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Protestano le biblioteche “La Regione ci taglia 300mila euro di contributi”

"Hanno tagliati i fondi regionali delle biblioteche bergamasche". La denuncia arriva dalla Conferenza dei sindaci del Sistema Bibliotecario dell'area di Dalmine, che dovrà fare a meno dei 300mila euro che il Consiglio Regionale - con la seduta del 29 luglio scorso - ha negato cancellando il contributo perché "non rientra più tra le priorità della Giunta".

"Hanno tagliati i fondi regionali delle biblioteche bergamasche". La denuncia arriva dalla Conferenza dei sindaci del Sistema Bibliotecario dell’area di Dalmine, che dovrà fare a meno dei 300mila euro che il Consiglio Regionale – con la seduta del 29 luglio scorso – ha negato cancellando il contributo perché "non rientra più tra le priorità della Giunta".

Ecco il comunicato dei sindaci del Sistema Bibliotecario dell’area di Dalmine.

 

"I Comuni sono stati lasciati soli: molte responsabilità, nessun sostegno. Per il 2014 Regione Lombardia aveva promesso un contributo di 300.000 euro per supportare la nuova rete provinciale bergamasca, ma a conti fatti non arriverà nulla. Siamo delusi: cercheremo ovviamente nuove soluzioni, di certo niente tessera a pagamento per i cittadini". Nel maggio 2013 la Provincia di Bergamo ha deciso di dismettere la gestione dei servizi bibliotecari di catalogazione, gestione del software e interprestito, quest’ultimo vero e proprio fiore all’occhiello della realtà bergamasca. Per mantenerli in vita, le biblioteche bergamasche nell’ultimo anno si sono perciò convenzionate in una nuova rete provinciale e ciascun Comune – già in difficoltà a far quadrare i bilanci – ha dovuto mettere mano al portafoglio, versando 0,30 euro/abitante per il funzionamento dei servizi bibliotecari e impegnandosi a investire ogni anno come minimo 1 euro/abitante per riequilibrare l’impegno agli acquisti librari. Il difficile lavoro di coordinamento tra i cinque Sistemi bibliotecari – svolto dai comuni in modo autonomo e dalle conferenze dei sindaci dei sistemi bibliotecari coinvolti – è arrivato a produrre negli ultimi mesi risultati insperati. Gli Enti superiori, Provincia e Regione Lombardia, hanno supportato poco o per nulla questa importante e complessa fase di transizione. La Provincia di Bergamo ha comunque garantito due operatori per supportare la società esterna scelta dai Comuni per continuare a fornire il servizio di interprestito – quasi mezzo milione di volumi trasportati ogni anno – fino al termine delle procedure di gara. Dal canto suo Regione Lombardia, sin dal luglio 2013, ha sempre ribadito l’intenzione di sostenere i Comuni bergamaschi nella fase di start-up della nuova rete provinciale, attraverso un contributo di 300.000 euro. Questo sarebbe andato a coprire i costi dei servizi bibliotecari per l’anno 2014, dando respiro ai Comuni e riconoscendone soprattutto l’impegno. Questa posizione è stata più volte ribadita dall’Assessore alle Culture Cristina Cappellini di fronte ad organi di stampa, a un gruppo di Sindaci leghisti e addirittura in risposta ad una precisa interrogazione di Consiglieri regionali del PD. “I soldi ci sono, possiamo ufficializzarlo (300.000 euro per il sistema bibliotecario di Bergamo). Il finanziamento non è stato inserito nel bilancio di previsione 2014 ma a giugno (luglio) con l’assestamento di bilancio riusciremo ad averli” si leggeva nel marzo scorso. Nella seduta del Consiglio Regionale del 29 luglio 2014, tuttavia, è arrivata la doccia fredda: in fase di approvazione dell’assestamento di bilancio, infatti, questo contributo non è stato confermato poiché non rientra più tra le priorità della Giunta regionale.

