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Bergamo agroalimentare piace e vende all’estero: frutta e verdura in testa

Aumenta dell'8,4% l'export di alimenti “Made in Lombardia” nei primi tre mesi del 2014 per un totale di 1,2 miliardi di euro. Bergamo svetta: +10,8% con 130 milioni.

L’Expo 2015 con il suo tema “Nutrire il Pianeta, energia per la vita” si rivela un ottimo slogan per l’export di cibi e alimenti “Made in Lombardia” nel mondo. Le esportazioni sono salite a livello regionale dell’8,4% l’anno, e Bergamo ha fatto di meglio: +10,8% per un valore di 130 milioni 190 mila euro. Se Milano è la provincia che è capofila nell’esportazione dell’agroalimentare con il 27,7% a livello regionale, Bergamo è sul podio al secondo posto. La parte del leone nei consumi dei prodotti lombardi spetta all’Unione Europea che assorbe il 68% dei prodotti e cresce del 9,3% (70 milioni di euro in più), poi i Paesi europei extra Ue (12,1%) e l’America del Nord (8,8%). In un anno crescono anche Asia orientale (+9 milioni) e Medio oriente (+7milioni). Tra i prodotti il cui consumo cresce di più, i formaggi (da 213 a 253 milioni di euro), i pasti pronti (da 93 a 111 milioni), le bevande (da 180 a 193) e frutta e verdura (da 101 a 115 milioni). I dati emergono da uno studio della Camera di commercio di Milano e dell’ente camerale di Monza e Brianza in collaborazione con Coldiretti Lombardia.

BERGAMO ESPORTA CIBI PER ANIMALI, FRUTTA E VERDURA

La provincia bergamasca risulta essere prima per l’esportazione di alimenti destinati agli animali (esclusi i cereali non macinati) rappresentando il 35,9% dell’intero export lombardo. Per alimenti per animali sono da intendersi preparati e mangimi, e tra le aziende segnalate dallo studio della Camera di Commercio di Milano ci sono la Moretti Spa di Spirano e la Prosol Spa di Madone. Bergamo poi è seconda a livello regionale per l’export di frutta e verdura, con il 21,9% (dopo Milano con il 45,2%). Le imprese che si occupano di produzione e di commercio di frutta e verdura in bergamasca sono 495 a queste si devono aggiungere quelle che a livello industriale trattano il commercio con l’estero. 

Le imprese dell’agroalimentare che salgono sul podio, sempre al secondo posto dietro Milano, sono quelle che si producono preparati alimentari. Il comparto occupa il 14,2% (dopo Milano al 25%). 

Per quanto riguarda i prodotti lattieri Bergamo rappresenta l’11% dell’export lombardo, dietro la capofila che è Mantova (18,7%), Pavia (15,3%), Cremona (14,9%), Brescia (14,2%).  

 

LA MAPPA DEL GUSTO LOMBARDO NEL MONDO

I prodotti alimentari lombardi piacciono nel mondo. In particolare carni e salumi piacciono in Germania e Francia (entrambe circa 16 milioni su 111) e Regno Unito (12 milioni), i formaggi in Francia (49 milioni su 253), Germania (42 milioni), Paesi Bassi, Belgio e Regno Unito (tutti e tre sopra i 15 milioni), i pesci in Germania, Medio Oriente e Grecia (tutti e tre sopra i 4 milioni su 32 complessivi), il cacao, tè e caffè nel Regno Unito e Francia (entrambe intorno agli 11 milioni su un totale di 93), frutta e verdura in Francia e Germania (entrambe 21 milioni di euro su 115), i dolci in Francia (5 milioni su 29) e Finlandia (2,7 milioni). Senza dimenticare gli alimenti pronti e quelli per animali.

In questo campo il cibo “made in Lombardy” piace soprattutto agli olandesi (16 milioni su 111 i pasti pronti e 7,7 milioni di euro su 38 il cibo per animali). Mentre vini e bevande sono apprezzate soprattutto negli Stati Uniti (58 milioni di euro su 193), nel Regno Unito e in Svizzera (entrambi circa 18 milioni).

 

 

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