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Incendia l’abitazione dell’ex moglie: 52enne arrestato per stalking

Fermato C.M. di 52 anni, cittadino del Marocco, responsabile di numerosi episodi di stalking nei confronti della moglie dopo che aveva deciso la separazione, persecuzione culminata con aggressioni fisiche in strada e l’incendio della casa dove viveva con i quattro figli

Con un’operazione congiunta tra Commissariato di Treviglio e la Squadra Mobile di Bergamo, è stato arrestato C.M. di 52 anni, cittadino del Marocco, responsabile di numerosi episodi di stalking nei confronti della moglie dopo che la stessa aveva deciso la separazione. Persecuzione culminata con aggressioni fisiche in strada e l’incendio della casa dove la donna viveva con i quattro figli.

Fatti che avevano portato a un primo arresto nel settembre 2013; l’uomo, che sembrava aver deciso di arrendersi all’idea della separazione, era stato scarcerato ma con il divieto di avvicinarsi a meno di un chilometro dalla moglie e dai figli. Dopo una prima fase di calma, però, sono ricominciate le segnalazioni dei servizi sociali dove la donna era assistita e della stessa che, oltre a sentirsi seguita dall’ex marito, aveva notato anche la sua auto posteggiata vicina all’abitazione segreta dove era alloggiata per conto di una cooperativa di assistenza.

Il personale del Commissariato diretto da Angelo Lino Murtas ha così effettuato vari appostamenti al fine di sorprenderlo nella flagranza della violazione del provvedimento del giudice, fino a quando, tramite le telecamere stradali e della stazione ferroviaria, sono spuntati i filmati che dimostravano che l’uomo, oltre ad averla seguita, l’aveva anche strattonata e minacciata se non le avesse fatto rivedere i figli.

E’ partita quindi la richiesta al giudice per le indagini preliminari per l’aggravamento del reato, e il dottor Alberto Viti ha provveduto immediatamente all’emissione di un nuovo provvedimento di custodia cautelare in carcere.

Negli ultimi giorni, dopo averlo cercato nella propria abitazione e nei luoghi da lui solitamente frequentati in Romano di Lombardia, l’uomo rispondeva al telefono dicendo di essere in ospedale per degli accertamenti urgenti, ma in realtà era andato proprio al Tribunale di Bergamo, per un altro procedimento penale legato all’incendio dell’abitazione coniugale.

Gli agenti della Squadra Mobile diretta da Giorgio Grasso, allora lo hanno bloccato proprio all’interno del Tribunale, e dopo le incombenze del caso negli uffici della Polizia Scientifica, l’uomo è stato rinchiuso nella Casa Circondariale di Bergamo.

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