se alcune materie (tipo informatica o musica) vengono insegnate alla scuola primaria con maggiore o minore intensità, in base all’inclinazione, alla passione o all’umore della maestra, c’è qualcosa che non va… La Montessori sosteneva il contrario: dovrebbero saper interpretare le qualità dei bambini e svilupparle, non omologarli tutti uguali a un programma!

        1. Scritto da MAURIZIO

          Nella scuola burocratica amata e governata dai politici, il desiderio di insegnare del professore e la passione a sapere dello studente non si incontrano più. Sono stati scientificamente sostituiti dai programmi, dalla valutazione ossessiva di qualunque atto e dalle competenze. Queste ultime, si riferiscono non alle qualità personali persona, ma ai suoi punteggi e ai suoi titoli. Cioè al nozionismo vuoto e ripetitivo.

          1. Scritto da Damiano

            Giusto! La cosa sconcertante e vergognosa, è che chi pratica simili aberrazioni sulle nuove generazioni ha posto e stipendio assicurati, magari da un diploma magistrale di 40 anni fa… invece i giovani di oggi, danneggiati da questa miope e arretrata scuola, faranno pure fatica a campare…. Meglio poveri, ma onesti!!!!

  4. Scritto da buffon de buffonis

    Le bugie hanno le gambe corte…e questi cialtroni vogliono riformare la costituzione col pregiudicato Berlusconi!!!un applauso a chi li vota!!!

  5. Scritto da MAURIZIO

    Capisco la disperazione dell’impiegato statale costretto a ripetere la sua eroica routine per qualche anno ancora. Che ingiustizia! Coraggio, resistete contro leggi così spietate. Pensate al 27 del mese, alle ripetizioni in nero, alla malattia un filino prolungata e cortissime ferie con le ciabatte e la pancetta al sole.

    1. Scritto da Narno Pinotti

      Più leggo i suoi commenti e più capisco perché lei difenda a spada tratta l’anonimato.

      1. Scritto da MAURIZIO

        1. le lezioni private possono costare al massimo 30 euro all’ora 2. la tassazione è del 30% 3. la famiglia detrae fiscalmente il costo della lezione 4. è vietato fare lezione agli studenti dell’istituto scolastico dove l’insegnante esercita 5. la scuola garantisce una consulenza psicologica per valutare la necessità delle lezioni.
        Sa perché il suo brillante sindacato non propone una legge cosi? Perché non siete persone coraggiose e moderne. Volete la routine statale e la pensione.

      2. Scritto da MAURIZIO

        La gente come lei ha trasformato la scuola in un ufficio di collocamento per laureati senza talento. Gli ottimi docenti che ancora insistono, insegnano nonostante l’inutile sistema burocratico delle competenze che gli studenti sbeffeggiano.
        Chiunque affermi queste ovvie banalità a viso aperto nella scuola diventa il bersaglio dei querulomani paranoici di cui l’amministrazione pubblica straordinariamente abbonda. Q

  6. Scritto da domanda...

    La proposta in questione, vale solo x gli insegnanti o x tutto il personale scolastico? Non mi risulta che le segreterie chiudano da giugno a settembre e, se è x questo, nemmeno gli insegnanti. Da sempre lamentano che, tra scrutini e riunioni varie, propedeutiche all’organizzazione dell’anno scolastico, non è vero che si fanno tre mesi di ferie. Concordo con loro, ma allora… Vogliamo tenere in considerazione anche i diritti dei raccoglitori di pomodori o dei camerieri stagionali?

  7. Scritto da cioccolatai

    La deroga alle norme previdenziali in vigore, proposta dal governo per il personale scolastico comporta costi non coperti dal punto di vista finanziario, come previsto dall’art. 81 della Costituzione. Non è questione di predominanza della politica sui burocrati del MEF, ma della totale inadeguatezza dei politici al governo ai problemi da loro stessi creati. Sono gli stessi, la medesima maggioranza parlamentare che ha approvato la riforma Fornero.

  8. Scritto da equità?

    Secondo il censimento INPS, gli aventi diritto sono 9000, non 4000. Il prepensionamento limitato a 4000 introdurrebbe ingiustizia non solo nel confronto con gli altri lavoratori, ma anche nell’ambito del personale scolastico. Cioccolatai.

  9. Scritto da equità?

    Fatico a capire i termini del problema. Si parla di quota 96, nel 2011 raggiungevo quota 98 e maturerò il diritto alla pensione solo nel 2015, con quota 102 e rotti. Tutti, sono stati obbligati a modificare i propri progetti di vita dalla legge Fornero, sostenuta dalle stesse forze politiche che attualmente ci governano attraverso il patto del nazareno e che adesso vorrebbero modificarla x il solo personale della scuola. Cioccolatai.

    1. Scritto da equità!

      Mica solo lei. Anche nella scuola con quota 98 e oltre, chi non aveva il minimo di età,60 anni, e il minimo di anzianità, 35, non se n’è andato. Dem, non prendiamoci per i fondelli