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Cai, continua la crociata: “Le moto sono un pericolo per gli escursionisti”

Continua la crociata del Cai contro le moto e i quad dopo la petizione che ha raccolto 42 mila firme contro la legge regionale che autorizza i sindaci a dare il via libera allo svolgimento di gare e manifestazioni su sentieri, mulattiere e boschi.

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Continua la crociata del Cai contro le moto e i quad dopo la petizione che ha raccolto 42 mila firme contro la legge regionale che autorizza i sindaci a dare il via libera allo svolgimento di gare e manifestazioni su sentieri, mulattiere e boschi. 

Il Cai è da sempre impegnato nella salvaguardia dell’ambiente montano. Il suo impegno è rivolto anche a garantire una frequentazione sostenibile, cioè una frequentazione che non procuri, o limiti al massimo, i danni all’ecosistema dovuti dall’attività dell’uomo, ricreativa e non. Il traffico motorizzato sui sentieri produce un alto impatto ambientale sulla fauna, sulla flora e sul fondo dei di mulettiere e sentieri che i volontari CAI mantengono faticosamente e senza oneri pubblici (60.000 km di sentieri). Moto e quad rappresentano inoltre un pericolo per gli escursionisti ponendo un problema di sicurezza: chi si muove a piedi si trova ad essere l’utente debole anche sui sentieri. Tutto ciò si trasforma in un disincentivo alla frequentazione non motorizzata della montagna e, quindi, un ostacolo allo sviluppo, alla valorizzazione e alla tutela del territorio montano, oltre al danno ambientale. Da qualche tempo alcune Regioni stanno approvando leggi che, accanto ad alcune misure che vanno nella direzione della tutela delle rete escursionistca e della montagna, contengono norme e provvedimenti che ne favoriscono un uso inappropriato. Nel caso dell’Emilia-Romagna il 26 luglio 2013 la Regione ha approvato la legge regionale n° 14 “Rete escursionistica dell’Emilia-Romagna e valorizzazione delle attività escursionistiche”, che fornisce una definizione di escursionismo che non pone alcuna limitazione concettuale al fatto che esso venga praticato con l’utilizzo di mezzi motorizzati e prevede la possibilità di percorrere i sentieri anche con mezzi a motore, in evidente contrasto con la finalizzazione dei percorsi escursionistici, affermata dalla legge, alla “promozione delle aree naturali … e allo sviluppo sostenibile”. La Lombardia, una regione la cui superfice montana è pari 1.032.322 ettari (dati Uncem, 2011), non è da meno. Il 9 luglio scorso il Consiglio Regionale ha approvato il Progetto di Legge 124 che consente ai Sindaci dei Comuni lombardi di autorizzare lo svolgimento di manifestazioni che prevedono l’utilizzo di mezzi a motore su sentieri, mulattiere e boschi.

Il CAI Lombardia aveva lanciato una petizione on line per invitare i consiglieri a non votare il PDL (oltre 42.000 firme), ma dopo un primo congelamento della proposta che ne rimandava l’esame a dopo le elezioni, lo stesso è stato poi approvato. Tra gli esiti collaterali di questo progetto di legge vi è quello di mettere a serio rischio i boschi di pianura, già assediati e continuamente erosi dalle continue costruzioni. Il problema è nazionale – si estende anche all’uso delle motoslitte nel periodo invernale – i due casi citati sono esemplificativi della situazione. È evidente l’incompatibilità fra escursionismo e motociclismo su terreno comune, che appare un paradosso anche rispetto ai progetti per la promozione e per lo sviluppo del turismo dolce, che richiedono investimenti modesti ma sono realizzabili solo con scelte precise e coerenti. Il nostro paese è percorso da una rete di itinerari di lunga percorrenza di grande valore naturalistico, storico e devozionale, che si appoggia in massima parte sulla rete sentieristica. Le numerose presenze di viaggiatori a piedi, provenienti spesso da altri paesi europei ed extraeuropei, su questi itinerari, dove vengono attivate iniziative imprenditoriali agro-turistiche anche da parte di giovani con possibili futuri sviluppi per l’economia montana, sarebbe fortemente disincentivata dalla convivenza con motociclette e quad. Il CAI dice quindi no al traffico motorizzato indiscriminato sui sentieri di montagna. Tale aberrazione concettuale e giuridica non sarebbe possibile se il quadro normativo nazionale, a cominciare dal Codice della Strada, fornisse una definizione precisa di sentieri e mulattiere, finalizzandoli esclusivamente a transiti non motorizzati. Il CAI sostiene e supporta, ampliandone l’eco, le iniziative dei Gruppi regionali e le proteste degli escursionisti a difesa della rete sentieristica dalla inusitata apertura ai mezzi motorizzati.

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Commenti

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  1. Scritto da luca

    Anche gli escursionisti inquinano e distruggono ecosistemi di flora e fauna.
    PROIBIRE LE ESCURSIONI SUBITO!!!

