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Export, anche i “piccoli” tentano la strada del medio-oriente fotogallery

A Confindustria Bergamo illustrate le positive esperienze della Falegnameria Aresi di Treviglio e di Crs Impianti di Gorle.

Fare affari all’estero non è più solo una questione per imprese medio- grandi: anche falegnami e impiantisti possono dire la loro e competere con qualità, flessibilità e un pizzico di audacia. Uno spaccato vivido di queste micro-realtà che si gettano nella mischia della competizione internazionale ottenendo primi importanti risultati è stato offerto durante l’incontro organizzato a Confindustria Bergamo per il ciclo sull’internazionalizzazione, con protagoniste le esperienze di Giancarlo Aresi, titolare della Falegnameria Aresi di Treviglio, e di Gino Zambaiti, amministratore delegato della Crs Impianti, accumunati dall’aver intrapreso nuovi e proficui contatti commerciali con il medio-oriente.

“Si tratta di aree in fortissima crescita “dove il made in Italy è una vera bandiera – ha sottolineato Aresi – ma da solo certamente non basta perché i nostri committenti si aspettano qualità, ma anche rispetto dei tempi, estrema flessibilità e aderenza scrupolosa alle richieste”.

“Da qualche anno – ha spiegato Giancarlo Aresi – abbiamo guardato oltre frontiera, in Svizzera, Costa Azzura, Qatar, Irak e ora pensiamo anche all’Arabia Saudita. Hanno bussato alla nostra porta i progettisti di un grande resort in Qatar e siamo andati subito sotto pressione: nel corso del 2012 abbiamo spedito un migliaio di finestre, una cifra significativa per la nostra azienda. Ora siamo in fase di collaudo che naturalmente seguiamo là con nostro personale. Per far fronte a questo impegno abbiamo dovuto modernizzare la nostra organizzazione: basti pensare solamente alle procedure per spedire i container via nave fino al porto di Dhoa: non c’è navigazione diretta e il viaggio dura più di un mese”.

“Dal made in Italy – ha spiegato agli imprenditori di Confindustria Bergamo – si aspettano qualità, data per scontata, ma anche rapidità, adattabilità dei prodotti a condizioni climatiche molto particolari e a qualsiasi esigenza e tempistica”. Si accede a un mercato delle costruzioni in esplosione con buonissime possibilità anche per le imprese di impianti, carpenteria, land scaping, produttrici di attrezzature di porti turistici. Significative anche le prime mosse all’estero della Crs impianti, di cui Gino Zambaiti, con lunghe esperienze imprenditoriali nel tessile, è amministratore delegato.

“Venivo dalla profonda crisi del tessile – ha spiegato – e sono entrato in questa azienda legata al settore edile poco prima che si evidenziassero le più grandi difficoltà via via in tutta la filiera, con la sensazione di passare dalla padella alla brace. Ho pensato da subito alla chiave dell’internazionalizzazione, partendo da zero, unico in azienda in grado di capire e parlare in inglese. Ho scelto alcuni bersagli e la fortuna del principiante mi ha aiutato in Ghana, dove stiamo realizzando gli impianti di aria condizionata in uno shopping center, un appalto da 1 milione e 200 mila euro. Paradossalmente l’inghippo principale è stato la Camera di Commercio di Bergamo secondo la quale non potevamo esportare le macchine. Per fortuna tutto si è risolto anche grazie a Confindustria Bergamo”.

Ora la prossima tappa sarà il Kazakistan. “Un mercato in sviluppo, ma non avanzatissimo, come è il nostro target. Stiamo portando in porto un contratto enorme, che coinvolgerà anche altre aziende bergamasche della filiera”.

Novità positive anche per il Qatar, dove dopo due incontri deludenti Zambaiti ha trovato l’interlocutore giusto e a fine settembre è prevista la nascita di una joint venture con un produttore locale.

“Tutte le nostre risorse sono focalizzate sull’obiettivo dell’internazionalizzazione – ha concluso – una strada che genera tanto entusiasmo, voglia di nuove esperienze anche per i nostri ragazzi impegnati nelle trasferte, spesso nemmeno tanto desiderosi di rientrare. In definitiva, una bella iniezione di vitalità che fa bene a tutti”. E i risultati cominciano ad essere evidenti, visto che le vendite sono salite da un totale di 12,5 milioni di euro nel 2012 ai 14 del 2013 ai 18 previsti quest’anno. “Queste esperienze positive, pur tra le ovvie difficoltà – ha sottolineato Giovanni Grazioli, presidente di Confidi Lombardia – sono un messaggio di fiducia importante di cui le piccole imprese hanno bisogno. Inoltre risulta evidente che l’esigenza di seguire importanti commesse a migliaia di chilometri ha costretto le aziende a mettere in moto positivi cambiamenti, ponendo così le basi per un’espansione ulteriore. Queste esperienze dimostrano anche che la filiera locale è fondamentale per l’efficienza e l’attrattività delle nostre imprese”.

Hanno preso parte all’incontro anche Antonio di Meo, consulente in pagamenti, garanzie internazionali e crediti documentari-Studio Di Meo e due esponenti di Intesa San Paolo, Giuseppe Gradi – Servizio Internazionalizzazione Imprese – Responsabile Desk Europe Middle East Africa – Intesa Sanpaolo, e Luigi Landoni – Direttore Filiale di Dubai – Intesa Sanpaolo. Fra le novità l’apertura di una base ad Abu Dhabi in zona non free per poter operare anche con valuta locale.ù

Rossana Pecchi

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