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Le stampe dimenticate Oleografie in mostra al Museo storico

Da venerdì 30 maggio a domenica 22 giugno, nel Convento di San Francesco in Città alta, è possibile visitare la mostra Oleografie, le stampe dimenticate dalla collezione di Giuseppe Busetti.

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In occasione del XXXIV Convegno Bild Druck Papier, che raduna a Bergamo i maggiori collezionisti europei di stampe, il Museo storico propone una piccola esposizione di oltre 80 oleografie a soggetto religioso.

L’oleografia – evoluzione della litografia – è una stampa a colori di dimensioni assai varie che riproduce un soggetto sacro o profano di immediata comprensione. Grazie alle tecniche di stampa utilizzate, una volta incorniciate e messe sotto vetro, le oleografie potevano dare l’illusione di essere dipinti a olio, e questa caratteristica le rendeva particolarmente ricercate da chi non poteva permettersi un vero quadro.

A seconda del soggetto rappresentato l’oleografia veniva collocata nella camera da letto dei genitori (Sacra Famiglia, Madonna con Bambino) o dei figli (Angelo Custode, Gesù con i fanciulli), oppure nel salotto (ritratti di reali, panorami, nature morte). Queste stampe, con didascalie nelle diverse lingue, venivano poi smerciate in tutta Europa da intraprendenti venditori ambulanti, molti dei quali provenivano dalla Valle di Tesino, in provincia di Trento.

L’età d’oro dell’oleografia è compresa tra il 1838, quando viene perfezionata, e la Seconda guerra mondiale, quando viene sostituita da altre tecniche di produzione più semplici e di maggior impatto.

Tra i maggiori produttori europei di questo genere di stampe ricordiamo l’Istituto italiano di arti grafiche di Bergamo, sotto la direzione del suo fondatore Paolo Gaffuri: a queste stampe sarà dedicata un’apposita sala.

All’interno della vasta produzione italiana ed europea, particolare rilievo sarà dato alle immagini di santi e patroni di comuni bergamaschi.

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