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Bossetti: “Sono innocente, quella sera ero a casa Mai conosciuto Yara”-Video

Giovedì mattina Giuseppe Bossetti -il presunto assassino di Yara Gambirasio- ha rotto il silenzio in occasione dell’interrogatorio di convalida del fermo. Sulle tracce emetiche ritrovate sugli indumenti intimi della ragazzina ha detto di non spiegarsi il motivo, mentre sul cellulare rimasto spento per 14 ore ha detto che quella sera era scarico”

 "Sono innocente e non ho mai conosciuto Yara". Giovedì mattina (19 giugno) Massimo Giuseppe Bossetti -il presunto assassino di Yara Gambirasio- ha rotto il silenzio davanti al gip Ezia Maccora e il pm Letizia Ruggeri per l’interrogatorio di convalida del fermo.

A riportare le sue dichiarazioni davanti ai magistrati è stato il suo legale, SIlvia Gazzetti, all’uscita dal carcere di via Gleno: "Il mio assistito ha risposto a tutte le domande che gli sono state poste. Ha detto che la sera del 26 novembre 2010 (quella del delitto, Ndr) era a casa – ha dichiarato l’avvocato – . Riguardo alle tracce ematiche ritrovate sugli indumenti intimi della vittima ha detto di non spiegarsi il motivo, mentre sul proprio cellulare rimasto spento per 14 ore quella sesera ha affermato che era scarico.

Ha poi aggiunto di aver scoperto solo in questi giorni di non essere il figlio di Giovanni Bossetti, e di aver incontrato il padre di Yara una sola volta, per motivi di lavoro, dopo la morte della ragazzina". 

Il gip si è riservato di decidere nelle prossime ore sulla convalida del fermo di Bossetti.