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Pos, professionisti divisi Barricate dagli Artigiani Codacons: niente contanti

E' ormai obbligatorio per commercianti e professionisti dotarsi di Pos: un tema sul quale è sempre più acceso il dibattito, tra i mugugni dei diretti interessati e l'invito del Codacons a rifiutare il pagamento in contanti a chi non si è munito del dispositivo.

Pos sì, Pos no. La battaglia contro l'obbligo di dotarsi del sistema di pagamento elettronico, obbligo in vigore da lunedì 30 giugno, si fa sempre più aspra.

Se da una parte commercianti e professionisti vedono nella norma uno svantaggio, che li sottopone ad elevati costi per l'attivazione e per le commissioni su ogni transazione, dall'altra gli stessi sono “liberi” di non dotarsi del dispositivo elettronico che consente di accettare pagamenti tramite carte di credito, di debito e prepagati visto che, in ogni caso, non verrebbero sanzionati.

Ad intervenire nella diatriba è ora il Codacons che invita tutti i consumatori “a rifiutare il pagamento con denaro contante per spese superiori ai 30 euro, e farsi mandare il conto a casa da esercenti, artigiani e professionisti che in barba alla legge non si sono muniti di apposito Pos, in modo da scegliere in un secondo momento la modalità migliore per saldare il conto”.

Secondo l'associazione dei consumatori “si rischia l'impasse: commercianti, professionisti e artigiani non possono infatti obbligare i clienti a pagare in contanti, ma senza Pos non sarà possibile per gli utenti effettuare i pagamenti con carta di credito o bancomat”.

Nel mondo del commercio il problema della dotazione del Pos è quasi completamente estinto e la novità, piuttosto, riguarda professionisti e artigiani.

“Allo stato attuale – sottolinea il presidente dell'Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili Alberto Carrara – la norma non prevede una sanzione per chi non adempie. L'obbligo non dovrebbe essere considerato in senso assoluto come un dovere di dotare il proprio ufficio di un Pos ma costituirebbe un onere in capo all'impresa o al professionista. Si auspica che, aumentando gli utilizzi, si possa arrivare al più presto ad una drastica riduzione del costo posto a carico del negoziante. Sarebbe stata più opportuna una preventiva rinegoziazione dei costi con il sistema bancario piuttosto che rendere questa operazione obbligatoria. A Bergamo molti studi, in questo momento alle prese con le pressanti scadenze fiscali, hanno optato per dotarsi dello strumento più avanti".

Assolutamente contrario all'obbligo il presidente dell'Unione Artigiani di Bergamo Remigio Villa: “Al momento questa imposizione si pone come l'ennesima complicazione burocratica che, più che avvantaggiare, crea problemi agli artigiani. Il nostro giudizio è assolutamente negativo, a noi non porta alcun beneficio e va contro ogni logica di semplificazione. Inoltre le banche, direttamente o indirettamente, ci farebbero pagare uno sproposito”.

Guardano quasi da spettatori alla questione, invece, i notai:Col Pos avremo poco a che fare – ammette il presidente dell'Ordine di Bergamo Maurizio Luraghi – I nostri sono pagamenti elevati che vanno oltre la disponibilità media dei bancomat. Nel 90% dei casi nei nostri studi si continuerà a pagare tramite i canali tradizionali. In linea generale, comunque, non siamo contrari all'uso del Pos per atti più piccoli e la maggior parte degli studi è pronta. Da cambiare, in ogni caso, c'è tutta la questione legata alle commissioni che rimane un'ingiustizia”.

Per ora rimane un obbligo tra virgolette e la scelta di dotarsi o meno del Pos è a discrezione del singolo professionista – aggiunge Ermanno Baldassarre, presidente dell'ordine degli avvocati di Bergamo – Per qualcuno, ad esempio chi ha a che fare con il privato, può essere strumento utile per il pagamento immediato. Per altri il pagamento continuerà a viaggiare su canali tradizionali, come i bonifici, che permettono comunque la tracciabilità. Il fine è senza dubbio condivisibile, perchè il pagamento più è tracciato e meglio è. Siamo comunque una categoria abbastanza 'dura' nell'accogliere le novità”.

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