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Boom per Mutuo flessibile e 1000 clienti in più La Popolare: serve fiducia

I dati della semestrale sono buoni per Banca Popolare di Bergamo, ma ci sono dei numeri che permettono di guardare oltre l'attività bancaria: un milione e 400 mila euro di moratorie. Il direttore Ranica: “Segno della fiducia nelle aziende e nella loro ripresa”.

Ci sono le percentuali che sono buone, la racconta più che positiva, le sofferenze che per la prima volta dall’inizio della crisi del 2008 scendono. Ma c’è un dato della Banca Popolare di Bergamo che più di tutti fa da termometro per verificare lo stato di salute delle imprese: un milione e 100 mila euro di crediti deteriorati alle imprese. Da fine 2013 la componente dei crediti deteriorati netti, pari a 1,451 miliardi di euro (corrispondente al 7,71% dei crediti netti verso la clientela), ha espresso nel periodo una contrazione di 29,1 milioni di euro (-2% circa), da attribuire al calo degli incagli, delle posizioni ristrutturate e di quelle scadute, parzialmente compensato dall’aumento delle sofferenze, principalmente dovuto a posizioni rivenienti dal comparto degli incagli. Si segnala inoltre, rispetto all’esercizio 2013, un rallentamento della dinamica dei flussi di credito da bonis a deteriorati.

“Osservando bene questo dato e aggiungendo i trecento milioni di sofferenze alle famiglie si può capire che abbiamo di fatto ridato fiato alle imprese bergamasche e privati per 5.700 finanziamenti – afferma Osvaldo Ranica, direttore della Banca Popolare di Bergamo –. Ci sono dei parametri da analizzare quando si rifinanzia un debito, ma non si deve dimenticare la forza e la storia di aziende che possono superare questa situazione di crisi e incentivarle a credere”.

E c’è di più. In soli sei mesi la Popolare ha organizzato incontri per incentivare l’export con 653 aziende nella politica di “Go to world”.

“Se solo riuscissimo ad affacciare sull’estero un decimo di queste aziende che abbiamo incontrato saremo molto soddisfatti” aggiunge Ranica. “Bisogna poi guardare con altri occhi anche certe sofferenze o incagli per le aziende, mai dimenticare che occupano centinaia di persone su cui gravano altrettante famiglie” aggiunge Giorgio Frigeri, presidente di Banca Popolare. Ci sono poi altri dati che spingono la Popolare ad essere la punta di diamante del Gruppo Ubi: mille clienti in più nella sola bergamasca in sei mesi e altri tre mila fuori provincia. E poi il successo del Mutuo Flessibile che ha spinto all’insù del 47% i finanziamenti della banca.

La situazione patrimoniale ed economica a fine giugno 2014 evidenzia un utile netto di 91 milioni di euro (più 5 milioni sul dato del primo semestre 2013). A fine semestre il risultato della gestione operativa, pari a 209,3 milioni di euro, esprime una crescita del 3,6% rispetto al giugno precedente.

Hanno contribuito a tale risultato sia la tenuta dei proventi operativi ed euro 428,9 milioni (+0,5%) determinata dalla buona dinamica delle commissioni nette (+7,2%, più 12,6 milioni) e degli altri proventi e oneri di gestione (+1,3 milioni), compensata dalla diminuzione del margine d’interesse (-1,8%, -4,1 milioni) e del risultato dell’attività di negoziazione, copertura e cessione crediti (-7,6 milioni) ed i contestuali risparmi negli oneri operativi (-2,3%), con le altre spese amministrative diminuite del 4,3% a 86,9 milioni e le spese per il personale scese dello 0,9% a 129,3 milioni di euro. Con riferimento agli aggregati patrimoniali, a fine semestre gli impieghi alla clientela si sono attestati a 18,8 miliardi di euro con una sostanziale stabilità rispetto a dicembre 2013. Il rapporto sofferenze nette/impieghi netti è passato al 3,97% dal 3,37% di fine dicembre 2013 – rimanendo peraltro ancora ben al di sotto del 4,36% del sistema bancario registrato a maggio – il rapporto incagli netti/impieghi netti si è invece ridotto al 2,66% dal 3,11% di fine anno scorso.

La raccolta totale a fine periodo si è attestata a 45,2 miliardi di euro con una crescita di 1,8 punti percentuali del semestre. Più in particolare, la raccolta diretta da clientela ammonta a 16,1 miliardi di euro e raggiunge 20 miliardi (+4,8% nei sei mesi) se si includono i prestiti obbligazionari emessi dalla Capogruppo e collocati dalla Banca (per complessivi 3,9 miliardi di euro circa). La raccolta indiretta da clientela ordinaria (al netto dei PO UBI collocati dalla Banca) ammonta a 25,2 miliardi di euro, suddivisi fra “risparmio gestito” e “polizze vita” per 13,4 miliardi di euro (+3,6%) e “raccolta amministrata” per 11,8 miliardi (-4,6%). Il patrimonio e i coefficienti di vigilanza al 30 giugno 2014 sono stati calcolati applicando la nuova normativa Basilea 3, in vigore dalle segnalazioni di vigilanza al 31 marzo del corrente anno, che ha determinato significativi impatti in ambito rischio di credito e patrimonio di vigilanza, oltre al venir meno dello sconto del 25% per le banche appartenenti a gruppi bancari italiani previsto da Basilea 2.

A fine giugno il rapporto fra il capitale primario di Classe 1 ed il totale delle attività di rischio ponderate risulta pari al 18,73%. Medesima percentuale per il rapporto capitale di Classe 1 ed il totale delle attività di rischio ponderate, data l’assenza di capitale aggiuntivo.

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