Yara aveva visto il suo assassino: la osservava, aveva paura
L’aveva confidato al fratellino: di aver paura. Paura di una persona, un uomo che la osservava. Mercoledì mattina nuovo interrogatorio col pm Ruggeri: la moglie non fornisce l’alibi a Bossetti
L’aveva confidato al fratellino: di aver paura. Paura di una persona, un uomo che la osservava. Era successo qualche settimana prima del rapimento che ha avuto come conseguenza l’uccisione, crudele, della piccola ginnasta di Brembate di Sopra.
Sì, Yara Gambirasio si era spaventata, per un momento, poi forse non ci aveva più pensato ed è questo particolare a tornare al centro dell’indagine che ha portato all’arresto di Massimo Bossetti.
Forse il presunto killer l’aveva scelta tra le tante giovani che frequentavano la palestra. Perché più d’uno ha spiegato ora agli inquirenti di aver visto il muratore di Mapello aggirarsi da quelle parti.
Ed è anche questo che mercoledì mattina il pm Letizia Ruggeri chiederà all’indagato nel suo interrogatorio.
E gli domanderà dell’alibi: la moglie Marita Comi, infatti, non glielo fornisce per la sera del delitto: a chi la interroga dichiara di non ricordarsi cosa avesse fatto quella sera.
Intanto carabinieri e polizia intensificano le verifiche, interrogano familiari, amici, conoscenti. Ci sono gli specialisti del Ros, quelli dello Sco. L’ha dichiarato martedì sera il questore Finolli: "L’indagine non è chiusa, servono altri accertamenti".






