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“Guardando Lee”: il piacere sensoriale dei colori e della musica

Chi ha già assistito alle visite guidate cantate di Alessandro Bottelli (alle personali del pittore Marcello Arzuffi e alla mostra di Carlo Ceresa in Gamec), difficilmente si perderà il nuovo appuntamento espositivo musicale con le opere del pittore coreano Lee Jong Man, il 31 maggio al Centro S. Bartolomeo di Bergamo.

Chi ha già assistito alle visite guidate cantate di Alessandro Bottelli (alle personali del pittore Marcello Arzuffi e alla mostra di Carlo Ceresa in Gamec), difficilmente si perderà il nuovo appuntamento espositivo musicale con le opere del pittore coreano Lee Jong Man, il 31 maggio al Centro S. Bartolomeo di Bergamo.

In mostra, numerosi quadri a tema floreale e ornitologico, dalle tinte rutilanti che fanno presa sugli amanti delle bellezze di latitudini lontane dalle nostre. Il piacere sensoriale dei colori, che raccontano un mondo magico e seduttivo, fatto di suoni e di profumi intensi e ammalianti, viene ripreso da Bottelli in componimenti poetici che contribuiscono ad esaltare le atmosfere e i registri fastosi delle esotiche vedute.

La riuscita di questo dialogo tra colori squillanti e armonie sonore è affidato alle suggestioni del Quartetto Vocale Italiano (soprano, contralto, tenore, basso), della fisarmonica di Augusto Comminesi e delle percussioni di Stefano Bertoli. Dirigerà l’ensemble il compositore delle musiche Damiano Rota, figura poliedrica di compositore, organista, direttore di coro e d’orchestra, che guiderà il pubblico in una visita cantata di un’accurata selezione delle opere esposte.

Il titolo dell’evento, "Guardando Lee", che gioca con la possibile pronuncia anglosassone del nome dell’artista (e quindi "guardandoli"), mette l’accento sulle accresciute potenzialità semantiche del connubio tra arti visive, poesia e musica, quasi a far intendere che per "vedere" occorre lasciarsi guidare più dai sensi che dalle parole di esperti ciceroni e critici dell’arte.

Il focus della performance è il rapporto con la natura, centrale nell’opera dell’artista, nato a Iksan in Corea del Sud nel 1952 e laureato in Belle Arti all’Università di Wonkwang. Si tratta di una natura vista essenzialmente come fonte di serenità e custode dell’armonia, una risorsa da salvaguardare ad ogni costo dalle prevaricazioni della società umana contemporanea.

La visita guidata cantata alle opere in mostra si terrà alle 16, con eventuale replica alle 17, al Centro Culturale San Bartolomeo (Largo Belotti, 1).

 

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