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Brembate sopra

L’avvocato dei genitori di Yara: “Non hanno esultato, fiducia nelle indagini”

Gli inquirenti se ne sono appena andati e anche i coniugi Gambirasio escono dalla villa di via Rampinelli in auto. Sono le 17, mamma Maura ha il volto quasi sorridente che si rabbuia vedendo i cronisti. Ma come il marito Fulvio sembra più sollevata. «È stata solo una visita privata, di cortesia», aveva detto qualche momento prima uscendo il questore di Bergamo Fortunato Finolli.

Gli inquirenti se ne sono appena andati e anche i coniugi Gambirasio escono dalla villa di via Rampinelli in auto. Sono le 17, mamma Maura ha il volto quasi sorridente che si rabbuia vedendo i cronisti. Ma come il marito Fulvio sembra più sollevata. «È stata solo una visita privata, di cortesia», aveva detto qualche momento prima uscendo il questore di Bergamo Fortunato Finolli. «Nulla da dire sulle indagini», aggiunge il comandante provinciale del carabinieri Antonio Bandiera. Nel colloquio durato quasi un'ora e mezzo probabilmente gli investigatori hanno illustrato ai genitori di Yara, la ragazzina scomparsa nel novembre del 2010 e trovata uccisa tre mesi dopo, il punto delle indagini. In cella dall'altra notte c'è Massimo Giuseppe Bossetti, muratore di 44 anni, padre di famiglia, inchiodato dalle tracce del Dna trovato sul corpo della studentessa tredicenne. Ma i misteri sono ancora tanti e non solo per la storia che sta alle spalle di Bossetti. Da chiarire c'è soprattutto se l'esistenza dell'uomo, quasi coetaneo dei genitori di Yara, in qualche modo sia venuta a contatto con quella della ragazzina. «Veniva spesso a comprare qui il giornale'', ha raccontato oggi Giuseppe Colombi, l'edicolante che gestisce una rivendita a pochi metri dall'ingresso della palestra frequentata da Yara e da dove è uscita la sera del 26 novembre 2010 per tornare a casa. «Si fermava qui, come molti genitori che portano i figli a qualche corso nel centro sportivo, arrivava vestito da muratore'', aggiunge l'edicolante pur ammettendo di non sapere se qualcuno dei tre figli del fermato, 13, 10 e 8 anni, sia iscritto alla palestra. Nonostante la grande svolta delle indagini oggi a Brembate, in una giornata piovosa con la temperatura che non ha superato i 20 gradi, l'atteggiamento degli abitanti non è cambiato. C'è grande prudenza e poca voglia di lasciarsi andare all' entusiasmo. «Ammesso anche che abbiano davvero trovato l' l'assassino di Yara - dice un vicino di casa dei Gambirasio - questo non farà diminuire il dolore dei genitori, e in più non si può non pensare all'altra famiglia, quella del fermato, catapultata nella tragedia». I primi a comportarsi come sempre, sfuggendo le dichiarazioni ufficiali e respingendo gli assalti dei giornalisti in modo cortese ma fermo, sono stati proprio mamma e papà Gambirasio. Oggi si sono occupati degli altri 3 figli, Keba che ha quasi 19 anni e i fratelli poco più che adolescenti Gioele e Natan. «Li conoscete, sono persone molto pacate e misurate - ha detto Enrico Pelillo, il legale della famiglia - nessuno ha esultato ma hanno sempre avuto fiducia nelle indagini». Ma almeno si sentono forse più vicini alla verità.

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