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Gazzaniga, un’altra bomba nella villa di Gamba testimone nel caso Morandi

Il nuovo attacco intimidatorio nei confronti di Gianfranco Gamba, l’imprenditore legato al caso Morandi poiché vittima di un ammanco di oltre 10 milioni di euro, si è verificato martedì sera. L'ordigno è stato lanciato da ignoti nel cortile della sua casa

Un’altra bomba lanciata nel giardino di casa. Il nuovo attacco intimidatorio nei confronti di Gianfranco Gamba, l’imprenditore legato al caso Morandi poiché vittima di un ammanco di oltre 10 milioni di euro, si è verificato martedì sera (27 maggio).

L’ordigno è stato scagliato da ignoti nel cortile della sua villa, in un momento in cui nessuno era in casa. Per questo non c’è stato nessun ferito. I carabinieri stanno indagando sul caso.

Un episodio che fa seguito all’attentato incendiario nello chalet di famiglia sul Monte Bò a Cene e al rogo alla Stamperia Valseriana di Albino, oltre a un’altra bomba tatta esplodere ne gennaio scorso sempre nella villa di Gazzaniga. 

Gamba è la vittima principale dei presunti ammanchi, testimone chiave dell’intera inchiesta che vede Morandi indagato: lamenta un ammanco da oltre 10 milioni di euro sul totale di 30 milioni che mancano all’appello sui conti di una cinquantina di clienti di Private Banking di Fiorano al Serio. 

L’istituto bancario allora diretto dall’ex sindaco di Valbondione, sospeso dal primo luglio 2013 e poi licenziato dall’istituto di credito, e agli arresti domiciliari dallo scorso 9 maggio per furto e truffa aggravata. 

Gianfranco Gamba si era ritrovato un deposito prosciugato. Circa 10 milioni di euro spariti nel nulla, ed altre centinaia di mila euro svaniti nel nulla sul conto della figlia e della moglie Mariuccia Pezzoli. Gamba, titolare del ricamificio Pezzoli di Gazzaniga, siede nel consiglio di amministrazione di altre 18 società ed è un teste chiave dell’indagine della Procura di Bergamo, condotta dal pubblico ministero Maria Cristina Rota.

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