  2. Scritto da Luca

    Gli scialpinisti con la loro attivita sono un pericolo e un costo elevato per la società per i loro effetti collaterali. Proibire la pratica dello scialpinismo e dell’alpinismo è quanto mai necessario per salvaguardare le numerose vite umane dalle tragedie che ogni anno leggiamo sui quotidiani. Tutti a casa, divieto assoluto di coltivare passioni sportive

  3. Scritto da Luca Lazzaretti

    Non sono ferrato sul tema, ma da anni frequento il L’Alto Adige da Merano in su….mai vista una moto da cross o un quad sui sentieri( magari ci vanno pure..) ho solo visto tantissime persone a piedi o in Mbt..e il turismo in Alto Adige va a gonfie vele grazie agli stranieri…non credo che le moto nelle nostre valli possano portare chissà quale beneficio..io direi di fare come in Alto Adige, non si sbaglia di sicuro.

    1. Scritto da G.Comi

      Parole al vento…del resto ci sarà un motivo per cui in Alto Adige il turismo è una risorsa principe mentre da noi si piange che il turismo non decolla. Questione di mentalità, sensibilità, senso civico tutte cose da crukki …noi invece “an sé bergamasch”. Capirai….

    2. Scritto da roberto

      Vero!questo perchè è severamente vietato!non solo per gare organizzate, ma anche per pubblico circolare. Si è capito che si spende più nella sistemazione di sentieri che nei soldi che portano. E’ giusto creare aree entro le quali possano circolare SOLO enduro e cross. Se mentre cammino arriva un cross (ovvio non a 10 km/h, cosa faccio a piedi? suono il clacson che non ho?). Per le moto esistono le piste. Bergamo ha una tradizione di sport e cultura, non di devastazione!

  4. Scritto da lodovico

    ma… i sentieri montani sono da vivere a piedi in armonia con tutto il contesto… è inopportuno far utilizzare moto sui sentieri montani, portano SMOG, INQUINAMENTO ,PERICOLO, ROVINANO LA QUIETE MONTANA, per le persone e gli animali…inoltre potrebbero crear notevoli danni nei sentieri e non solo… e poi inviterei i motociclisti a vivere “sintonizzarsi” con la montagna con mezzi naturali ..che abbiamo..insiti nel corpo ecc

  5. Scritto da w colognola

    allora basta aerei su Colognola e zone limitrofe , un aereo inquina piu’ di una moto se cade e piu’ distruttivo di una moto è piu’ rumoroso pero’ va’ bene cosi’ l’aeroporto fa’ guadagnare !!!!!!!!!!!!!!!!!!

  6. Scritto da sergio

    che noia questi arrogantoni egoisti del cai che ripetono sempre le stesse cose. in emilia le cose vanno benissimo e poi se le moto danno fastidia ai pedoni basterebbe fare una domenica ciascuno.

  7. Scritto da ma bastaaaa

    E che noia…. sempre la stessa minestra.
    I prossimi commenti saranno: non potrò più camminare in montagna; …… le montagne spariranno; …. asfalteranno i boschi….
    E dalla parte opposta: però le strade che portano ai rifugi vanno bene; …. e le zone disboscate per fare piste da sci??; ma avete visto al Curò??

  8. Scritto da F.P.

    Non seguo più l’Eco di Bergamo perchè troppo ‘di parte’ verso il CAI.
    Ora a malincuore, leggendo questo articolo ‘molto di parte’…dovrò smettere di seguire pure Voi..
    Anche voi come il CAI stà ‘stravolgendo’ la lettura della nuova Legge presentata…

  9. Scritto da cassio

    solite stupidaggini demagogiche: i contributi pubblici li prendono eccome, in emilia i motociclisti ripristinano manutengono e tengono aperti i sentieri per tutti, con tutto lo spazio che c’è e il 70% di sentieri inutilizzati da pedoni basta avere un briciolo di educazione da ambo le parti per convivere senza darsi fastidio, la montagna non ha padroni.

  10. Scritto da edoardo

    “Il CAI dice quindi no al traffico motorizzato indiscriminato” falso! il discrimine è l’autorizzazione del Comune, previo benestare della forestale. il resto sono balle e propaganda. Gli incivili che gireranno in moto per sentieri con o senza autorizzazione ci saranno sempre

  11. Scritto da mario

    penso non vi sia da soffermarsi troppo sul problema. E’ chiaro come il permettere il transito comporti pericolo,disturbo e danno…..

    1. Scritto da Luigi

      Fossi in lei la prossima volta mi soffermerei di piu’, dato che a quanto pare non ha capito che si tratta di manifestazioni organizzate.

      1. Scritto da CASALI CLAUDIO

        sono 30 primavere che faccio enduro e cross credo parlo di Bergamo visto che e terra di tanti tasselati basterebbe che la regione il comune e chi di dovere mettesse a dispozizione un aria dove costruire un pista il ricavato tolte le speze di gestione e dipendenti il ricaato va al comune cosi risorto il problema e si acontenta tutti