Come Conferenza dei Sindaci del Sistema bibliotecario dell’area di Dalmine siamo rammaricati e delusi per questa mancata promessa, ma ancor di più siamo sbalorditi nel constatare che ingenti fondi restano assegnati ad altri bandi regionali dedicati alla cultura e anche ad iniziative per ridefinire l’assetto istituzionale di Regione Lombardia. Stupisce notare che Regione Lombardia progetti in maniera futuristica, dimenticandosi della rete basilare che la costituisce: si punta in alto, trascurando le strutture – come le biblioteche – che quotidianamente costruiscono l’essenza della nostra Regione. Si prospettano innovazioni in vista dell’imminente EXPO, ma non si finanziano le realtà che costituiscono il nostro tessuto culturale. I nostri Comuni si sentono lasciati soli: siamo l’ultimo anello della catena, su cui ricadono tutte le responsabilità e i doveri. Ma non ci daremo per vinti: continueremo comunque a rimboccarci le maniche e a organizzare con le nostre energie i migliori servizi possibili per i cittadini, di cui condividiamo interessi e aspirazioni più di quanto non riescano a fare gli Enti superiori. In tutto questo il Sistema bibliotecario dell’area di Dalmine – per difendere il prioritario accesso alla libera lettura per l’anno 2014 – si è visto costretto a “tagliare” le iniziative culturali, destinando parte del proprio bilancio alla riduzione della quota che ogni Comune deve versare per il mantenimento dei servizi bibliotecari, senza tuttavia gravare ulteriormente sulla cittadinanza. Per il futuro stiamo ipotizzando diverse soluzioni – dal supporto di sponsor a una più stretta collaborazione tra i Sistemi bibliotecari – ma escludiamo categoricamente il ricorso a una tessera a pagamento per gli utenti, proposta già all’inizio del 2013. Riteniamo infatti che il servizio bibliotecario debba rimanere di libero accesso, non vincolato da una quota a pagamento che finisca per essere un deterrente all’accesso alla lettura. Il Sistema Bibliotecario dell’area di Dalmine auspica di trovare una posizione comune con le altre realtà bibliotecarie bergamasche e invita gli Enti superiori a mantenere vivo il confronto su questo delicato tema.

La Conferenza dei Sindaci del Sistema Bibliotecario dell’area di Dalmine

Commenti

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  1. Scritto da Giamba

    Ci sono biblioteche di paesini con 2 dipendenti e 2 stipendi (pubblici) per 10 utenti al giorno!!!!! Non sono leghisti, i radical-chic dietro il bancone delle biblioteche… Macchina pubblica VERGOGNOSA!!!

    1. Scritto da wiw

      Beh, se così fosse cosa facciamo? Azzeriamo, come ci viene detto? Veramente GENIALE. vediamo se la sua è anche sinonimo di “leghista” in tema di parla di libri

      1. Scritto da Però...

        Tra il bianco e il nero ci sono tante sfumature di grigio: ogni commessa di negozio privato può tranquillamente servire 50 clienti quotidiani da sola. Come mai nel pubblico non è richiesta tale efficienza? Basta un solo bibliotecario, per 10-20-30 utenti… Mica deve affettare, spolpare, confezionare i libri… deve soltanto consegnarli e se non ci sono, ordinarli al circuito delle biblioteche….

    2. Scritto da dove?

      dimmi quali sono !

      1. Scritto da Giamba

        Pradalunga

        1. Scritto da ti rispondo

          Pradalunga fa 4445 abitanti, quindi ( escluso gli analfabeti) almeno 3000 utenti. Quindi una biblioteca è il minimo indispensabile per fare cultura. Se poi preferiscono prendere la tessera dell’Atalanta e seguire il Belotti, piuttosto che la tessera della biblioteca, peggio per loro: l’articolo 9 della Costituzione promuove lo sviluppo della cultura, non del calcio…. e non è obbligatorio rimanere ignoranti. Comunque dubito che a Pradalunga ci siano solo 10 utenti

          1. Scritto da Giamba

            “L’articolo 9 della Costituzione promuove lo sviluppo della cultura, non del calcio…. e non è obbligatorio rimanere ignoranti.” Non è nemmeno obbligatorio creare stipendifici pubblici a casaccio, perché poi il Paese Italia va a finire come stiamo vedendo. Ci sono signore biblioteche a Nembro e ad Albino, l’uzzolo e la comodità di averne una per 3000 (potenziali) utenti, abbia almeno la parsimonia del personale .

        2. Scritto da tonante

          Mi dispiace per Pradalunga , ma ti assicuro che ci sono altri paesi che ne usufruiscono in maniera superiore .
          In questi giorni sono andato a quella di Brembate sopra e i bibliotecari sono indaffarati (quasi sempre) con gente che va e viene ,insomma se si dovesse fare una media sono sicuro che il servizio sarebbe più che meritevole di proseguire su questa strada.Poi a quello di Ambivere ne vedo sempre una di bibliotecaria quindi…….

  2. Scritto da Luigi

    Regione e provincia sono della Lega. Non credo sappiano nemmeno cosa sia un libro.