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Panzeri va a Bruxelles “Nuovo ruolo per l’Italia: protagonista in Europa”

Pier Antonio Panzeri, 59 anni originario di Riviera d'Adda, eletto per il Partito Democratico andrà a rappresentare l'Italia a Strasburgo.

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Non nasconde la sorpresa di quel voto che ha superato il 40% a livello nazionale, anche se Pier Antonio Panzeri, 59 anni, bergamasco, eletto per il Partito Democratico a Strasburgo puntualizza: “che i cittadini, in un contesto democratico, hanno dato fiducia ad un progetto serio lontano dalla paura e dal populismo, perchè l’Europa cambi verso e riveda la politica del rigore”.

Il dato che vede il Pd superare il 40% nella tornata per le elezioni europee l’ha sorpresa?

“Non c’è dubbio che mi abbia colpito e sorpreso, soprattutto per un risultato di queste proporzioni. I cittadini hanno compreso quanto l’offerta di Matteo Renzi fosse di gran lunga la migliore rispetto a quello di Grillo. Il messaggio del leader dei 5 Stelle era accattivante: mandarli via tutti, tutti a casa. Sembrava un gioco fatto, ma dalle urne è emerso un messaggio chiaro: l’opinione pubblica che insegue gli incantatori di serpenti produce grandi guai. È così che in tanti elettori usando il buon senso hanno deciso di riporre la loro fiducia in un progetto serio portato avanti dal nostro premier”.

Che cosa vi aspetta ora?

“Ci aspetta un compito importante: dobbiamo incamminarci sul sentiero delle riforme e non possiamo fermarci. Dalle urne europee è emerso che i governi indecisi e tentennati vengono condannati e penalizzati. Lo si è visto con la Francia di Hollande, la Gran Bretagna di Cameron che non hanno saputo comprendere l’opportunità dell’Europa e si sono destreggiati tra un attacco a Bruxelles e una voglia di grandeur, perdendo”.

Lei parla di paura. Che cosa in particolare può aver spaventato l’elettorato?

“Credo che anche l’attacco alla sinagoga di Bruxelles con quattro morti abbia pesato sull’immaginario collettivo. Non si può pensare che continuando a seminare odio non raccolgano i disastri di questo terrore. Per parallelo, di fronte ai proclami di Grillo, i cittadini hanno deciso di affidarsi alla fiducia e alla speranza. La fiducia generata dall’attuale premier, nei suoi novanta giorni di governo, è un segnale evidente che si deve uscire da questa palude con le riforme per cambiare questo Paese e l’Europa”.

Come pensate di cambiare l’Europa? Quali sono i punti che affronterete da subito?

“Da oggi si apre una nuova fase parlamentare in Europa, il Partito Democratico essendo la prima forza politica guiderà la delegazione socialista europea. Non raccoglieremo le provocazioni degli euroscettici e non saremo a fianco della politica del rigore imposta dalla cancelliera Merkel. Ci batteremo perché questa Europa vada cambiata e noi ci proponiamo di giocare la nostra partita. Comprendo che saremo degli osservati speciali, ma dimostreremo di raccogliere il mandato che ci hanno dato i nostri elettori alla vigilia del semestre europeo”.

Il vostro successo elettorale si pone tra l’estrema destra di Marine Le Pen in Francia, dove è il primo partito, e il trionfo della sinistra di Tsipras in Grecia. Come pensate di muoversi in questo contesto così diverso e difficile?

“Non sarà facile, saremo degli osservati speciali. Ma sapremo essere i portatori delle esigenze dei cittadini che chiedono di rivedere questa politica del rigore che ha penalizzato l’economia e il lavoro in tutta Europa e dall’altra di far comprendere le grandi possibilità che l’Unione può offrire in diversi fronti, non solo economici, ma anche da un punto di vista sociale e ricoprire anche un ruolo più autorevole nel confronto della politica estera, penso al mondo arabo che si affaccia sul Mediterraneo e alle immigrazioni, o ancora nei rapporti con la Russia di Putin e la Cina. Non sarà una passeggiata, ma siamo forti del nostro mandato che ci ha affidato il popolo italiano”.

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