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Bergamo

Gamec agli ex Magazzini Daverio: “In periferia ci vanno le fabbriche”

“Spostare le istituzioni culturali in periferia? Nel resto del mondo è sempre stato fallimentare”. Ctrl Magazine ha intervistato Philippe Daverio, critico d'arte noto per le sue trasmissioni tv. Impossibile non chiedere un parere sulle due principali questioni urbanistico-culturali che Bergamo deve affrontare nei prossimi mesi: lo spostamento della Gamec negli ex Magazzini generali e l'attesa riapertura del'accademia Carrara, chiusa dal 2008 a causa dei lavori di restauro.

“Spostare le istituzioni culturali in periferia? Nel resto del mondo è sempre stato fallimentare”. Ctrl Magazine ha intervistato Philippe Daverio, critico d'arte noto per le sue trasmissioni tv. Impossibile non chiedere un parere sulle due principali questioni urbanistico-culturali che Bergamo deve affrontare nei prossimi mesi: lo spostamento della Gamec negli ex Magazzini generali e l'attesa riapertura del'accademia Carrara, chiusa dal 2008 a causa dei lavori di restauro.

Da qualche anno di discute dello spostamento della sede della Gamec all'ex dogana (si è proposto anche lo spostamento nell'ex caserma Montelungo). Ritiene che sia più utile che l'arte contemporanea resti al centro a dialogare con le radici storiche di una città o che si delocalizzi verso la periferia, per portare linfa a nuovi quartieri? Tendenzialmente in periferia è utile mettere le fabbriche, gli opifici, le carrozzerie. Uno va lì quando ha bisogno, per motivi pratici. Trapiantare in periferia le istituzioni culturali non ha mai funzionato da nessuna parte del mondo. Ma può darsi che Bergamo sia un'eccezione. Nel resto del mondo è sempre stato fallimentare. Però ognuno ha il diritto di sperimentare secondo i propri paramentri; anche i milanesi hanno sperimentato, hanno fatto quella cosa lì alla Bicocca (l'hangar Bicocca, ndr) ma non ha funzionato. C'è un problema autentico di urbanistica dei sistemi culturali, che lo sconsiglia. Però come dico spesso: noi in Italia siamo più intelligenti, quandi facciamo le cose in modo diverso, no?

Passando all'altra istituzione artistica della città: l'accademia Carrara è rimasta chiusa per lavori per cinque anni: forse questa storia di ritardi un aspetto positivo ce l'ha. Prima della chiusura c'erano pochi visitatori: crede che questa astinenza ne porterà molti di più? Non credo. Penso che l'accademia Carrara come istituzione sia una delle più importanti in Italia; però non è nata per essere un trita turisti. Noi oggi abbiamo l'impressione che se un'istituzione non è una maccbhina trita turisti, non vale niente. Se si vuole attirare un gran numero di turisti bisognerebbe spostare l'accademia Carrara a Firenze! Però al posto degli Uffizi, perché neanche Palazzo Pitti fa numeri molto alti. La gente va in pochi luoghi, in quelli noti: va agli Uffizi, va ai Musei Vaticani, una volta andavano anche a Pompei, adesso forse non più.

Quindi non è molto fiducioso sul successo della riapertura? No, sono fiducioso: basta che si abbia voglia di realizzare progetti che funzionino. Credo che ce la faranno a Bergamo: mi risulta che chi se ne occupa sia gente abbastanza avveduta. Quello che secondo me è da evitare è che la politica e i cittadini s'immaginino qualcosa che non esiste nella realtà. Il bell' dell'accademia Carrara è che è l'accademia Carrara e non altro.

 

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