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Tremaglia in Consiglio “Il mio cognome? Orgoglio e tanta responsabilità”

Un cognome pesante quello di Andrea Tremaglia, eletto in Consiglio comunale nella lista di Fratelli d'Italia. Il nonno Mirko e il padre Marzio hanno segnato pagine importanti della politica bergamasca e nazionale. Ora tocca ad Andrea, consapevole del lavoro che lo aspetta, sia in caso di vittoria che di sconfitta al ballottaggio. Il punto di partenza è il risultato sopra le aspettative ottenuto dalla lista di Fratelli d'Italia (2243 voti pari al 3,71%).

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Un cognome pesante quello di Andrea Tremaglia, eletto in Consiglio comunale nella lista di Fratelli d’Italia. Il nonno Mirko e il padre Marzio hanno segnato pagine importanti della politica bergamasca e nazionale. Ora tocca ad Andrea, consapevole del lavoro che lo aspetta, sia in caso di vittoria che di sconfitta al ballottaggio. Il punto di partenza è il risultato sopra le aspettative ottenuto dalla lista di Fratelli d’Italia (2243 voti pari al 3,71%). “Abbiamo visto che il partito stava andando molto bene, il nostro obbiettivo era conquistare un consigliere di maggioranza – commenta -. Ed è quello che spero di fare, perché Franco Tentorio ha le carte in regola per vincere. In ogni caso sarà molto divertente fare anche il consigliere d’opposizione. Come vincere al ballottaggio? Convincendo tutti gli elettori a tornare al seggio. E’ l’unico scoglio del centrodestra. In questa tornata è un po’ diverso anche perché quello di Gori non è un elettorato di centrosinistra. Farà fatica anche lui”.

Tremaglia approda in Consiglio grazie alle 140 preferenze personali. “Il doppio di quelle che avevo preventivato, così come il risultato della lista. Partivamo dall’1% scarso di un anno fa. Non abbiamo nessun “big” a Bergamo, non abbiamo nessuno a Roma, a Milano, in Giunta e in Consiglio a Bergamo. Direi che è un ottimo risultato. Sulle preferenze personali ho promesso che avrei stappato lo Champagne a traguardo delle cento. Ci siamo mesi in gioco tutti per davvero. Il mio cognome in sé non è un valore aggiunto, ma un orgoglio. E soprattutto una responsabilità. Io mi sono impegnato al meglio, ho deciso di candidarmi solo con la consapevolezza di avere il tempo e le risorse mentali per non “sporcare” il mio cognome facendo il buffone”.

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Commenti

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  1. Scritto da roy

    votate gori allora… uno che fa politica per disinteresse e senso civico haahhahahhaha siete ridicoli

  2. Scritto da lotty

    Rispetto la persona ma l’orgoglio del suo cognome mi pare veramente troppo. Il mio nonno e il mio papà erano due perfetti sconosciuti ma hanno sempre difeso la libertà…

    1. Scritto da michele p.

      che riflessione profonda…
      Tremaglia dovrebbe vergognarsi del suo cognome perchè il papa e il nonno non erano schierati dalla stessa parte dei suoi? quando non sapete come denigrare, cominciate con le parole talismano: libertà, democrazia, adesso poi è di moda l’omofobia, strano che non l’abbia citata. faccia il piacere…

      1. Scritto da lotty

        Faccia lei il piacere…Io non ho detto che deve vergognarsi ma sicuramente non può esserne fiero. Libertà e democrazia non sono talismani, sono valori universali.

        1. Scritto da cosi' e'

          Mi sembra di vedere il derby Milan-Inter,ma lasciamolo lavorare e poi verra’ giudicato.

          1. Scritto da lotty

            Forse lei non legge i commenti, io non ho espresso giudizi sulle capacità della persona, ho scritto un’altra cosa.

          2. Scritto da cosi' e'

            Noto che con tutti vuole sempre avere l’ultima parola,se questo le da’ sollievo continui pure

          3. Scritto da lotty

            Ho semplicemente risposto, così é..se le pare!

  3. Scritto da Massimo

    Complimenti ! Grande Tremaglia….. una famiglia che continua a servire e rispettare con onestà il nostro Paese !!
    Grazie

    Massimo

  4. Scritto da zampini

    Mi chiedo come facciano tutti questi giovani che non hanno mai lavorato un giorno in vita loro, a comprendere le necessità di cittadini che da 30 anni sono “sul campo di battaglia”.
    Ormai i giovani piuttosto che cercarsi un lavoro hanno capito che fare il politico di professione è ciò che più conviene in termini di fatica e ritorno economico.

    1. Scritto da Grigio

      Si consoli, suvvia, Ciriaco De Mita é stato eletto sindaco a 86 anni. Ne porterà di esperienza…non é contento?

    2. Scritto da ATTILIO41

      Se non facevi nessun commento era meglio!!!!!!!!!!

      1. Scritto da zampini

        A quanto pare qui abbiamo uno strenuo difensore della libertà di espressione.
        Questa è una triste realtà: un tempo i giovani, almeno in partenza, entravano in politica per i valori, adesso fin dall’inizio lo fanno per avere un’opportunità di carriera privilegiata.
        Lo so perchè l’ho sentito dalla viva voce di più d’uno di questi ragazzi che hanno tappezzato la città con la loro faccia.
        Ovviamente in pubblico negheranno, dopotutto hanno imparato dai migliori il mestiere.

        1. Scritto da Maddalena

          La carriera ognuno se la crea da se.
          I sentito dire lasciamoli perdere e giudichiamo questi giovani ( di qualsiasi parte politica essi siano) per quello che faranno!
          Fortuna che qualche giovane ha ancora voglia di fare politica.

          1. Scritto da zampini

            Mi perdoni, ma per il bene della cosa pubblica, sapere che c’è gente che vede la politica come carriera lavorativa è spaventoso, perchè diventando la propria fonte di reddito, lo si fa non per vocazione ma per poter mangiare, con risultati, compromessi e inciuci che sappiamo.
            Casualmente di solito questi personaggi finiscono magicamente in aziende pubbliche di rilievo pur non avendo alcuna competenza, ma solo grazie alle conoscenze politiche fatte.