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Restauro di 58 opere dell’Accademia Carrara Flop della raccolta fondi

La raccolta fondi per il restauro di 58 opere dell'accademia Carrara non conquista il cuore e soprattutto il portafoglio dei bergamaschi. Il progetto di crowdfounding chiamato “Opera Mia” non ha raggiunto l'obbiettivo di 10 mila euro dichiarato al lancio della campagna. Il 27 luglio, giorno della scadenza, sono stati raccolti 5358 euro, cifra al di sotto delle speranze dei promotori.

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La raccolta fondi per il restauro di 58 opere dell’accademia Carrara non conquista il cuore e soprattutto il portafoglio dei bergamaschi. Il progetto di crowdfounding chiamato “Opera Mia” non ha raggiunto l’obbiettivo di 10 mila euro dichiarato al lancio della campagna. Il 27 luglio, giorno della scadenza, sono stati raccolti 5358 euro, cifra al di sotto delle speranze dei promotori. I soldi donati da 134 sostenitori attraverso il portale Kendoo saranno comunque versati all’accademia impegnata da sempre in importanti lavori di restauro e conservazione delle opere. Si tratta di un’eccezione al regolamento, perché il crowdfounding in tutto il mondo prevede che le donazioni vengano restituite in caso di mancato raggiungimento dell’obbiettivo.

A chi ha deciso di contribuire a “Opera mia” sono stati riservati ingressi gratuiti alla mostra «Riscoprire la Carrara. Mantegna, Bellini, Raffaello e Moroni. Restauri e capolavori in dialogo”, sono stati anche donati gadgets appositamente realizzati. A chi ha versato più di 200 euro è stata data una tessera nominale di ingresso al museo per due persone valida per un anno. “Fin dalla presentazione abbiamo dichiarato che questo progetto era legato prevalentemente al coinvolgimento del pubblico – spiega Mauro Baronchelli, funzionario di Cobe al lavoro per la riapertura dell’accademia -. Il costo per i restauri infatti è di 400 mila euro, quindi l’obbiettivo economico era minimale rispetto alla reale entità del costo sostenuto dall’amministrazione comunale. La conservazione è un settore molto importante e volevamo avvicinare i bergamaschi a questo ambito. Il bilancio è comunque positivo”.

Il crowdfounding sarà uno strumento efficace per l’amministrazione comunale, come dichiarato dal sindaco Giorgio Gori in campagna elettorale? Difficile dirlo per un progetto aperto e sperimentale come “Opera Mia”. Il campanello d’allarme però è suonato.

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Commenti

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  1. Scritto da Sére

    Forse sarà per la crisi, o per fame o per taccagneria, ovvero perché non l’hanno saputo! Io ad esempio lo apprendo solo ora. Certo per parte mia preferisco contribuire tramite l’associazione de gli “Amici della Carrara”, dove tutti lo fanno per scopo di liberalità, evitando di tener impegnati dei funzionari a libro paga del Comune (e/o controllate), che sennò mi parrebbe che una quota del mio contributo si perda in stipendi di pensierosi funzionari addetti al “craufandin”.

  2. Scritto da strano

    strano in un periodo florido come questo non vedere la completa partecipazione dei cittadini…forse hanno preferito convertire i loro investimenti in cibarie…

    1. Scritto da Piero

      Condivido! Si facciano avanti i radical-chic tanto amanti dell’arte, avvezzi alla frequentazione e contemplazione di mostre (perché fa trendy, non perché se ne intendano) e dei caffè letterari: loro di sicuro non subiscono la crisi, sono per la maggior parte intellettuali con posto statale sicuro e immancabile….. Diano loro i fondi….

      1. Scritto da luis

        Piero, dissento, non è assolutamente vero che l’amore per l’arte sia appannaggio esclusivo di radical-chic, e frequentatori di caffè letterari.

        1. Scritto da Piero

          Lo so, l’amore VERO per l’arte non ha ceto! Ma di questi tempi la gente “comune” ha altro per la testa che fare mecenatismo… Si continuano a chiudere ditte e attività, e si pensa per primo a riempire la borsa della spesa… Sono d’accordissimo che l’arte la amano maggiormente i semplici ed i sinceri, non quelli che per moda o ceto “devono” presenziare ad ogni evento culturale!