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Il triangolo delle Orobie 100 chilometri in parapendio sulle montagne bergamasche - BergamoNews
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Il triangolo delle Orobie 100 chilometri in parapendio sulle montagne bergamasche fotogallery

Cento chilometri di volo in parapendio sul triangolo delle Orobie, quasi perfettamente equilatero: la fantastica avventura di sabato 24 maggio con partenza e arrivo da Valcava.

di Costantino Molteni, in collaborazione con Prealpi

Il volo di sabato 24 maggio nasce in realtà due anni fa quando, quasi per gioco, provai a disegnare sulla cartina delle Orobie un volo nuovo, un giro che ancora non fosse stato fatto da nessuno e che consentisse di sorvolare il cuore delle “nostre” montagne. Il requisito principale del circuito dovevano essere la lunghezza oltre i 100 km, con partenza ed arrivo da Valcava, il decollo prediletto da molti di noi.

Il tipo di percorso è un triangolo quasi perfettamente equilatero, considerato generalmente come il tipo di task più impegnativo. E, piano piano, il percorso prende forma: decollo da Valcava, prima “boa” sul Monte Pegherolo, lungo la cresta che divide Mezzoldo da Valleve, poi dritti lungo lo spartiacque tra Orobie e Valtellina, passando in rivista il Passo San Marco, il lago di Valmora, i Piani dell’Avaro, il Pizzo dei Tre Signori. Da qui, giunti all’estremo nordovest delle Orobie bergamasche, si scavalca lo Zucco di Cam entrando in Val Biandino, sede di remoti alpeggi nel comprensorio della Valsassina. La Valsassina viene percorsa nella sua interezza verso ovest, sino a giungere all’Alpe Giumello, sui cui contrafforti quasi a strapiombo sul Lario si pone la seconda Boa. Da li il rientro verso Valcava in direzione sudest, sulla direttrice Grigne, Resegone, Camozzere prima di atterrare a Caprino.

Una volta ideato il volo, la parte difficile era attendere pazientemente che si presentassero le condizioni meteo ideali. Le Orobie sono un terreno “difficile” per andarci a volare: montagne molto alte, molto umide, troppo vicine alla pianura padana. Questi tre aspetti spesso congiurano rendendole troppo inclini ai temporali e a sviluppi nuvolosi a quote troppo basse. Inoltre in ampi tratti le vallate sono strette, ventose e quasi totalmente prive di potenziali atterraggi di fortuna. Per affrontarle in sicurezza occorre una giornata con atmosfera molto secca in quota, poco vento e aria “frizzante” per poter contare su potenti correnti ascensionali, cumuli dalle basi sempre sopra le creste e nessun rischio di temporali. Finalmente l’occasione si presenta…

Continua a leggere questa entusiasmante avventura, direttamente su PREALPI iEdition.

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