Preso presunto assassino di Yara Gambirasio Non risponde agli inquirenti
Fermato il presunto assassino di Yara Gambirasio. Il gip ha convalidato l’arresto dopo un interrogatorio di più di due ore in cui Bossetti si è avvalso della facoltà di non rispondere. Si tratterebbe di un 44enne originario di Clusone e residente a Mapello, padre di tre figli. Il Dna corrisponderebbe a quello trovato sugli slip della ragazzina e si tratterebbe del figlio illegittimo di Giuseppe Guerinoni, l’autista di Gorno.
Fermato nel pomeriggio di lunedì 16 giugno il presunto assassino di Yara Gambirasio. Si tratta di un quarantaquattrenne bergamasco, Massimo Giuseppe Bossetti, muratore incensurato nato a Clusone e residente a Mapello. Il presunto killer della tredicenne di Brembate di Sopra è sposato e padre di tre figli e ha una sorella gemella. Secondo quanto si è appreso è stato fermato dai carabinieri del Ros nella sua abitazione. I militari lo hanno condotto al comando di via delle Valli per interrogarlo poco prima delle 18. Verso le 20.30 il gip ha convalidato il suo arresto ed è stato portato al carcere di via Gleno: durante l’interrogatorio Bossetti si è avvalso della facoltà di non rispondere, assistito da un avvocato d’ufficio, Silvia Gazzetti.
"Un bravo ragazzo, un muratore in proprio che conduceva una vita tranquilla". Così i vicini di casa descrivono Giuseppe Massimo Bossetti. "Non è di qua, cioè di Mapello – tengono a sottolineare i vicini – è arrivato qui e si è sposato con una ragazza del posto. Speriamo solo che non sia vero", concludono.
La prima conferma del fermo del rpesunto killer di Yara è arrivata dal ministro del’Interno Angelino Alfano: "Le Forze dell’Ordine, d’intesa con la Magistratura, hanno individuato l’assassino di Yara Gambirasio. Secondo quanto rilevato dal profilo genetico in possesso degli inquirenti, è una persona del luogo, dunque della provincia di Bergamo".
Il Dna corrisponderebbe a quello trovato sugli slip della ragazzina e si tratterebbe del figlio illegittimo di Giuseppe Guerinoni, l’autista di Gorno morto nel 1999.
«Siamo in una fase delicatissima», si è limitato a dire il procuratore della Repubblica di Bergamo, Francesco Dettori.
Anche il presidente del Consiglio Matteo Renzi ha voluto rivolgere i complimenti alle forze dell’ordine che hanno condotto l’operazione. Sia Renzi sia Alfano hanno espresso apprezzamento per l’altissima attenzione mantenuta dalle forze dell’ordine nei confronti di un’indagine lunga e complicata.









