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Albini apre a New York una sede commerciale alla conquista del denim fotogallery

“Il mercato Usa l'ho aperto io nel 1985, oggi assistiamo ad un'evoluzione commerciale per essere sempre più vicini ai nostri clienti” afferma Silvio Albini, presidente di Albini Group, mentre inaugura gli uffici nella Grande Mela.

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Dopo Shanghai e Hong Kong in questi giorni si apre a New York la nuova sede commerciale di Albini Usa del Gruppo Albini.

“No, non la definirei una conquista del West – si appresta a precisare Silvio Albini che guida il gruppo tessile – ma un'evoluzione commerciale. L'apertura al mercato Usa l'avevo seguita personalmente nel 1985, l'ufficio di New York rappresenta invece una base d'appoggio, un punto di riferimento per tutti i nostri clienti. Il Nord America rappresenta un mercato molto importante sia come export diretto, che indiretto. Il consumo dei beni di lusso sta continuando a crescere, in particolare il segmento uomo, creando ottime opportunità di presenza del nostro gruppo”.

Perché avete scelto New York?

“New York è una delle capitali mondiali della moda ed è una vetrina sul mondo. Allo stesso tempo da questa vetrina è possibile osservare meglio tutte le tendenze globali e quindi può stimolarci ancora di più nel cogliere le opportunità di crescita”.

Quali obiettivi si prefigge la nuova sede commerciale negli Usa?

“Puntiamo al miglioramento della penetrazione con i singoli clienti, penso a nomi come Polo, Brooks Brothers, J Crew che già seguiamo, potendo cogliere da vicino e tempestivamente nuove opportunità e una migliore gestione dell'offerta del Gruppo Albini in termini di identità dei singoli brand. Per esempio, vorremmo riuscire a spingere il marchio Albiate 1830 nella West Coast, polo mondiale del denim. Non dobbiamo poi dimenticare che sul mercato americano possiamo seguire anche i nostri clienti europei che negli Usa si presentano con i capi già fatti con i nostri tessuti”.

L'apertura ad Oriente, con Shangai e Hong Kong, vi ha spinti anche a ripensare la vostra presenza negli Usa?

“Non è un ripensamento, ma una strategia già pianificata. L'esperienza ha dimostrato che, soprattutto per un'azienda con una complessità di prodotto come Albini, è fondamentale un rapporto costante e una reattività immediata con i clienti, sia in termini di servizio che di sviluppo prodotto. Inoltre, da questa vicinanza, possiamo migliorare la nostra conoscenza delle esigenze specifiche di un mercato molto variegato. Il concetto di esportazione su questi mercati non è più quello di andare là con il campionario dei propri prodotti, ma essere una presenza stabile e locale, oltre che globale. Sono le nuove esigenze che chiede la nuova frontiera dell'esportazione”.

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