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Facciamo Quadrato: “Impariamo a leggere le etichette dei prodotti”

L'associazione "Facciamo Quadrato" di Bergamo che si occupa di promuovere l’etica - in particolare nel mondo nel lavoro e nell’ambito delle relazioni commerciali - ha promosso un incontro per conoscere alcuni cardini della filiera della produzione di carne di maiale, vino e olio.

Assaggiare un piatto e conoscerne la provenienza degli alimenti che lo compongono. Una sfida? No, una necessità per l’associazione "Facciamo Quadrato" (clicca qui) di Bergamo che si occupa di promuovere l’etica nel mondo del lavoro e nell’ambito delle relazioni commerciali. Proprio su questo fronte, l’associazione ha promosso nei giorni scorsi l’incontro: "Etica alimentare: pareri a confronto" per conoscere alcuni cardini dell’alimentazione, come per esempio carne di maiale, salumi, vino e olio.

Alla serata, che si è svolta al ristorante Da Mimmo in Città Alta, ha partecipato Elio Martinelli, presidente di Assosuini (associazione nazionale degli allevatori del settore suinicolo) che ha portato la sua testimonianza su ciò che significa allevamento nel rispetto delle regole di eticità. Un specifico approfondimento è stato dedicato alle problematiche della filiera dei salumi, puntualizzando la necessità di giungere alla marcatura della carne suina veramente nata, allevata e macellata in Italia.

Non a caso questo argomento è ai primi posti nell’agenda del neoministro delle politiche agricole Maurizio Martina. Significativo che nella giornata dopo l’incontro in Città Alta il Presidente Elio Martinelli sia partito per Roma proprio per partecipare ad un tavolo ministeriale sull’argomento.

L’evento organizzato da Facciamo Quadrato ha rivolto massima attenzione anche alla necessità che il consumatore sappia “leggere” in modo facile ed efficace le etichette dei prodotti – siano essi vino, olio o altri prodotti alimentari – quindi l’esigenza da parte del mercato di fornire la migliore trasparenza nelle informazioni.

Commenti

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  1. Scritto da Daniele

    Iniziativa lodevole, che però si scontra in alcuni casi con una legislazione che favorisce situazioni al limite della truffa alimentare, è il caso ad esempio dell’olio extravergine di oliva abitualmente in vendita nei supermercati… secondo legge, è possibile raffinare e rettificare olio lampante e altri scarti disgustosi della produzione olearia, miscelarla con percentuali risibili di olio vergine e vendere il prodotto come extravergine a prezzi stracciati. Semplicemente assurdo.

  2. Scritto da anna

    IN un supermercato un signore che lavorava in una indudtria alimentare mi ha mostrato il codice stampato sulle confezione del latte che stavo acquistando dal quale risultava rilavorato in base ai numeri mancanti. Perche’ questo non deve essere chiaro per tutti in modo che tutti possano acquistare consapevolmente?

    1. Scritto da Daniele

      Anna, questa è una bufala, e mi stupisce il fatto che il signore che gliel’ha raccontata lavori in una industria alimentare, perché altrimenti saprebbe che il numero stampato sui cartoni del latte a cui si riferisce costituisce un codice di tracciabilità. Non è vero nulla, il latte scaduto viene smaltito, è capitato, è vero, che venissero scoperti traffici di prodotti caseari “riciclati”, ma si trattava di situazioni di illegalità, non di una prassi industriale!