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Tentorio: “Programma scarso, non chiamatela più Festa di Sant’Alessandro”

La lista Tentorio critica pesantemente il programma proposto dall'amministrazione comunale per la festa del patrono Sant'Alessandro.

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La lista Tentorio critica pesantemente il programma proposto dall’amministrazione comunale per la festa del patrono Sant’Alessandro.

Abbiamo fatto un’accurata analisi delle diverse iniziative che vengono oggi raccolte impropriamente sotto il nome di “Festa di Sant’Alessandro”, ma che sfrondate da visite guidate, aperture straordinarie, o convegni ed altre attività routinarie che si svolgono anche in vari momenti dell’anno, si riducono di fatto a un concerto bandistico e ad un monologo teatrale e ci domandiamo la ragione dell’improvvisa cessazione che costituivano ormai una seguitissima tradizione cittadina. Qualora si invocasse un problema di costi/benefici, si osserva che a fronte di costi relativamente contenuti (somme già disponibili anche per il 2014) gli eventi collegai nella festa di Sant’Alessandro avevano raccolto negli anni un crescente consenso e un’adesione entusiasta stimabile in termini di migliaia di cittadini. Cosa che nessun evento di divulgazione culturale e di festa è stato altrimenti capace di fare sul territorio.

Riguardo in particolare ai costi, al netto del contributo Ubi Banca di 30 mila euro e dei contributi di altri sponsor per 10/15 mila euro, l’onore per le casse comunali si è aggirato nei vari anni da cinquemila agli ottomila euro, ma con un ritorno di presenze, di attenzione e di richiamo turistico di grandissimo livello. Per di più l’assenza di attenzione alle date degli eventi, previsti in giorni nei quali la città è piuttosto spopolata, parla di una certa disattenzione alle tradizionali esigenze della cittadinanza. La festa così come era congegnata, nella sua prima edizione dell’agosto 2010 e poi consolidata nei tre anni successivi con continue novità nella parte teatrale della rievocazione e nel programma, rispondeva perfettamente ad un servizio pubblico che un’amministrazione è tenuta a svolgere, ossia favorire la massima partecipazione della cittadinanza agli appuntamenti identitari e storici come quello della celebrazione del santo patrono della città. Cosa che Bergamo ha fatto per secoli, che colpevolmente non avveniva più negli ultimi decenni e per la quale si profila un nuovo tramonto. La comunità viene inoltre privata di un seguitissimo momento di stretta ed intensa collaborazione tra l’area religiosa e quella laica della città, cancellando di fatto un evento che mettevain rete non solo la diocesi con l’amministrazione, ma anche l’università, la fondazione MIA, il teatro del territorio. E negando la possibilità di dare agli studenti del nostro ateneo un segnale non solo economico di attenzione attraverso le borse di studio.

Se questo è il primo segnale che la nuova amministrazione della cultura ha voluto emettere, trascurando ogni ragionevole confronto o condivisione preliminare, ignorando anche i propri interessi nel sottrarre al turismo e all’Expo un potenziale appuntamento popolare che se ben gestiti avrebbe valorizzato il territorio, ci troviamo di fronte ad un gesto non solo di indifferenza culturale nei confronti della città, ma anche autolesionista. In nome di queste concrete considerazioni si chiede conto, tra l’altro, della legittimità di continuare a chiamare Festa di Sant’Alessandro qualcosa che non ha alcuna parentela con quella che la cittadinanza riconosce ormai come tale.

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Commenti

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  1. Scritto da Gianni

    Le celebrazioni potevano piacere o no ma di certo hanno avuto in questi anni un grandissimo seguito. Quindi mi chiedo x’ cambiare una cosa che moltissima gente apprezza

  2. Scritto da Tentorio o chi?

    Mi spiace che Tentorio abbia preso queste posizioni ideologiche e culturalmente indifendibili. Purtroppo spiega anche questo perché ha perso, meritatamente.

  3. Scritto da luca

    tentorio amico fraterno di macconi…strano non si dimetta. mi vergogno per loro

  4. Scritto da marco rota

    tentorio, tanto per iniziare, dovrebbe ricordare a macconi il valore della parola data . Macconi aveva giurato di dimettersi da Sacbo se fosse cambiata la giunta. Ora dimentica la parola data. Altro che festa di sant ‘Alessandro, altro che ideali di destra !!!

  5. Scritto da MIRKO Isnenghi

    Pensare che una rappresentazione così sia costata ogni anno circa 50000 euro fa accapponare la pelle. Non importa se c’erano sponsors, quei soldi potevano essere usati per altri scopi ben più nobili e culturali a commemorazione del nostro Patrono. L’unica consolazione che la sfilata negli anni non facesse soste particolari davanti a certe abitazioni come le note processioni religiose di alcuni centri italiani.

  6. Scritto da Non col vento

    Basta scemate, non si Sto arrivando! Se questo santo sia davvero esistito! E Tentorio che mando il suo vice in fascia tricolore ad accogliere la madonna pellegrina si vada a nascondere!

  7. Scritto da Gianluca

    Non entrò del merito del bella / brutta manifestazione, ma prendo atto che come al solito Tentorio ha una lista delle priorità tutta assurdamente sua…

    1. Scritto da Edo

      Scusa vogliamo parlare delle prioritá della nuova giunta? Togliere i braccioli dalle panchine?

      1. Scritto da per forza

        mettere le barriere alle panchine è stato l’atto prioritario del programma elettorale della giunta precedente…un po’ scarso come programma elettorale. Per forza poi ha vinto quello li che è esperto di format televisivi.Non sono stati capaci di contrapporgli niente, salvo le barriere sulle panchine. Va beh che ha vinto comunque la destra…Pure il pd si è tafazzato con questa candidatura.

  8. Scritto da gianni

    Secondo me la rievocazione storica era molto bella e sinceramente non capisco il perchè di toglierla. Forse non era abbastanza chic per la nuova amministrazione

    1. Scritto da che peccato!

      De gustibus. Per me era una PACCHIANATA colossale, con soldi delle tesse di tutti. E assolutamente FALSA storicamente. Un circo chiamato festa patronale.

    2. Scritto da Lilly

      Già, sono più chic il Grande fratello e programmi simili…