Il report di bebeap

La pioggia non ferma il Forest summer fest e l’invasione indie fotogallery

La fortuna che ha baciato le prime due serate del Forest Summer Fest 2014, salvandole dalle infauste previsioni metereologiche, è stata un po' meno clemente con la terza, inaugurata da uno scroscio d'acqua a catinelle che è durato giusto il tempo di far saltare la performance di Beatrice Antolini e di farci entrare in quello stato catatonico in cui solo il fascino delle gocce d'acqua che rimbalzano sul piazzale appena prima di un concerto sanno mandarti.

La fortuna che ha baciato le prime due serate del Forest Summer Fest 2014, salvandole dalle infauste previsioni metereologiche, è stata un po' meno clemente con la terza, inaugurata da uno scroscio d'acqua a catinelle che è durato giusto il tempo di far saltare la performance di Beatrice Antolini e di farci entrare in quello stato catatonico in cui solo il fascino delle gocce d'acqua che rimbalzano sul piazzale appena prima di un concerto sanno mandarti. Fine pioggia, fine incanto, pancia riempita da un'ottima salamella. Si aprono le danze.

Rompe il ghiaccio o meglio, visto il tempo, divide le acque Nicolo' Carnesi, giovane pacatissimo riccioluto che guida il pubblico infreddolito e un po' intimorito dalla pioggia verso il palco, mentre il cielo si apre e le nuvole lasciano spazio ad un ultimo spiraglio azzurro che ci ricorda che siamo in estate e che vale la pena attendere fino alla fine, prima di gettare (o strizzare) la spugna. A seguire, sul palco principale, si esibisce la Brunori Sas con Dario Brunori, uno dei personaggi di riferimento tra i cantautori italiani contemporanei. La gente inizia ad affluire numerosa e si accalca sotto al palco, sul quale Brunori è indiscutibilmente il Re, con un'estetica che qualche anno fa avremmo forse definito un po' "radical chic", ma che è parte integrante dello spettacolo e del suo modo di essere e di calcare il palco. Mentre Brunori finisce il suo concerto nel "palco basso", nel piazzale principale ci sono già fiotte di persone e decine di maschere bianche: sono il popolo dei Tre Allegri Ragazzi Morti, i fan più irriducibili che vogliono assicurarsi un posto privilegiato nel concerto che chiuderà questa terza serata di Forest Summer Fest.

I Tre Allegri ci sparano addosso un misto di pezzi nuovi e vecchi, sempre nascosti dalle loro impenetrabili maschere, che tolgono solo per qualche momento, dopo essersi assicurati che nessuno abbia in mano il cellulare per riprenderli e, anzi, minacciando di smettere di suonare non appena tra il pubblico ne è compare uno in "posizione di scatto". I Tarm possono piacere o meno, si possono passare notti insonni discutendone gli atteggiamenti o il contenuto artistico, ma è indiscutibile che qui ci sia un sacco di gente salita fino a Foresto apposta per loro. E loro ricambiano donandoci qualche momento di allegria, tra un sorso di vino e qualche ricordo dell'adolescenza. Luci bianche, fischio delle casse, buio, fine. 

Andrea Lombardi \ be.Beap (link: www.bebeap.com)

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